03.34. Esito del voto: Abbate no, Adamo si, Amata si, Barrile astenuta, Burrascano no, Caccamo no, Cantali si, Cardile no, Carreri si, Consolo si, Contestabile si, Crifò si, Crisafi si, Cucinotta si, David astenuta, De Leo no, Faranda si, Fenech no, Gennaro no, Gioveni si, Iannello no, Interdonato si, Mondello si, Pagano astenuto, Parisi astenuto, Perrone si, Rella no, Risitano no, Rizzo si, Russo si, Santalco si, Scuderi si, SIndoni si, Sorrenti si, Sottile si, Trischitta si, Vaccarino astenuto, Zuccarello si. Assenti Pio Amadeo (uscito dall’aula) e Rita la paglia, a casa con la febbre. Favorevoli 23, contrari 10, astenuti 5, presenti al voto 38, esito della votazione, LA MOZIONE DI SFIDUCIA E’ RESPINTA.

 

03.29 “Lei incassa un no a questa mozione di sfiducia”. Gaetano Gennaro rompe le riserve, e si compatta con la maggioranza dei consiglieri Pd, lasciando da sola, e sfiduciando di fatto la capogruppo Antonella Russo. Inizia il voto

03.15 Gaetano Gennaro, consigliere di lungo corso e di notevole preparazione, parla di “rivoluzione culturale”. No, non nel senso in cui la intendeva il Grande Timoniere Mao. Se dal suo intervento qualcuno voleva trovare un’indicazione di voto sarà rimasto deluso.

03.10 Nonostante la promessa di sintesi, Ivana Risitano s’è presa tutto il tempo a sua disposizione. Alla fine del suo intervento, dagli spalti è partito un minuto di applausi. Adesso c’è Gaetano Gennaro (PD), che fino all’ultimo si è trincerato dietro un enigmatico silenzio sulle sue intenzioni di voto

03.00 Sono passate nove ore e mezza dall’inizio della seduta, la palpebra inizia a calare, e molti consiglieri sono presi per sfinimento

02:52 Interviene Ivana Risitano: “Visto l’orario cercherò di essere breve”. Il pubblico non ce la fa nemmeno ad esultare ma intimamente la gioia li sta sopraffacendo. Per la prima volta, citata dalla Risitano, entra in aula l’inchiesta Matassa, a causa della quale l’ex consigliere comunale Paolo David è finito ai domiciliari (e poi si è dimesso)

02:47 Mentre Fabrizio Sottile attacca Accorinti, definito uno show man che ha fallito soprattutto nelle scuole, “giusto lui che è un ex professore di educazione fisica”, i consiglieri Nino Carreri e Nicola Crisafi si rifocillano con un piatto di spaghetti aglio e olio.

Nino Carreri e Nicola Crisafi

02.34 No, niente, Iannello non voterà la sfiducia. Il Renatometro resta lì dov’è. Adesso tocca a Fabrizio Sottile (SiAmo Messina)

02.33 Simona Contestabile vota si. Forse è il caso di rivedere le stime. Se anche il prossimo, Pietro Iannello, (PD) dovesse dichiararsi per la sfiducia dopo per tutta la serata era dato per sicuro “no”), Accorinti dovrebbe iniziare a preoccuparsi un po’. Allertiamo il Renatometro. 

02.18 L’intervento di Simona Contestabile, nonostante sia notte fonda, è il più godibile che si ascolta da ore. Concetti non triti ne banali, ottima dialettica, tempi azzeccati. L’aula ringrazia

02.10 Simona Contestabile (Progressisti Democratici) confessa con estrema onestà che iniziare un intervento alle 2.10 non è semplice. Il suo intervento potrebbe dare ulteriori conferme all’ipotesi che ha sempre più preso piede della bocciatura della sfiducia: era una degli “indecisi”. Intanto cita Norberto Bobbio

02.05 Anche Maurizio Rella riporta una frase di Papa Francesco Bergoglio, che diventa per distacco il più citato della serata

02.00 ZZZZZZZZZ….

01.57 Riprendono i lavori, riprende Donatella Sindoni, che annuncia il suo voto alla sfiducia, “per mettere fine a questa porcheria di amministrazione” (cit.). Tocca a Maurizio Rella di Cambiamo Messina dal basso

01.44 Psicodramma in corso. Emilia Barrile perde le staffe e intima lo sgombero dell’aula e la prosecuzione dei lavori a porte chiuse. Vani i tentativi di riportarla a più miti consigli, che sortiscono invece l’effetto di farla incazzare ancora di più. Poi esce dall’aula, sostenendo di voler chiudere la seduta. Sulla nostra pagina Facebook trovate il video (che c’è bisogno che vi diciamo di FATE GIRAREEE!!!1!!11!?)

