MESSINA. «È ricominciata da dove era giusto ripartire: dalla memoria. Ma una memoria capace di generare futuro. La Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina ha riacceso le luci del grande cinema scegliendo di dedicare la sua serata inaugurale a Ninni Panzera, luomo che più di ogni altro aveva sognato di restituire alla città quella manifestazione che per decenni ne ha rappresentato una delle stagioni culturali più alte. Un omaggio intenso, partecipato, attraversato dallaffetto di amici, artisti e istituzioni. A Panzera è stato dedicato un premio alla carriera, realizzato dallartista Fabio Pilato, che non è stato possibile consegnargli direttamente, come previsto, ma che ha assunto il valore simbolico di un riconoscimento a una vita interamente spesa per il cinema e la cultura». Così, in una nota, i promotori della Rassegna Cinematografica Internazionale di Messina iniziata ieri al nuovo parco Agorà dello Stretto all’ex Fiera.

A condurre la serata Noemi David, nota per essere una delle conduttrici del programma Italian Green, che ha introdotto il programma della manifestazione, dedicata ai temi del mare e dellamore, articolata nei concorsi internazionali per lungometraggi e cortometraggi. Sul palco, insieme al direttore artistico Francesco Cannavà e al critico cinematografico Franco Cicero, è salito il regista e sceneggiatore italiano Giuseppe Tornatore, diventato noto a livello internazionale con il film del 1988 Nuovo Cinema Paradiso, accolto dallabbraccio di una città che presto gli conferirà la cittadinanza onoraria, anticipata ufficialmente dal sindaco Federico Basile.

«È un momento di gioia e di rilancio – ha detto il primo cittadino – È una serata importantissima perché ricorda Ninni Panzera e perché ci riappropriamo di uno spazio. Il mio è un semplice indirizzo di saluto, ma spero che da qui si torni davvero a parlare di cinema». Il cuore della serata è stato però il racconto, profondo e insieme intimo, che Giuseppe Tornatore ha dedicato allamico scomparso.

«Ho conosciuto Ninni nel 1989 – ha ricordato il regista – e sono rimasto subito colpito dal suo stile, dal suo amore profondo per il cinema, il teatro e la musica. Aveva una determinazione straordinaria, ma anche una rara pacatezza. Il garbo era la sua cifra, anche nei momenti più difficili della sua attività culturale».

I ricordi si sono inevitabilmente intrecciati con quelli di Nuovo Cinema Paradiso, il film che proprio a Messina trovò la prima vera occasione di rinascita dopo un debutto difficile. «Ninni aveva un amore quasi ossessivo per quel film. È riuscito perfino a convincere me che fosse davvero bello, quando in tutta Italia era stato un insuccesso. Tranne che a Messina».

Tornatore ha quindi rievocato una delle pagine più note della storia del cinema italiano. «Lesercente Parlagreco ebbe unintuizione straordinaria. Invitò il pubblico a vedere gratuitamente il film, chiedendo di pagare soltanto dopo la proiezione se fosse piaciuto. Da lì nacque qualcosa di unico e Messina divenne il modello. Per me rappresentò il momento della speranza».

Il dialogo con Franco Cicero ha riportato alla luce anche il celebre dibattito sulla versione originale del film. Cicero ha ricordato lepisodio del taglio che si diceva fosse stato imposto dal produttore Franco Cristaldi, mentre Messina era riuscita a vedere la pellicola nella sua versione integrale. Tornatore ha precisato che quei tagli furono invece una scelta tecnica per ridurne la durata prima della presentazione a Cannes e non un’imposizione del produttore. Non sono mancati gli aneddoti. Come quello del salumiere che, entrando in sala a proiezione iniziata, vide le due parti del film nellordine inverso e suggerì al regista di invertire definitivamente la struttura narrativa.

Ma soprattutto è riemersa la figura di Panzera come instancabile custode della memoria cinematografica. «Fu lui a ricostruire tutta la mia filmografia, a recuperare i miei Super8, a curare una mostra dedicata a Nuovo Cinema Paradiso. Per quasi trentanni ha gestito un sito che era un autentico centro di documentazione sul mio lavoro. Io non lho mai visto, ma mi fidavo totalmente di Ninni».

