MESSINA. È querelle fra il Comitato promotore Montemare Comune e Palazzo Zanca: alla lettera del sindaco Cateno De Luca, con la quale il primo cittadino informava la Regione Siciliana che «eventuali provvedimenti sostitutivi saranno ritenuti illegittimi» (qui il link), il Comitato non ci sta, e rilancia invitando Palazzo d’Orleans ad intervenire immediatamente con un commissario sostituivo.

La nota del Comune di Messina nasceva proprio perché era stato l’assessorato regionale alle Autonomie locali a minacciare il sindaco De Luca di avviare il procedimento per la consultazione referendaria entro 30 giorni dalla notifica della diffida, pena il commissariamento da parte della Regione Siciliana (qui il link alla notizia). Da qui, visto che il tempo è scaduto, il sollecito del Comitato promotore affinché arrivi un commissario  ad acta che indica il Referendum e permetta di andare a votare. Il motivo per cui il primo cittadino non vuole ancora avviare il procedimento referendario è il persistere dell’emergenza sanitaria, situazione che però, sostiene il Comitato, è cambiata rispetto a qualche mese fa, visto che si sono tenute regolarmente e senza problemi le elezioni amministrative in Sicilia e in tutta Italia.

«Ci risiamo, ancora una volta il Comune di Messina intende prendere tempo per evitare il naturale e legittimo svolgimento del Referendum, dando finalmente voce ai cittadini e consentendo loro di poter esercitare il più sacro dei diritti che caratterizzano una democrazia, il voto – scrive il Comitato – Nello specifico, il Comune sostiene che al momento l’operazione referendaria non può essere condotta a termine in quanto, a causa della perdurante emergenza sanitaria (ad oggi fissata fino al 31 dicembre 2021), fino a quella data nulla si può fare».

«Questa posizione è legittimata anche dal fatto, secondo il Comune, che sarebbe ancora oggi vigente il Decreto Sindacale n. 40 del 27 ottobre 2020, che aveva già bloccato e rinviato lo scorso anno, forzando la mano, l’iter referendario con data prevista per il voto il 13 dicembre 2020 – proseguono i membri del Comitato – Oggi lo scenario sanitario è completamente cambiato, così da permettere, con tanto di legge approvata, il ritorno alle urne sia in ambito nazionale che regionale».

«Le elezioni amministrative si stanno regolarmente svolgendo in Sicilia senza alcun problema e senza alcuna particolare restrizione normativa. Anche la polemica aperta sulla attuale vigenza o meno del Decreto Sindacale n. 40 da parte del Comune di Messina è del tutto inutile e strumentale – sostengono – La Regione ha già deciso e scritto che non lo è più, ed è anche per questo, oltre ai reiterati silenzi in risposta a tutte le sollecitazioni e note di chiarimento inviate al Comune in questo ultimo periodo, che la stessa Regione ha diffidato il Sindaco ad indire ed a portare a compimento il Referendum, entro i termini previsti, cosi come legittimamente previsto e stabilito».

«E si, proprio così, entro i termini previsti, perchè, altra cosa che il Comune ha strumentalmente omesso di dire o fa finta di non sapere, l’Assessorato Regionale Autonomie Locali con nota prot. n. 25512 del 11 marzo 2021, ha stabilito è comunicato, che “i termini della consultazione elettorale di cui al D.A. 219/18 (il Referendum Montemare) dovranno essere uniformati a quelli previsti dal D.L. 5 marzo 2021 N. 25”, dunque, semplicemente, lo svogimento del Referendum si sarebbe dovuto tenere in concomitanza con le elezioni amministrative in Sicilia», spiega il Comitato.

«Non c’è molto altro da aggiungere, è in atto, di fatto, una forzatura ed un ostruzionismo politico/istituzionale da parte del Sindaco di Messina sul regolare e legittimo svolgimento del Referendum Montemare, ed il Comitato dunque, con la nota inviata in data odierna chiede, l’autorevole, previsto e dichiarato intervento della Regione con l’immediato invio del commissario sostitutivo», concludono.

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