01.30 Pippo Trischitta trova ancora la forza di polemizzare con gli spettatori, fomentato da Donatella Sindoni che urla al microfono all’indirizzo di Emilia Barrile “Presidente, eserciti il suo ruolo e faccia rispettare il mio ruolo da consigliere comunale. Lavori sospesi, mentre Trischitta continua a fare casino e pretende lo sgombero degli spalti. Ivana Risitano (CMDB) si inserisce nella questione, e battibecca con Trischitta. Tutto questo mentre sono trascorse otto ore dall’inizio dei lavori

01.21 Enunciazione di una lunga serie di spese da parte di sindaco, assessori e consiglieri, da parte di Donatella Sindoni. Poi i soliti strali verso l’amministrazione che vanno avanti da sette ore e mezza. Nessuna sorpresa.

01.10 Tocca a Donatella Sindoni, consigliere di Grande Sud al centro di una vicenda paradossale: dichiarata ineleggibile dal tribunale, è stata “salvata” dall’aula che ha ritirato la delibera che ne avrebbe potuto causare la decadenza, e oggi è al suo posto grazie all’appello avverso alla sentenza, che ne ha stoppato gli effetti. Questo, secondo alcuni, la renderebbe “sub judice” e potrebbe provocare l’impugnazione degli atti votati dal consiglio in cui siede.

01.08 La serata è stata lunga (e non accenna a finire), e le sigarette si sono susseguite una dopo l’altra. Sfortunatamente, sono tutte andate a finire sul davanzale della finestra dell’antiaula (in cui vige il divieto di fumo) che dà su piazza Municipio. Molti di quelli che hanno spento lì le cicche sono consiglieri che hanno stigmatizzato in aula “la sporcizia che attanaglia la città”

 

01.02 Daniele Zuccarello sgombera subito il campo dai sospetti: “Voterò per la sfiducia“, spiega, lui che nonostante fosse uno dei firmatari della mozione, ne ha disconosciuto il contenuto praticamente due minuti dopo. Zuccarello ha la “fortuna” di essere l’ultimo a votare, quindi a giochi fatti, per cui non si saprà mai come si sarebbe comportato “sotto pressione”

01.00 Mancano 8 interventi. Al termine degli interventi dei consiglieri però sono previsti gli interventi di alcuni assessori. Solo dopo si procederà al voto. Si dovrà attendere ancora per conoscere le sorti dell’Amministrazione ma anche del Consiglio che, lo ricordiamo,  decadrebbe assieme alla giunta qualora la sfiducia fosse approvata. Scenario che più passano le ore e meno sembra probabile

00.45 Cecilia Caccamo, consigliera subentrata assieme a Maurizio Rella dopo le dimissioni di Gino Sturniolo e Nina Lo Presti, cita Piero Calamendrei: “La costituzione non è una macchina che una volta messa in moto va da sè… bisogna metterci  questo pezzo di carta, il nostro programma elettorale, perché si muova bisogna metterci dentro impegno. Quattro anni fa questo programma lo abbiamo scritto in tanti. Venne fuori una sintesi di sogni. Il 24 giugno più di 47 mila cittadini scelsero Renato come sindaco. Mi viene in mente la presa della Bastiglia. Quel 24 giugno del 2013 nel suo piccolo Messina ha fatto la sua rivoluzione pacifica, ovviamente. Gli errori ci sono stati e sono stati sempre ammessi, per questi errori è stato chiesto scusa”. 

00.30 Nicola Cucinotta, ex Pd ora dei progressisti democratici, il consigliere che raggiunse la stampa nazionale per le sue dichiarazioni omofobe su Facebook ha fatto un intervento molto critico nei confronti di Accorinti, sottolineando come il sindaco abbia “abbandonato le periferie”.

