MESSINA. Riceviamo e pubblichiamo un contributo di Italia Nostra Sicilia in memoria di Teresa Pugliatti, storica dell’arte e appassionata attivista per la tutela del patrimonio siciliano, scomparsa qualche giorno fa. Il testo è di Nella Tranchina e Annalisa Raffa.
“Ricordare Teresa Pugliatti significa soprattutto proseguire il lavoro a cui ha dedicato la vita. Italia Nostra raccoglie la sua eredità impegnandosi a continuare, con lo stesso rigore, la battaglia per la tutela del patrimonio storico, artistico e paesaggistico della Sicilia. Storica dell’arte di riconosciuta statura internazionale, docente negli atenei di Messina e di Palermo, ha dedicato i suoi studi all’arte siciliana ed europea con rigore filologico e curiosità mai sopita. Un infaticabile lavoro di ricerca durato decenni, confluito in oltre duecento pubblicazioni, che resta oggi un riferimento imprescindibile per gli studiosi di arte moderna e contemporanea. Tralasciando di passare in rassegna tutti i campi di interesse della sua imponente produzione scientifica, ci sembra utile sottolineare l’approccio metodologico dei due fondamentali volumi Pittura del Cinquecento in Sicilia. La Sicilia orientale (Electa 1992) e Pittura del Cinquecento in Sicilia. La Sicilia occidentale. 1484-1557 (Electa 1998), che affrontano la complessa mole delle testimonianze pittoriche risalenti al XVI secolo – censite su tutto il territorio siciliano dalla studiosa attraverso una capillare ricognizione e una doviziosa documentazione fotografica – restituendone una visione organica, lucida e strutturata, capace di focalizzare l’attenzione sui capiscuola, sulla folta schiera di collaboratori e sulla molteplicità dei fenomeni culturali che coesistono nella Sicilia del tempo.
Ciò che l’ha resa una figura unica non è stata soltanto la competenza scientifica ma una sensibilità rara per il patrimonio culturale e per il paesaggio e una capacità di indignazione autentica che l’ha portata a reagire con fermezza ogni volta che il territorio e la sua memoria sono stati minacciati da negligenza o da scelte scellerate. Questa sensibilità l’ha spinta, fra gli anni Ottanta e Novanta, a fondare e presiedere il Comitato per la salvaguardia dei beni culturali di Messina e della provincia, mettendo la propria competenza al servizio di battaglie non sempre popolari. Sono emblematici, per la difesa dell’identità storica dal degrado e dalla cancellazione, i suoi interventi per il complesso monastico di epoca normanna di Santa Maria di Mili nel villaggio messinese di Mili San Pietro, per il quartiere del Tirone e per le palazzine settecentesche di Largo Avignone, brani superstiti del centro storico della città pre-terremoto. In occasione della battaglia in difesa del Tirone – che negli anni Ottanta rischiava di essere demolito per la costruzione del secondo Palazzo di Giustizia – la studiosa ha coinvolto anche Federico Zeri che ha partecipato con interesse a un sopralluogo nell’antico quartiere. In merito al paesaggio dello Stretto di Messina, Teresa Pugliatti ha colto con chiarezza l’unicità naturalistica e culturale e la fragilità di fronte a interventi capaci di comprometterne per sempre l’equilibrio, come la realizzazione del ponte sullo Stretto. Il 20 settembre 2008, in occasione della campagna nazionale di Italia Nostra Paesaggi sensibili, è tra i relatori invitati a intervenire alla giornata dedicata al tema “Tra Scilla e Cariddi: il Paesaggio dello Stretto”, svoltasi significativamente a bordo di un traghetto delle Ferrovie dello Stato tra Villa San Giovanni e Messina. Il suo intervento, insieme a quelli di geologi, architetti, urbanisti e paesaggisti, ha contribuito a costruire una lettura corale e interdisciplinare dello Stretto, ponendo le basi culturali per le battaglie che l’associazione porta avanti da anni a tutela di quel paesaggio.
A Teresa Pugliatti va inoltre riconosciuta la capacità di aver creato una sua ‘scuola’: attorno a lei si è formata negli anni una comunità di studenti di diverse generazioni che ha continuato a mantenere rapporti anche dopo la laurea, la specializzazione, il dottorato. Ha fornito ai suoi allievi non solo un metodo di studio ma ha trasmesso loro anche il senso di responsabilità dello storico dell’arte verso il territorio. Ha inoltre condiviso con gli studiosi che l’hanno frequentata assiduamente l’idea della cultura come cura per le testimonianze storiche e artistiche del passato, con particolare attenzione verso lo studio del cosiddetto patrimonio minore siciliano. Questa visione si concretizza ad esempio nel volume da lei curato Rometta. Il patrimonio storico artistico (EDAS 1989), frutto della partecipazione di specialisti nei vari settori della storia dell’arte. A questa comunità di studiosi e a chi ne condivide l’impostazione spetta ora il compito di proseguire il lavoro: continuare a studiare, a vigilare e a intervenire con spirito civico.
Tra i progetti che meglio restituiscono la visione di una cultura aperta e accessibile a tutti, coltivata da Teresa Pugliatti nel corso della sua attività, vi è la donazione della propria biblioteca personale all’Ateneo peloritano, formalizzata nel giugno 2020; si tratta di un fondo di circa 25.000 volumi, raccolti in una vita di studio, a cui si affiancano album fotografici, scritti autografi e una fitta corrispondenza con storici dell’arte italiani e stranieri. Nella richiesta, accolta dal Consiglio di Amministrazione dell’Università, la studiosa ha espresso l’auspicio che il patrimonio diventasse presto fruibile alla cittadinanza negli spazi dell’ex Banca d’Italia, sede del costituendo Centro museale dell’Ateneo.
Italia Nostra si fa portavoce di questo progetto e della sua idea di conoscenza condivisa e restituita al territorio, pertanto sollecita l’Università di Messina ad acquisire definitivamente il prezioso fondo generosamente donato, attivando tutte le procedure necessarie per rendere al più presto accessibile alla collettività la biblioteca di Teresa Pugliatti”.
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