MESSINA. Si è svolto questa mattina, a Palazzo Zanca, il confronto pubblico indetto dalla Federazione provinciale del Partito Democratico sul disegno di legge «Messina, Porta del Mediterraneo», depositato al Senato dal senatore Antonio Nicita. Presenti, nel Salone delle Bandiere, lo stesso primo firmatario, il segretario provinciale Armando Hyerace e i rappresentanti delle organizzazioni sindacali, delle categorie produttive, degli ordini professionali, dell’Università e delle istituzioni del territorio. A intervenire, fra gli altri, anche Antonella Russo, Giacomo D’Arrigo, Calogero Leanza, Ciccio Rizzo, Pietro Patti, Ivo Blandina e il sindaco Federico Basile.



Il ddl prevede “disposizioni speciali per lo sviluppo della Città metropolitana di Messina e per l’istituzione della Zona economica speciale integrata dello Stretto”, tenendo in considerazione la “peculiarità” del territorio, “non riconducibile a nessuna delle categorie normative esistenti”, data la compresenza di insularità, funzione di attraversamento nazionale, integrazione bi-metropolitana (Messina-Reggio Calabria) e connessione con i poli industriali di Milazzo e Gioia Tauro. Una specificità che giustificherebbe l’adozione di uno strumento normativo inedito in un territorio che deve fare i conti inoltre con l’emigrazione giovanile, la crisi idrica e tassi record di disoccupazione.
Obiettivo della legge speciale (con risorse intorno a un miliardo di euro complessivi, fra cui 600 milioni destinati attualmente al Ponte) è evitare che Messina subisca passivamente le grandi trasformazioni infrastrutturali (a partire propriodal Ponte) rischiando di essere ridotta a semplice “collo di bottiglia”, trasformandola invece in un nodo centrale e produttivo tra la Sicilia e il continente: “da servitù nazionale a piattaforma europea”.
Come? Fra i punti chiave ci sono una Piattaforma logistica integrata dello Stretto (con la creazione di un sistema logistico unificato per ottimizzare i flussi di merci e trasporti nell’area); un Polo della cantieristica e dell’economia del mare; una Zes integrata dello Stretto per attrarre investimenti mirati; Incentivi all’occupazione; un Fondo per il rientro dei talenti volto a favorire il ritorno e la permanenza dei giovani e dei professionisti formati nel territorio.
Fra i punti al vaglio anche l’ammodernamento della flotta dei traghetti e il traghettamento gratuito per i residenti.
“Si tratta di una proposta di sviluppo alternativa al Ponte, con delle basi economiche salde. Vogliamo che si apra un dibattito costruttivo in città. È un’iniziativa del Pd, ma è aperta a tutte le forze politiche”, spiegano i relatori. “Il Ponte è stato definanziato e spostato al 2030. Le risorse non utilizzate vanno spese e restituite alle Regioni, indipendentemente dal futuro dell’opera”.





