MESSINA. Sulle ormai famigerate tariffe Tari e sul piano economico dei servizi d’igiene cittadina svolti da MessinaServizi, sta succedendo letteralmente di tutto, e ci sarebbe da imputare al caldo un impazzimento generale, se non fosse che la guerra da amministrativa è diventata prima politica e poi personale.

L’ultimo atto è un consiglio convocato per “prendere atto” di un provvedimento del sindaco Cateno De Luca che, nonostante il consiglio comunale lo abbia bocciato per due volte, ha deciso che le tariffe può approvarle da solo, ma vuole l’avallo del consiglio (lo stesso che gliele ha bocciate per due volte), e lo vuole in aula: anche se la segretaria generale Rossana Carrubba ha spiegato, in un parere, che è un passaggio assolutamente inutile (“una mera presa d’atto di un provvedimento del sindaco, non osta alla deliberazione dell’organo consiliare in tal senso. L’espressione “prendere atto” figurativamente evidenzia l’azione di prendere un atto cioè di “apprendere” conoscerne il contenuto ma non ha una utilità o significato giuridico dal punto di vista amministrativo”, scrive Rossana Carrubba.

E il presidente del consiglio Claudio Cardile, che già ha annunciato ricorso alle vie legali per garantire l’incolumità dei consiglieri dopo le improvvide dichiarazioni di De Luca, ha informato i consiglieri che hanno richiesto la convocazione del consiglio (gli stessi che hanno votato favorevolmente le due delibere dell’amministrazione poi bocciate) che la loro richiesta andrà dritta alla Corte dei Conti per valutare eventuali profili di danno erariale, stante l’inutilità certificata dalla segretaria generale, e quindi una tornata di gettoni di presenza, straordinari per i resocontisti ed il personale d’aula, e oneri riflessi, che non ha giustificazione amministrativa.

Tutto chiaro? No, perché c’è dell’altro. De Luca imputa il comportamento di Cardile alla rottura del patto della Madonna delle Lacrime, che “lo ha fatto andare di testa” (patto del quale Cardile ha sempre dichiarato di non saperne nulla), e getta la palla in tribuna: “Perché oltre il 50% delle sedute delle commissioni e del consiglio si sono chiuse per il venir meno del numero legale e senza alcuna votazione ma sono stati erogati i relativi gettoni di presenza in violazione dello stesso regolamento consiliare?”.

Quindi è finita così? Nemmeno per idea. Perchè, ad ogni buon conto, non avendone ancora abbastanza, De Luca ha convocato a Palazzo Zanca stasera alle 21 i consiglieri comunali “di buona volontà”. “Saranno comunicate le mie determinazioni in merito alle misure urgenti da assumere per il servizio di raccolta dei rifiuti e parleremo anche delle odierne omissioni e minacce della cricca politica che si manifesta attraverso il presidente del consiglio comunale Claudio Cardile”, ha annunciato il sindaco. Implicitamente suggerendo di preparare i popcorn.

 

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