00.20 “Anticipo il mio no alla mozione di sfiducia“, conclude Cardile. Gli spalti applaudono forte, il Partito Democratico si spacca ufficialmente in due. Tocca a Nicola Cucinotta (Progressisti Democratici) che, nell’ordine, annuncia di rinunciare al gettone di presenza, si piglia questioni con gli spettatori, punta il dito contro il centrodestra che “lascia Accorinti in sella” e spiega di “aver assistito al commissariamento di fatto del capogruppo del Pd (Antonella Russo, ndr)

00.13Sarò breve”, premette Claudio Cardile, e qui tutti gli sono grati. Il suo intervento è importante per capire cosa farà il Pd. Incerti fino all’ultimo, i democratici sembrano spaccati. Cardile (e Pietro Iannelo) sembrano per il no, Gaetano Gennaro per il ni, Antonella Russo è decisamente per il si alla sfiducia. Se le cose stanno così, la mozione avrebbe possibilità di passare prossime allo zero.

00:05 È il turno di Piero Adamo. Dopo Cantali, il giovane esponente di SiAmo Messina pare un leone, per verve e capacità dialettica. Ormai gli argomenti si assomigliano tutti, i concetti sono gli stessi, le lamentazioni uguali. Piero Adamo, però, parla a braccio e riesce ad essere anche un minimo coinvolgente. Non è poco, dopo oltre sei ore di seduta.

23.47 Riprendono gli interventi con Carlo Cantali (Felice per Messina), che non ascolta praticamente nessuno perchè, mentre parla, Accorinti annuncia una conferenza stampa: domani in caso di sfiducia, venerdi se dovesse restare in sella (domani sarà a Roma, ha spiegato)

23.44 Approfittando della lunga pausa, qui nella postazione riservata alla stampa si fanno congetture e calcoli. I più concordano con uno scenario che vede la sfiducia non passare (ed era abbastanza chiaro da un paio d’ore), con voti che addirittura si fermerebbero a 22/23: previsione al ribasso persino rispetto a quella di qualche ora fa. Il consigliere Daniele Zuccarello, che voterà per ultimo, conferma, e il renatometro si assesta sempre più verso il profondo verde

23:04 Inizia il suo discorso Pippo De Leo del Gruppo Misto, contrario alla sfiducia. Un quarto d’ora dopo, momento di sospensione prima dell’intervento di Cantali, il quarto dei venti consiglieri iscritti a parlare. Considerando una media di venti minuti ad intervento, la seduta durerà ancora per le lunghe. Sei ore dopo l’avvio dei lavori d’aula, e in previsione di almeno altre tre ore di attesa, la gente intanto comincia a spazientirsi: c’è chi fuma, chi mangia e chi chatta al cellulare.

 

Guido Signorino, Nina Santisi e Gaetano Cacciola

 

22.42 Libero Gioveni (Centristi per la Sicilia) inizia dando del tu ad Accorinti (che non se la prenderà) e cita, per tre volte in mezzo minuto, “le droghe” che il sindaco aveva dichiarato, alla trasmissione radiofonica La Zanzara, che avrebbe voluto legalizzare. Poi passa al cero votivo alla Madonna: Gioveni aveva chiesto che fosse il sindaco a sborsare gli 80 euro necessari a comprarlo: no droghe, si cero per la Madonna. Inizio in pieno spirito teocon/democristiano. Poi prosegue: “Sono Libero di nome libero di fatto”. E il pubblico in balconata risponde con un mugugno. “Se penso all’attenzione che avete riservato agli anziani e ai giovani, con la chiusura delle scuole, mi veni a frevi cu friddu. Il consigliere continua a parlare da 20 minuti. In sottofondo il ciarlare del pubblico.  “Io sono cattolico e contro l’eutanasia – conclude – ma mi sono reso conto che quando un malato è terminale non si può non staccare la spina”

22.34 Ha una marcia in più, Antonella Russo, di gran lunga la più preparata tra i consiglieri comunali. Tono pacato, ma parole come macigni. Risponderle con la stessa dovizia di particolari sarà arduo per tutti

22.25 L’intervento di Antonella Russo è integralmente letto, e infatti è fino adesso il più puntuale e ricco di dettagli rispetto agli altri. Anche lei ha l’intento di inchiodare l’amministrazione alle sue responsabilità

22.15 Ah, il Renatometro non è rotto, dato che non si muove da due ore. E’ che non è successo nulla che possa far mutare la sprevisione che la sfiducia sia più lontana.

