nicoletta d'angelo matteo grasso

 

MESSINA. E’ passato appena un mese e mezzo dalle amministrative 2022, ma già il quadro politico cittadino si è modificato, e pure di parecchio. Dopo Cettina Buonocore, che mezz’ora dopo aver giurato aveva abbandonato la lista De Domenico sindaco con la quale era stata eletta (più votata della compagine) per approdare al gruppo Misto, ieri è andata a farle compagnia Nicoletta D’Angelo, anch’essa più votata in Forza Italia (e unica eletta), che ha detto addio al partito di Silvio Berlusconi, che così scompare dall’aula consiliare, quando per decenni ha portato in aula dozzine di consiglieri comunali. D’Angelo però ha fatto di più, dichiarando che si candiderà alle regionali con Sicilia Vera al fianco di Cateno De Luca, l’ex sindaco col quale già dalla scorsa esperienza amministrativa D’Angelo aveva mostrato una certa consonanza politica. “Voglio vivere accanto a De Luca questa importante sfida che vede finalmente un politico messinese concorrere per lo scranno di presidente della Regione. Non posso non evidenziare che con il suo modo energico, propositivo e dannatamente concreto sta contribuendo a ridurre lo scollamento e la frattura tra cittadini, istituzioni e politica. I cittadini hanno premiato la sua azione di governo senza pregiudizi”, riporta il sito tgmessina.it. Ma non c’è solo il consiglio comunale. Ieri mattina Matteo Grasso, presidente del IV quartiere eletto con la coalizione di centrosinistra, aveva comunicato l’autosospensione dal Pd. Motivo? “Ho appreso ieri dalla stampa la notizia che non ero stato inserito, nella rosa dei nomi da inserire nelle liste di Camera e Senato. Faccio da sempre parte del Partito Democratico, sono stato l’unico eletto ad una carica apicale nelle ultime amministrative, con il voto di 6800 Messinesi. E nessuno, nessuno del Partito, ha pensato minimamente di tenermi in considerazione. Questa è l’ennesima dimostrazione di quanto il Partito Democratico sia distante dal territorio e sia diventato autoreferenziale. Mi autosospendo dal Partito Democratico per protesta verso questa scelta e mi prenderò un periodo per riflettere sul mio futuro”. A Grasso ha risposto, nel giro di qualche ora, sia Armando Hyerace, coordinatore del circolo Pd della IV circoscrizione, sia il segretario provinciale Nino Bartolotta. “Sono costretto ad esprimere tutto il profondo stupore e incredulità dell’intero Circolo per la dichiarata “autosospensione” del presidente Grasso dal Partito Democratico, specie perché le ragioni addotte, visto il tenore e la tempistica, rischiano di apparire una scusa da parte di chi ha solo fretta di organizzarsi con altre forze politiche in vista dei prossimi appuntamenti elettorali – ha spiegato Hyerace – Del resto, per la prima volta, le candidature da proporre a Camera e Senato sono state discusse negli organismi di Partito e non decise a tavolino “nelle segrete stanze”: la famosa “lista” di cui parla il presidente Grasso è stata discussa ed approvata in una direzione provinciale di partito molto partecipata ed alla quale il presidente Grasso avrebbe potuto presenziare, avanzando magari tutte le sue perplessità o le sue proposte. Mi preme, inoltre, evidenziare che i nomi proposti sono espressione del territorio, di chi si è sempre speso nelle istituzioni ed anche per il Partito. Infine, appare quantomeno singolare che a lamentare di non esser stato “tenuto in considerazione” dal Partito, sia proprio chi da quello stesso Partito è stato chiamato a ricoprire il ruolo di Presidente della Quarta Circoscrizione cittadina, in rappresentanza non solo del partito ma dell’intera coalizione. Un ruolo tutt’altro che marginale, andrebbe ricordato al Presidente Grasso, i cui 6800 voti, sbandierati come successo personale, sono per il 98% la somma di tutti i voti espressi in favore dei singoli candidati di tutta la coalizione alla carica di consigliere. Sono, pertanto, convinto che si tratti davvero di una “pausa di riflessione” del presidente Grasso e spero che, dopo lo scadente spettacolo in salsa “buonocoriana” del mese scorso, il partito non debba invece fare i conti con l’ennesimo (e repentino) cambio di casacca. Sarebbe, altrimenti, la conferma che qualcosa alle ultime amministrative, proprio nella scelta delle candidature, non ha funzionato e chi ne è stato fautore e promotore dovrà assumersene pienamente e pubblicamente la responsabilità”, ha concluso Hyerace. Stesso pensiero espresso da Bartolotta, più o meno: “Spiace apprendere dalle dichiarazioni del Presidente Grasso, che quel PD e i tanti amici, che prima e durante la Sua candidatura, lo hanno sostenuto sul territorio e tra gli elettori, sia diventato improvvisamente “autoreferenziale” peraltro proprio quando, per la prima volta nella storia del PD messinese, le candidature alle politiche sono state proposte dopo ampio confronto e approvate all’unanimità dalla direzione provinciale, in una riunione molto partecipata. Spero, che questo periodo di sospensione lo aiuti a riflettere bene sul suo futuro politico e, perché no, anche sul “peso delle parole”.

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[…] mi porta oggi a essere qui. Messina sarà al centro della Sicilia con De luca sindaco di Sicilia». Una settimana fa Grasso si era “autosospeso” dal Pd perchè il suo nome non figurava tra quelli nella rosa dei nomi da inserire nelle liste di Camera e […]

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[…] è autosospeso dal Pd e poi lo ha abbandonato e si è trasferito a Sicilia Vera, ufficialmente per non essere stato tenuto in considerazione nelle liste per i “papabili” ad una candidatura alle politiche. I cinque consiglieri […]