MESSINA. “È una vittoria del diritto e della difesa del benessere di bambini e ragazzi e del diritto all’istruzione.” a commentare la scelta del TAR di Catania, che ha sospeso l’ordinanza sulle scuole del sindaco De Luca, il comitato “scuola in presenza”, che già alla pubblicazione dell’ordinanza aveva lamentato la scelta del sindaco.

“Ringraziamo tutti coloro che ci hanno appoggiato in questa lotta di civiltà -dichiara Cesare Natoli, presidente del comitato- Da domani, anche gli studenti messinesi potranno tornare in classe.»

Gli avvocati che hanno presentato il ricorso, Armando Hyerace, Massimo Nicola Marchese e Aurelio Rundo Sotera, dichiarano: «Siamo estremamente soddisfatti per il risultato ottenuto dal nostro ricorso. Il Covid ha già messo a dura prova i nostri figli, privandoli della socialità scolastica, nella quale si forma la loro personalità. Abbiamo visto e patito con loro fin troppo. La scuola non può più essere sacrificata sull’altare dell’isteria e del facile consenso. Sul piano giuridico, il TAR Catania ha affermato (come già il TAR Campania) che la fattispecie in esame è già normata a livello nazionale con disposizioni di rango primario e non residua spazio per ulteriori interventi contingibili e urgenti, avendo il legislatore nazionale previsto l’adozione di misure specifiche per il contesto scolastico. Il TAR aggiunge anche che “non appare possibile fare riferimento alle difficoltà della situazione ospedaliera, cui deve porsi riparo mediante adeguate misure di natura amministrativa (con l’eventuale incremento dei posti letto o il trasferimento di pazienti che, in ipotesi, non possano essere accolti in terapia intensiva)”. La norma per la verità appariva chiara; ma è servito l’intervento della Magistratura amministrativa per ribadirne il senso ed il valore

 

 

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