22.12 Ultimo intervento dei capigruppo, poi tocca ai consiglieri. Parla, anzi legge, Antonella Russo (PD). L’avvocata è da sempre a favore della sfiducia, il resto del partito difficilmente la seguirà. Cosa che, questa, potrebbe aprire una “crisi di gruppo”. Sarà sfiduciata dai colleghi consiglieri, o sarà lei ad abbandonare?

22.05 “E venite ora a proporci il patto di fine mandato? Ma con che credibilità ce lo proponete? Noi siamo qui per sfiduciarvi”. Al termine di una lunga serie di invettive, Nino Carreri, ma era già palese da settimane, rigetta la “mano tesa” dell’amministrazione Accorinti.

21.46 Nota a margine del discorso di Accorinti: se dalla sua accondiscendenza verso il consiglio dipendeva il voto contrario alla sfiducia di alcuni consiglieri indecisi, come è stato dichiarato in alcuni interventi, la sfiducia passerebbe per ampio margine, perchè il sindaco è stato tutto tranne che accomodante. In realtà, ne il discorso del sindaco ne gli interventi dei consiglieri saranno influenzati: sono tutte tattiche d’aula 

21.43 Parola a Nino Carreri, capogruppo di Sicilia Futura, che esordisce scusandosi per un piccolo battibecco, a microfoni spenti, avuto col sindaco Renato Accorinti prima dell’intervento di quest’ultimo.

21.41Sono contento del lavoro fatto, e degli errori ho chiesto scusa. A conclusione del suo discorso, Accorinti tende la mano al consiglio : “Se volete collaboriamo insieme, altrimenti vado a casa”.  Coro da stadio dagli spalti per la chiusura dell’intervento del sindaco

 

 

21.38 Anche Accorinti, come la “sua” capogruppo Lucy Fenech, cita Paolo Borsellino (e Nino Di Matteo). nel frattempo ha menzionato Taormina Arte, il sindaco di Roma, la variante del Prg, la casa di Vincenzo…

21.32 Accorinti corre come un treno, elencando cifre, lavori, progetti. Curiosamente, la maggior parte sono gli stessi sui quali i consiglieri rinfacciano all’amministrazione di essere stata inconcludente. Urge fact-checking nei prossimi giorni.

21.26 Nei banchi dei giornalisti si materializza l’ex assessore della giunta Genovese Tani Isaia, che è stato consigliere comunale di lungo corso e oggi è uno dei “grandi vecchi” del Pd . La sua previsione è di 25/26 voti a favore della sfiducia, che quindi non passerebbe (ne servono 27).

21.23 Evergreen per il sindaco: cita di nuovo Hiroshima, come aveva fatto nel suo primo discorso da sindaco, quando con una polaroid della situazione disse “Adesso capisco come si sentiva il sindaco di Hiroshima dopo la seconda guerra mondiale”

21.22 Stoccata a Pippo Trischitta ed al suo “scoop” sugli scontrini da tre euro spesi da Accorinti: “vado in giro a mangiarmi le merendine…”. Applauso dal loggione, risate in aula.

21.18 Adesso si parla di bilanci, e Accorinti tributa i giusti onori a Luca Eller, assessore al ramo dimissionario e messo alla porta il giorno dopo. Poi il palagiustizia. Salta di argomento in argomento, Accorinti: ha molte cose da dire, e quaranta minuti per dirle, e teme di non arrivarci. La chiarezza dei temi, però, ne soffre.

21.15 Tendopoli smantellata al Palanebiolo per i migranti e città liberata dai tir: Accorinti inizia a parlare di temi amministrativi. Soprattutto sul secondo, le facce di chi lo sta ascoltando in religioso silenzio esprimono perplessità…

21.10 “Non ho la pretesa di essere migliore di nessuno”, dice Accorinti, con un tono diametralmente opposto al significato delle parole. “Siamo stati spiati, hanno craccato la mia mail istituzionale. E non hanno trovato niente”. Ha molti sassolini nella scarpa, Accorinti. E stasera sembra intenzionato a toglierseli tutti.

