MESSINA. Palazzo Zanca “blinda” il progetto di allargamento del parcheggio di Torri Morandi a capo Peloro, ma soprattutto della bretella che da via Pozzo Giudeo, via d’ingresso al parcheggio, consenta alle auto di arrivare direttamente in via Senatore Arena bypassando l’attuale passaggio veicolare di via Lanterna, liberando così il paese dal passaggio delle automobili e agevolando la pedonalizzazione integrale di tutta Torre Faro.
Sul finire del 2025, il dipartimento ai Lavori pubblici ha riapposto il vincolo preordinato all’esproprio per i terreni privati (circa 10mila metri quadrati) in cui dovrebbero ricadere le opere. Di che si tratta? In sostanza, è un atto urbanistico con cui un’amministrazione “blocca” un’area privata per destinarla a un’opera pubblica, impedendone la costruzione privata (una piccola parte delle aree in questione sono edificabili, in quanto il piano regolatore generale le classifica come zone b4, edilizia di complemento), e preannunciando la futura espropriazione, ha una durata massima di 5 anni e, se non seguito dall’esproprio, decade.
La procedura, aveva spiegato l’assessore ai Lavori pubblici Salvatore Mondello in consiglio comunale, si era rivelata necessaria a causa del “fallimento delle trattative intercorse con i proprietari per la cessione volontaria”. E’ successo che in una prima fase, tutti i proprietari avevano acconsentito alla cessione delle aree, tranne in un caso, perchè erano state riscontrare irregolarità procedimentali. Successivamente, si legge nei verbali, “alcuni proprietari hanno successivamente espresso formale dissenso alla cessione. Altri, pur avendo preso parte gli incontri preliminari, non hanno fatto pervenire riscontro scritto alla proposta entro termini stabiliti, ostacolando così la libera alienazione dei beni. Alla luce di quanto sopra, si prende atto dell’impossibilità di procedere all’acquisizione delle aree di interesse pubblico mediante cessione volontaria, pertanto si rende necessario avviare la procedura di espropriazione per pubblica utilità, ai sensi della normativa vigente”.
Ne è seguita una dilazione dei tempi, ma anche “un risparmio economico rispetto alla cessione volontaria”, ha spiegato Mondello davanti al consiglio comunale. I lavori, infatti, sarebbero dovuti partire nella tarda primavera scorsa invece sono fermi al palo.
A novembre del 2024 il comune relazionava di una “adesione definitiva alla cessione volontaria di n.10 dei 16 lotti dalle ditte proprietarie come da piano particellare originario, più due cespiti su cui proseguire con le attività di esproprio e n.4 cespiti di cui si è ritenuto di rinunciare all’acquisizione a seguito dell’adeguamento del progetto”. Sono state proprio le attività di esproprio ad allungare i tempi. La strada, qualche centinaio scarso di metri, sarà realizzata in terra battuta e pavimentazione drenante.


