MESSINA. Il periodo giugno-agosto del 2026 risulta il più caldo, in base ai dati disponibili, della storia meteorologica della Sicilia. Netta e inequivocabile, è l’analisi del Sias, il servizio informativo agrometeorologico della regione Siciliana, che ha preso in considerazione gli scostamenti positivi rispetto alle temperature medie regionali, soprattutto nelle ore notturne, evidenziando alcune anomalie estreme che hanno reso insopportabile l’estate 2026: la prima, la lunghezza delle fasi calde, praticamente senza soluzione di continuità da metà luglio. Secondo, la persistenza dell’afa anche nelle ore notturne, che ha impedito all’aria, e agli edifici, di smaltire il calore accumulato di giorno. Terzo, i valori minimi completamente fuori scala, altissimi e persistenti.

Che l’estate 2026 sia stata la più calda di sempre (da quando, cioè, esistono le rilevazioni), è un esito non scontato, proprio perché il decorso delle temperature della prima parte dell’estate era risultato solo lievemente superiore alla norma e decisamente meno caldo degli anni più recenti, per cui solo un andamento eccezionale poteva permettere di raggiungere le medie di anni come il 2003 o il 2024. Invece l’anomalia di agosto è stata tale da recuperare il notevole divario che fino a metà luglio si era creato con gli anni più caldi: “Mai in passato, nelle serie storiche note, nella terza decade erano stati registrati valori così diffusamente elevati”, si legge in un post del Sias.

Agosto, in particolare, è stato fuori norma: “con una temperatura media regionale stimata in 28,0 °C, il mese è risultato il mese più caldo mai registrato, non solo per il mese di agosto, ma per tutta la serie SIAS, superando il record di 27,7 °C registrato nel luglio 2023. Ben 63 stazioni su 96 hanno registrato il loro record di media mensile per tutta la serie. Pur non essendo i dati storici facilmente confrontabili con le serie SIAS, si può ragionevolmente affermare che non esistono in passato, in base alle serie disponibili, mesi più caldi dell’agosto 2026”.

Gli indici climatici esprimono aspetti particolari dell’eccezionalità del mese. “Riguardo alle temperatura massime, l’indice SU35, che esprime il numero di giorni dal 1° gennaio nei quali la massima supera 35 °C, come media delle stazioni SIAS, ha quasi eguagliato il record di 30,3 giorni registrato nel 2021. Anche l’indice SU40 del numero di giorni con temperatura superiore a 40 °C risulta, come media regionale, inferiore ai massimi del 2021, anno nel quale però già in giugno fu registrata un’ondata di caldo estrema che contribuì a raggiungere un numero così elevato”, continua l’analisi.
Tuttavia è per gli indici delle temperature minime che i massimi valori precedenti sono stati superati in modo talvolta sbalorditivo. “L’indice TR20 delle notti tropicali, corrispondente al numero di giorni in cui la minima è stata superiore a 20 °C, con il valore di 51 giorni come media regionale al 31/08 ha superato il massimo valore precedente del 2024, pari a 49 giorni. Si tratta di un valore sorprendente proprio perché fino a metà luglio l’estate non aveva fatto registrare anomalie particolarmente marcate rispetto alla norma, ma a partire da allora le notti tropicali hanno caratterizzato sulle coste praticamente tutte le notti. Ma è l’indice TR25 delle notti super-tropicali (o equatoriali, secondo una nomenclatura equivalente), corrispondente al numero di giorni in cui la minima è stata superiore a 25 °C, a riservare le sorprese più notevoli: la media regionale dell’indice al 31/08, pari a 5,9 giorni, ha superato il massimo valore precedente di 4,3 giorni registrato nel 2007”, conclude lo studio.
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