21.08 Nel frattempo sulla nostra pagina Facebook è in corso la diretta video dell’intervento del sindaco Renato Accorinti. (FATE GIRARE!!!!1!!1!!)

21.05 Chi si aspettava un intervento pacificatore da parte di Renato Accorinti è destinato ad essere deluso. Mano trenta secondi dall’inizio dell’intervento, e “si piglia la prima questione“, chiedendo l’intervento (non previsto), per tutti i suoi assessori. Toni tesissimi e battaglieri da parte del primo cittadino. Sarà una mezz’ora interessante.

21.03 Intervento tutto di cuore quello di Lucy Fenech, e flash di Nino Carreri (Sicilia Futura), che prima di intervenire vuole sentire il sindaco. Eccolo accontentato.

20:44 Piace vincere facile a Lucy Fenech, che inizia il suo intervento citando Paolo Borsellino e mettendo tutti d’accordo. (Sulla nostra pagina Facebook trovate la diretta video). “Questa città è cresciuta – prosegue -e  ha visto tanta gente che prima si disinteressava di politica partecipare attivamente, e lo dimostrano le 3500 firme raccolte con la recente petizione. Se avessimo votato la sfiducia 10 giorni fa non avremmo avuto la nuova società per la gestione dei rifiuti né l’approvazione del Prg o il trasferimento del Tribunale. Tutto questo si sarebbe bloccato. E chi dice che un commissario sia come un sindaco dice il falso”. Finisce il suo discorso e partono gli applausi dalla balconata.

20.41 Come ampiamente preventivato, l’intervento di Pippo Trischitta è stato uno show. Dopo aver accusato Accorinti di tutto tranne che dell’omicidio Kennedy, ha tirato fuori il programma dell’amministrazione, spiegando che 67 su 69 punti non erano stati attuati. Per dare forza al calcolo, si è messo ad elencarli ad uno ad uno. Momenti di ilarità sugli spalti, che ad ogni punto ripetevano in coro insieme a lui “non fatto”, e attimi di sconforto in aula e tra i cronisti. Alla fine, il presidente Emilia Barrile è stata costretta a togliergli la parola. Ovviamente, Trischitta voterà si alla sfiducia. Dieci volte, se potesse. Dopo oltre mezz’ora tocca a Lucy Fenech, capogruppo di Cambiamo Messina dal basso, il “partito” del sindaco”

20.33 L’aula è talmente gremita che il dirigente del Comune ai servizi sociali, Domenico Zaccone non è riuscito ad entrare. 

20.30 A breve l’intervento della capogruppo di Cambiamo Messina dal basso, Lucy Fenech

20.25 Trischitta: “Ci vuole dignità e coerenza cosa che lei (Accorinti, nda) non ha avuto, io dopo aver bloccato i tir mai e poi mai mi sarei fatto dare la tessera gold della Caronte e Tourist ma sarei andato in Calabria solo con le ferrovie dello Stato”.

20.20 La balconata dove il pubblico ascolta i lavori dell’aula dal vivo è particolarmente critica con l’intervento di Trischitta: “Non ci interessa”, grida qualcuno.

20.14 Fischi dalla balconata per Trischitta che attacca il sindaco. “Gli assessori hanno percepito un milione e… – si inceppa il consigliere nella definizione della cifra mentre riceve altri fischi – abbiamo perso 800 mila euro. Io chiedo è onesto un sindaco che mi fa dieci missioni al mese e ha speso il doppio del sindaco precedente. È onesto un sindaco che manca ogni due giorni per missioni che non portano nessun risultato alla città”. Trischitta continua specificando che non voleva entrare nel “merito degli scontrini”, frase che gli fa ottenere un nuovo boato di dissenso dalla balconata.

 

 

20.08 Giuseppe Santalco: “Siamo all’epilogo finale”. Dopo questa frase ad effetto il consigliere ex Pd tende una mano al sindaco. Un vero e proprio colpo di scena perché Santalco era tra i più decisi “Sì”. Adesso ha chiesto al sindaco un’apertura, un maggior dialogo che potrebbe convincerlo a continuare la legislatura.

