MESSINA. La commissione interministeriale per la ” valutazione di soluzioni alternative per il sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina” ha deciso: il ponte sullo Stretto si farà e sarà… un ponte. Dal 27 agosto 2020, fino alla fine di aprile, il gruppo di studio costituito al ministero delle Infrastrutture ha valutato quattro ipotesi progettuali, dal ponte a campata unica (il progetto “storico” approvato nel 2011), ad ipotesi al momento solo sulla carta come il ponte a tre campate, e due tunnel sottomarini.

pote tunnel stretto

La conclusione è che innanzitutto il gruppo di lavoro “ritiene che sussistano profonde motivazioni per realizzare un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche in presenza del previsto potenziamento/riqualificazione dei collegamenti marittimi”, ipotizza “più efficiente finanziare il sistema di attraversamento interamente e trasparentemente a carico della finanza pubblica, anche in relazione ai benefici diffusi che l’opera ha sull’intero Paese”, e suggerisce che questo collegamento vada affidato alla soluzione aerea a più campate, “potenzialmente più conveniente di quella a campata unica”.

Perché questa soluzione, per certi versi sorprendente, dato che quello a campata unica è alla fase della progettazione definitiva, approvata nel 2010 e poi abbandonata per la caduta d’interesse del governo alla realizzazione del ponte, col risultato di far allungare (e di molto) i tempi?

“La maggiore lunghezza complessiva consentirebbe di localizzare il collegamento in posizione più prossima ai centri abitati di Messina e Reggio Calabria, con conseguente minore estensione dei raccordi stradali e ferroviari a terra, un minore impatto visivo delle pile, una minore sensibilità agli effetti del vento, costi presumibilmente inferiori e maggiore distanza dalle aree naturalistiche pregiate come il lago di Ganzirri. Di converso, andrebbero approfonditi i temi relativi alla risposta delle pile in acqua rispetto ad eventi sismici e alle forti e variabili correnti marine”. Dal punto di vista strettamente tecnico-economico, “Rispetto al ponte a campata unica, il ponte a più campate potrebbe avere una maggiore estensione complessiva e mantenere al tempo stesso la lunghezza della campata massima simile a quelle già realizzate altrove e, quindi, usufruire di esperienze consolidate, anche dal punto di vista di tempi e costi di realizzazione”.

Non solo. Il progetto già esistente del ponte a unica campata andrebbe comunque adeguato sia ai risultati delle ulteriori indagini già in parte previste dal progetto definitivo, sia alle nuove “normative tecniche per le costruzioni e alle più recenti specifiche tecniche di interoperabilità inerenti al sottosistema infrastruttura e sicurezza delle gallerie ferroviarie, emanate successivamente alla sua redazione”.

Scartate invece del tutto le altre due ipotesi: per il sistema con tunnel in alveo (ad una profondità di 50/60 metri sotto il livello del mare e ancorato al fondale marino) appaiono più critiche le considerazioni sul rischio sismico, soprattutto in corrispondenza dell’attraversamento delle sponde per la presenza di estesi sistemi di faglie attive, non sufficientemente noti, che richiederebbero estese indagini geologiche e che potrebbero subire rigetti di alcuni metri, oltre all’assenza di riferimenti tecnici e normativi ed esperienze specifiche.

Ancora peggio il sistema con tunnel subalveo con una galleria realizzata a circa 180 metri sotto il livello del mare. Per raggiungere una tale profondità, rispettando le normative sulle pendenze massime, occorrerebbero delle gallerie di raccordo molto lunghe per un totale di oltre 36 km per la galleria ferroviaria che diventerebbe di oltre 45 km senza interruzioni, considerando anche l’immissione con l’AV SA-RC in corso di progettazione di fattibilità (sarebbe la terza più lunga galleria ferroviaria del mondo) e di circa 21 km per quella stradale (sarebbe la seconda più lunga del mondo dopo quella di Laerdal in Norvegia), con i conseguenti problemi in termini di rapidità dei collegamenti con i centri urbani, di costi di realizzazione, di smaltimento delle terre di scavo, di effetti sulla sicurezza in galleria e di impatti psicologici su conducenti e passeggeri.

La commissione suggerisce di “sviluppare la prima fase del progetto di fattibilità limitando il confronto ai due sistemi di attraversamento con ponte a campata unica e ponte a più campate, anche ipotizzando diverse soluzioni progettuali per i collegamenti a terra e, nel caso del ponte a più campate, per la localizzazione e la struttura”. Una volta approvata a prima fase del progetto di fattibilità delle diverse soluzioni tecniche possibili, questa dovrà essere sottoposta ad un successivo dibattito pubblico.

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