MESSINA. Intitolare una strada alle vittime di femminicidio. E’ la proposta che il gruppo “Pari opportunità” di Cambiamo Messina dal basso rivolge alla commissione toponomastica di Messina, dopo la prima bocciatura di qualche mese fa, a metà novembre, con contorno di polemiche sulle quali era intervenuta anche l’amministrazione.

Alla commissione toponomastica del comune di Messina che nuovamente esaminerà la proposta di un’intitolazione alle vittime di femminicidio – segnala una nota del gruppo Pari opportunità di Cmdb – ricordiamo ancora una volta che alla luce di dati così preoccupanti è assolutamente necessario scegliere, come chi nelle diverse piazze ha ballato e cantato, di “patteggiare”, servono cioè, gesti che sensibilizzino l’opinione pubblica affinché si sdradichi la sottocultura maschilista che è ancora alla base della nostra civiltà.  Alla commissione toponomastica chiediamo pertanto, con forza e determinazione di “spezzare le catene” con quante e quanti, in ogni territorio lottano per cambiare lo stato di cose presenti”, conclude la nota.
A che “dati preoccupanti si riferisce? “Nei primi 10 mesi del 2017 sono state 114 le donne uccise; nel 2016 sono 120 le donne uccise, nel 2015 sono 128 le donne uccise, nel 2014 sono 136 le donne uccise, nel 2013 sono 179 le donne uccise, nel 2012 sono 157 le donne uccise, nel 2011 sono 130 le donne uccise”, riportano dal gruppo Pari opportunità. “Vite a cui coloro che sono scese/i in piazza anche quest’anno per One Billion Rising, campagna mondiale lanciata dal 2013 da Eva Ensler, non hanno sicuramente fatto a meno di pensare. Nel giorno di San Valentino donne e uomini di 207 nazioni ed in circa 100 città in Italia, hanno ballato insieme per dimostrare che hanno scelto che non rimanere indifferenti è il primo modo per “Break the chain”.
Ora tocca alla commissione (in cui a novembre, in sede di prima bocciatura della proposta, sedeva una sola donna, la presidentessa del consiglio Emilia Barrile) riprendere in considerazione.
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