20.00 Due ore e mezza dall’inizio della seduta iniziano a mietere le prime vittime. Nel frattempo chi è appassionato di dietrologie e strategia politica ha avuto un sussulto vedendo uscire dall’aula Emilia Barrile e Carmelina David, che chiacchierano fitte fitte. La prima ha dichiarato, mai troppo convinta fino in fondo, che la sua posizione di terzietà le avrebbe imposto l’astensione dal voto. Astensione anche per la seconda, qualora segua le indicazioni del capogruppo Vaccarino. Chissà che si diranno

19.52 Santalco fa il battutone, parlando del piano di riequilibrio. “Forse per averne notizia dovremmo chiederlo a Chi l’ha visto“. Sfortunatamente, la battuta ha smesso di far ridere dal 1991. Il pubblico lo sottolinea

19.44 E’ Peppuccio Santalco (Felice per Messina) assessore già nel 1998, a parlare. Anche lui rimprovera il solito papello all’amministrazione, ma non sembra affondare il colpo. Poi, un lapsus: rivolgendosi all’assessore Nina Santisi la chiama Daniela Ursino, come una collega di giunta che oggi non c’è.

19.38 Intervento lampo di Benedetto Vaccarino, dopo il quale il sorriso di Accorinti e dei suoi si è allargato ben oltre i trentadue denti. A nome del gruppo, quindi Carmelina David e Francesco Pagano (parte dei “genovesiani”), ha annunciato l’astensione dalla mozione di sfiducia. Renatometro sul verde. Verde speranza

19.32 E’ solo il quinto intervento, ma ormai il copione è uguale e i concetti sono pressochè gli stessi, non troppo originali, quindi meglio concentrarsi su quello che succede fuori dall’aula. Sul Pd, per esempio. Voci sempre più insistenti testimonierebbero un solo voto a favore della sfiducia, quello di Antonella Russo (stabilito da tempo), e tre contrari. Fossero confermate, Accorinti potrebbe tornare a sorridere. Anche perchè Pio Amadeo ha palesato il suo voto: fiducia all’amministrazione. Adesso Benedetto Vaccarino.

 

19.20 Strappa applausi a scena aperta Carlo Abbate, che parla di mancanza di credibilità da parte di chi vota la sfiducia, ma i trenta minuti ad intervento stanno fiaccando la resistenza dei presenti. Prende la parola Pio Amadeo (Sicilia Democratica), il cui discorso parte con un tono da omelia che non aiuta l’attenzione.  Anche lui dovrebbe votare no alla sfiducia. 

 

 

19:07 Dopo una breve pausa riprendono i lavori. È sempre Abbate a parlare: “Non esistono soluzioni semplici per problemi complessi. Potevo anche accettare una motivazione di sfiducia, ma non una mozione monca, che racconta metà della narrazione. I cittadini devono sapere tutto”.  “Oltre a dire che Messinambiente non funziona – prosegue – bisogna anche dire cosa bisogna fare affinché funzioni”, dopo di che cita Oriana Fallaci.

18.54 Tocca a Carlo Abbate (Sicilia Futura), che prende la parola e strappa il primo applauso: “Non voterò la mozione di sfiducia. Io vorrei che qualcuno si alzasse e dicesse: io ho la soluzione per migliorare la città. Allora sarei il primo a dire: ‘Renato, suggiti i docu‘. Possiamo fare populismo ed elencare le cose che non vanno. Ma da che pulpito?“. E qui il pubblico esplode in un boato.

18.51 “Come partito (Fratelli d’Italia, ndr) le avevamo chiesto un’azzeramento della Giunta, ma lei non ha dato alcuna risposta. E’ il momento che lei, sindaco, raccolga i frutti di ciò che ha seminato”. Le ultime frasi di Elvira Amata suonano come una campana a morto per l’amministrazione.  Renatometro ormai in zona rossa

18.48 Esce fuori la questione dell’abbigliamento del sindaco, “rimbalzato” a palazzo dei Normanni, sede dell’Ars, perchè si è presentato in maglietta quando il dress code di palazzo imporrebbe giacca e cravatta. Primo rumoreggiamento da parte del pubblico durante l’intervento di Elvira Amata

