MESSINA. “Fino a oggi il candidato naturale è sempre stato il segretario provinciale. Oggi questa figura non c’è, quindi io, che sono il capogruppo, ho dato la mia disponibilità”. Pippo Trischitta rompe gli indugi e, dopo Cateno De Luca, (che non si capisce mai quanto sia serio, visto che ha annunciato anche la possibilità di candidarsi a Governatore della Regione), diventa il secondo candidato ufficiale nella corsa a sindaco di Messina del prossimo giugno. Più o meno.

Una mossa inaspettata e inedita, quella dell’avvocato di Forza Italia, con un solido passato in Alleanza nazionale. Perché che Trischitta si sia svegliato e abbia deciso, a nove mesi di distanza dalle urne, e con regionali e politiche in mezzo, che era urgente una sua candidatura. O, meglio, la sua disponibilità alla candidatura.

La sensazione è che, più che la candidatura di Pippo Trischitta, quella di oggi sia l’apertura della campagna elettorale di Santi Formica, deputato regionale oggi presente all’incontro, che ha disperatamente necessità di riproporsi alla città dopo cinque anni in cui a Messina lo si è visto col contagocce. E infatti, insieme a Trischitta e Formica all’incontro c’era anche Salvo Pogliese, oggi europarlamentare e ieri collega di Formica all’Ars, nel periodo in cui i due rappresentavano una corrente abbastanza significativa all’interno di Alleanza Nazionale.

Sensazione avallata da Emilia Barrile, attuale presidentessa del consiglio comunale di Messina ma che, in vista del voto per le regionali (e le politiche), potrebbe diventare “capocorrente” all’interno di Forza Italia, sganciandosi dall’influenza di Francantonio Genovese, del quale è sempre stata la punta di diamante. “Pippo Trischitta è una persona per bene e leale, ma per fare il candidato a sindaco ci vuole coinvolgimento, condivisione e dialogo, non solo con riferimenti propri, ma con tutte le componenti, non solo di partito ma anche di coalizione”, ha tagliato corto la presidentessa del consiglio comunale, che Trischitta l’ha avuto a trenta cm di distanza durante la conferenza di “disponibilità”. Una puntualizzazione non da poco, quella di Emilia Barrile.

Perché, al momento, Trischitta è di fatto solo. L’arrivo di Genovese in Forza Italia ha avuto un effetto polarizzante anche nei confronti, per esempio, di Giovanna Crifò, ex Alleanza nazionale (anche lei sponda Formica), poi Pdl, poi Forza Italia e oggi molto vicina a Genovese. Così come Carmelina David, che dall’Udc è passata nella grande famiglia allargata di centrodestra, così come i “Progressisti democratici” Simona Contestabile e Francesco Pagano, così come il blockbuster delle amministrative Benedetto Vaccarino, così come i “Felice per Messina” Peppuccio Santalco e Carlo Cantali, così come l’ex Megafono Nora Scuderi.

E chi non è con Genovese? Comunque non è con Trischitta. Daniele Zuccarello si è smarcato, e con Missione Messina si è messo in testa di andare da solo, Nicola Cucinotta, ex fedelissimo di Genovese, si è avvicinato al deputato regionale di Ap Nino Germanà, Donatella Sindoni, altra genovesiana d’annata, è in questo momento una battitrice libera, i due di Siamo Messina Piero Adamo e Fabrizio Sottile, più Elvira Amata di Fratelli D’Italia, hanno altro per la testa, soprattutto in vista delle regionali.

E allora? E allora, pallottoliere alla mano, non è chiaro con l’appoggio di chi dovrebbe correre Pippo Trischitta. Mentre è molto chiaro l’interesse elettorale di Santi Formica, oggi, a meno di tre mesi dalle regionali.

 

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Domenico
Domenico
25 Luglio 2017 21:15

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M. Muscarà
M. Muscarà
27 Luglio 2017 13:08

Articolo fazioso e di parte. Vorrei ricordare all’editore e a me stesso, che se oggi l’ Ospedale Piemonte di “Messina” è “salvo”, lo si deve al lavoro e all’impegno dell’On. Formica che con la sua legge ne ha evitato la chiusura (in ottemperanza a quanto sancito dal Decreto Balduzzi).
Ps Informati bene prima di scrivere articoli faziosi e qualunquisti.