MESSINA. Sono oltre duemila le aziende messinesi che hanno richiesto il contributo a fondo perduto da (probabilmente) tremila euro della “Pmi Card”, la misura di sostegno economico prevista dal comune di Messina per venire incontro alle imprese del territorio cittadino che hanno subito danni economici dalle misure di contenimento del contagio da coronavirus da marzo ad oggi.

L’elenco delle imprese richiedenti è stato pubblicato sul sito del comune di Messina (qui il link): dal 19 al 20 dicembre, finestra in cui era possibile fare domanda per il contributo, a presentare domanda sono state 2343 aziende. Sono state però ritirate (dopo essere state presentate) 276 domande, per cui le istanze ammesse alla seconda fase sono in tutto 2067.

Il contributo “una tantum” a fondo perduto è concesso nella forma di sovvenzione diretta (a fondo perduto) da tremila euro per impresa richiedente. Se dovessero essere tutte accettate (c’è ancora la fase dell’esame delle istanze, e bisogna dimostrare il calo di fatturato di almeno il 30% durante il 2020), il Comune spenderebbe poco più di sei milioni sui dieci e mezzo che ha stanziato per la misura (di milioni ne erano stati annunciati prima venti, poi undici).

I fondi provengono dal programma POC Metro Messina 2014-2020, Ambito 1, OS I.3 – Rilancio della propensione agli investimenti del sistema produttivo [RA 3.1] I.3 – Nascita e consolidamento delle Micro, Piccole e Medie Imprese.

 

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[…] dal coronavirus, la Pmi Card, il programma di aiuti a fondo perduto per le aziende (destinato a oltre duemila aziende sparse sul territorio), è ferma al palo, per una lunga serie di problemi al sistema di inserimento dei dati. […]