MESSINA. I modelli predittivi erano unanimemente concordi: dopo la devastante e caldissima estate, l’autunno avrebbe presentato il conto, con perturbazioni violente ed enormi quantitativi di pioggia scaricati in pochissimo tempo. Puntuali, le previsioni si sono avverate: nelle 24 ore tra lunedi e martedi, i pluviometri di Ganzirri hanno registrato un accumulo di precipitazioni di circa 202,7 mm: a spanne, un quarto abbondante della media delle precipitazioni totali che in zona (ma anche in media regionale, in Sicilia) si registrano in un anno, circa 700 mm. Sono livelli che non si registravano dal 1996.
Bizzarro il comportamento del meteo la notte tra lunedi e martedi, perchè a qualche km in linea d’aria dai copiosissimi rovesci dell’estrema zona nord, in centro c’era calma piatta, non ha piovuto letteralmente una goccia: mentre nella zona circoscritta tra Ganzirri, Torre Faro, Granatari, Mortelle e Faro Superiore ci sono stati allagamenti, blackout, strade crollate e sei ore quasi consecutive di pioggia torrenziale: questo nonostante a Ganzirri da mesi si stia lavorando ai sistemi di drenaggio delle piogge, per evitare che ad ogni precipitazione si formi un terzo lago. Nella tarda serata di ieri, martedi, invece la perturbazione ha interessato tutta la città, estendendosi anche alla zona ionica dell’isola, con allagamenti tra Giarre e Acireale che hanno determinato la chiusura notturna dell’autostrada A18.
La città si è fatta trovare impreparata: il quantitativo di pioggia è stato fuori scala, ma in zone in cui ha piovuto in maniera relativamente normale, le cose non hanno funzionato a dovere, e le strade si sono allagate ovunque ci sia stata pioggia. Il tutto concentrato in tempi brevissimi, col risultato che in pianura si sono registrati allagamenti per gli intasamenti dei tombini, non puliti durante l’estate e pieni di erbacce, foglie e spazzatura, che hanno impedito il corretto deflusso dell’acqua, mentre i terreni collinari in pendenza, aridi dall’estate, non hanno avuto tempo e modo di assorbire l’acqua piovana, scesa a valle (“ruscellata” è il termine tecnico) con caratteristi quasi da alluvione. E, assicurano i meteorologi, non è che l’antipasto di quello che probabilmente ci attenderà in questi tre mesi d’autunno.



