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MESSINA. Botta e risposta a distanza tra Bernadette Grasso e Michele Vullo. Alla richiesta della deputata di Grande Sud di istituire di una sottocommissione all’interno della Commissione  regionale Sanità per verificare “la gran mole di segnalazioni che provengono da operatori sanitari e organizzazioni sindacali circa i diminuiti flussi di prestazioni che sembra si verifichino presso l’Azienda Papardo, in alcune branche, soprattutto nell’area chirurgica, a fronte di un aumento di prestazioni nel settore privato, ed il contestuale depotenziamento di talune unità operative complesse”, il direttore generale ha deciso di rispondere punto per punto: “L’onorevole conosce la situazione in quanto, come componente della VI Commissione Salute dell’Ars, ha vissuto in prima persona il rapido percorso che in 3 anni ha portato il Papardo-Piemonte da 590 posti letto agli attuali 318 del solo Papardo. A questo si aggiungano le vane richieste di attivare i percorsi di assunzioni necessarie a garantire le attività di routine. Nel corso dell’ultimo anno – spiega Vullo – l’Azienda ha avanzato all’Assessorato la richiesta di poter espletare, quantomeno, i concorsi per i posti non sub iudice ai processi di riorganizzazione, senza avere alcuna risposta anzi, non è stata nemmeno autorizzata l’immissione in servizio di alcune professionalità fondamentali per il miglioramento delle attività assistenziali, quali Cardiologi, Radiologi e l’Ingegnere Clinico (figura strategica) vincitori di concorso. Nonostante ciò, grazie all’impegno degli operatori, in questi primi 6 mesi del 2017 – continua – si registra un sostanziale mantenimento del valore della produzione con incrementi significativi in Cardiochirurgia, Neurochirurgia, Chirurgia Plastica e Ginecologia. Sulla Chirurgia Generale è indubbio un calo di produttività dovuto alla situazione degli operatori direttamente impegnati nelle sale operatorie. Anche in questo caso non possiamo procedere ad acquisizioni di personale idoneo se non autorizzati ad avviare i processi di riorganizzazione che permetterebbero di acquisire operatori con esperienza chirurgica consolidata”.

Bernardette Grasso aveva attaccato anche sulle convenzioni stipulate con soggetti privati, come Ancifedersanità: “Sarebbe stato sufficiente verificare che l’Istat, in ottemperanza ai criteri statistico-contabili, classifica l’Anci come ‘Ente a struttura associativa nell’elenco delle Amministrazioni pubbliche del consolidato della Pubblica Amministrazione’. L’Amministrazione del Papardo – conclude Vullo – ribadisce la propria disponibilità all’accountability, cioè a rendere conto del proprio operato. Lo facciamo quotidianamente con un sito rispettoso delle norme sulla trasparenza, ancor di più con le istituzioni che chiedono lumi sul nostro operato. In ogni caso saremo felici di sottoporre alla Commissione, richiesta dall’onorevole Grasso, lo ‘stato dell’arte’ dell’Azienda Ospedaliera”.

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