MESSINA. Nella serata di ieri, nell’ambito delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica per l’aggressione subita dall’avvocato Pierfrancesco Broccio, 58enne, i
Carabinieri del Comando Provinciale di Messina, coadiuvati da quelli del Comando
Provinciale di Catania, hanno posto in esecuzione un decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal Pubblico Ministero nei confronti di una donna di 47anni, indagata per lesioni aggravate.

Di seguito la nota:

“I fatti per cui si procede risalgono alla serata di venerdì 25 settembre scorso,
allorquando la donna – in passato già assistita da BROCCIO in un processo penale –
aveva chiesto di incontrarlo per ottenere una consulenza legale. L’indagine è nata dalla
denuncia della parte offesa, che nell’immediatezza del fatto ha riferito di aver subito le lesioni durante un incontro promosso dalla stessa donna. Il decreto di fermo – che riflette un quadro indiziario provvisorio ed è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Catania – si fonda su un grave compendio indiziario, costituito allo stato dalle informazioni rese dalla vittima e da altri testimoni, nonché da una serie di intercettazioni finalizzate a rintracciare l’indagata, che nell’immediatezza del fatto si era resa irreperibile. Il 58enne aveva prelevato la donna alla stazione ferroviaria di Messina Centrale, per poi dirigersi con lei verso il suo studio del legale a Santo Stefano Medio. Al momento di scendere dall’auto, la donna avrebbe prelevato dalla propria borsa una bottiglietta con del liquido e l’avrebbe schizzato all’indirizzo dell’uomo, per poi fuggire a piedi. Nella circostanza, l’uomo ha contattato il “112 NUE”, per chiedere l’intervento di personale sanitario e delle F.p., venendo inizialmente ricoverato al Policlinico di Messina. Subito dopo l’intervento dei Carabinieri della Compagnia di Messina Sud, sono partite immediatamente le ricerche della donna, che nella serata di ieri è stata rintracciata a Catania, lungo una pubblica via.
Il decreto di fermo, essendo stato eseguito nel territorio di competenza della Procura
della Repubblica etnea, dovrà essere sottoposto alla convalida da parte del G.I.P.
presso il Tribunale di Catania; successivamente, gli atti saranno trasmessi a questo Ufficio che procederà a richiedere la conseguente misura cautelare”.

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