Il pubblico ha quindi assistito a una serie di contributi audiovisivi che hanno ripercorso il cinema di Tornatore. Il giovane Mattia Lembo ha presentato un montaggio dedicato a Stanno tutti bene con Marcello Mastroianni, mentre Lelio Bonaccorso ha firmato una graphic novel ispirata a Luomo delle stelle. Proprio parlando di quel film, Tornatore ha svelato un curioso retroscena. «Avevo immaginato un finale completamente diverso, ma non ebbi le risorse economiche per girarlo. Così trovai un epilogo più breve e più triste. Quel finale che non ho mai potuto realizzare lo ha raccontato, anni dopo, Lelio Bonaccorso»

La serata ha riservato spazio anche al ricordo di Citto Maselli attraverso lintervento dello scenografo Marco Dentici, che ha aggiunto un ulteriore ritratto di Panzera. Dentici ha inoltre letto un messaggio inviato da Marco Bellocchio: «Conservo di Ninni un ricordo bellissimo. Avrebbe voluto invitarmi ancora una volta a Messina e io sarei venuto».

Tra i momenti più emozionanti, lintervento della figlia Ida «Provo milioni di emozioni. In questi mesi io e mia madre siamo state travolte dallaffetto di tantissime persone. Grazie, Ninni, per essere sempre stato semplicemente Ninni per tutti».

La musica ha dato ulteriore profondità alla commemorazione con Angelo Privitera, che ha eseguito La cura di Franco Battiato. «Conoscevo Ninni da tanti anni. Abbiamo lavorato insieme anche alle sonorizzazioni dedicate al terremoto di Messina. Era una persona speciale».

A ricordare unaltra importante intuizione di Panzera, lOpera Film Festival, è stata Cettina Donato, componente del comitato scientifico della nuova Rassegna. «Questa rassegna nasce da unidea luminosa di Francesco Cannavà. Lo ringrazio per avermi coinvolta in questo percorso».

La manifestazione vera e propria si è aperta simbolicamente con un prezioso filmato dellIstituto Luce dedicato alla terza edizione storica della Rassegna, quasi a costruire un ponte ideale tra passato e presente. Lo sguardo si è poi spostato sul cinema internazionale con larrivo del regista polacco Jan Komasa, tra gli ospiti più attesi della manifestazione.

Regista tra i più interessanti della sua generazione, Jan Komasa ha conquistato la ribalta internazionale con Corpus Christi, candidato allOscar come miglior film internazionale nel 2020 dopo un percorso di successo nei principali festival mondiali. Dopo The Hater, nel 2025 ha esordito a Hollywood con Anniversary, mentre il suo Good Boy, coprodotto da Jerzy Skolimowski e Jeremy Thomas, conferma la sua capacità di coniugare la forte identità del cinema dellEuropa orientale con un respiro internazionale. «Nei miei film ho sempre sentito la responsabilità di esercitare un impatto sociale, soprattutto nei confronti dei giovani», ha spiegato il regista.

Lintervista a Jan Komasa, intervallata dai trailer delle sue pellicole, ha consegnato al pubblico anche uno sguardo sul dietro le quinte dellindustria cinematografica internazionale. Il regista polacco ha raccontato la propria esperienza a Hollywood, contribuendo a sfatare il mito della totale libertà di espressione in un sistema che, ha spiegato, subito dopo lelezione di Donald Trump arrivò a impedire la distribuzione del suo film.

Komasa ha poi rivolto parole di grande apprezzamento al cinema europeo, riconoscendogli una capacità di ricerca e di sperimentazione che continua a rappresentarne il tratto distintivo. Non sono mancati, infine, i complimenti a Messina e alla rassegna, definita un luogo di autentico dialogo culturale.

A suggellare la serata è stato lintervento di Davide Liotta, che ha voluto ringraziare le istituzioni, gli operatori e gli sponsor che hanno reso possibile il ritorno della rassegna. Un progetto di questa portata, ha ricordato, è il risultato del lavoro corale di una macchina organizzativa complessa, sostenuta dal contributo di tante realtà del territorio.

Tra queste, lAutorità di Sistema Portuale dello Stretto, rappresentata dal presidente Francesco Rizzo, salito sul palco per sottolineare il valore di una manifestazione capace di restituire centralità a uno dei luoghi più suggestivi della città. “È bello – ha evidenziato – che un evento di questo livello trovi casa in una cornice così affascinante, a pochi passi dal mare, dove il cinema sembra dialogare naturalmente con il paesaggio”. Unimmagine che ha chiuso la serata con lo sguardo rivolto allo Stretto, simbolo di una città che torna a riconoscersi anche attraverso la cultura.

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