18.43 Se davvero ha intenzione di votare contro la sfiducia, Elvira Amata lo sta nascondendo particolarmente bene. Bizzarramente, i suoi strali si stanno concentrando su questioni relative alla cura del verde e ai servizi ambientali in genere: argomenti che conosce, dato che è stata assessore all’Ambiente durante il quadriennio della sindacatura di Giuseppe Buzzanca

18.32 Prende la parola Elvira Amata. L’intervento è da ascoltare, perchè l’esponente di Fratelli D’Italia era una dei consiglieri indecisi sulla sfiducia, piùorientata per il no. I primi due minuti di intervento, in cui all’amministrazione sta riservando bastonate, farebbero credere il contrario. Vedremo

18.30 Per ascoltare il primo rumoreggiamento durante l’intervento della Faranda, è stato necessaria la citazione della festa del 4 novembre (in cui Accorinti ha sventolato la bandiera della pace durante la parata in ricordo dei caduti in guerra). “Lei non è riuscito ad essere il sindaco di tutti”, è stata la conclusione dell’intervento di Daniela Faranda

18.22 L’esposizione di Daniela Faranda è perfetta e puntuale, ma non riserva sorprese e non suscita entusiasmi, e dopo una decina di minuti la soglia d’attenzione è calata inevitabilmente. Ci si guarda intorno, e tra la sorpresa dei più, si vede in aula Pietro Iannello (PD). La sua presenza in aula era data per molto, molto improbabile. Potrebbe non essere un buon segnale per l’amministrazione, che contava sulla sua assenza per sottrarre voti alla sfiducia. Il renatometro si muove verso la sfiducia

18.18 Nel frattempo, da casa protestano: la diretta streaming non funziona come dovrebbe, ci sono forti interferenze audio. In una parola, si vede, ma non si sente. “Sabotaggio, Complotto!!!1!!11!!”, sbraita qualcuno.

18.14 Aveva promesso di non essere retorica, e la promessa l’ha mantenuta: Daniela Faranda elenca gli insuccessi dell’amministrazione, senza affondare il colpo. “La continuità amministrativa è il minimo sindacale”.

18.06 Riprendono i lavori, tocca a Daniela Faranda che inizia con un auspicio tautologico: “Spero di avere la serenità necessaria a dire tutto quello che voglio dire”

 

 

 

17.58 All’ennesimo urlo di disapprovazione da parte del pubblico, il presidente del consiglio Emilia Barrile sospende i lavori per cinque minuti. Nota di colore: Renato Accorinti ha una giacca grigia, indispensabile per entrare in aula consiliare, sopra la felpa amaranto col suo ormai celebre marchio di fabbrica “Free Tibet”. Nota politica. Tra i banchi degli assessori manda Daniela Ursino, componente dell’amministrazione con delega alla Cultura, da un mese e mezzo ormai “separata in casa” dal resto della Giunta. Presente, invece, Luca Eller, assessore dimissionario a fine gennaio e “messo alla porta” da Accorinti il giorno dopo. Da quella volta, si aggira a palazzo Zanca

17.54 Mario Rizzo conia il neologismo MONITORIZZAZIONE

17.52 Altro minuto, altra contestazione: Rizzo parla delle baracche post terremoto, il pubblico insorge. Il presidente Emilia Barrile lo interrompe e invita tutti alla calma. Sarà una serata molto lunga

17.44 Mario Rizzo è riuscito a parlare solo 3 minuti prima che arrivasse il primo BUUUU dal loggione:”Si vede sempre più ambulantato selvaggio”, ha spiegato il consigliere, e gli accorintani presenti sulle tribune hanno rumoreggiato.

17:40 10 minuti per l’introduzione di rito, poi la parola a Mario Rizzo dei centristi per la Sicilia e Daniela Faranda di Ncd, come capigruppo dei partiti proponenti la delibera. Inizia a parlare Mario Rizzo

 

17.30 Preciso come un orologio svizzero, il presidente del Consiglio Emilia Barrile dichiara aperta la seduta in cui si discuterà della mozione di sfiducia per Renato Accorinti. Sono le 17:30, i consiglieri presenti in quel momento in aula sono 37: erano 27 in apertura di seduta, altri ne arrivano alla spicciolata.

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