MESSINA. Il Tribunale del lavoro dà ragione al comune di Messina rigettando il ricorso di Csa e Cisl Funzione Pubblica sulle progressioni economiche dei dipendenti comunali. I due sindacati (ricorso promosso da Csa, intervento della Cisl), avevano denunciato una condotta antisindacale dell’amministrazione, i giudici amministrativi non l’hanno riscontrata.  Il Csa “prende atto della decisione del tribunale del lavoro, e proporrà nei termini di legge opposizione al decreto, non condividendone le ragioni in fatto e in diritto”. Il pronunciamento del giudice, però, non bloccherà lo sciopero e le altre rivendicazioni sindacali deliberate dai lavoratori.

Ieri le quattro sigle che hanno proclamato lo sciopero del 31 luglio (Cgil, Uil, Silpol e Csa), hanno inoltrato una nota al sindaco Federico Basile, che ha convocato un incontro per scongiurare le “braccia incrociate” (qui i motivi dello sciopero): i sindacati, spiega il comunicato, “confermano la propria disponibilità al dialogo e al confronto. Tuttavia si rappresenta che l’incontro attiene specificamente allo sciopero proclamato dalle scriventi Organizzazioni Sindacali; pertanto, la presenza della CISL FP non appare opportuna, in quanto la stessa non risulta tra i soggetti proclamanti lo sciopero e ha espresso posizioni non attinenti all’oggetto dell’incontro, avendo peraltro scelto la strada giudiziaria piuttosto che quella del coinvolgimento diretto dei lavoratori e delle lavoratrici. A tal proposito, si precisa che l’assemblea dei lavoratori ha conferito mandato alle scriventi di proclamare lo sciopero quale forma di protesta rispetto a scelte unilaterali e penalizzanti adottate dal Direttore Generale, Dott.ssa Rossana Carubba, nonché dall’Amministrazione comunale, che non è intervenuta tempestivamente per individuare soluzioni condivise. Alla luce di quanto sopra, le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono alla S.V. di prevedere lo svolgimento dell’incontro mediante tavoli separati, al fine di garantire coerenza rispetto ai soggetti effettivamente coinvolti nella proclamazione dello sciopero. Le superiori considerazioni non intendono in alcun modo impedire eventuali incontri tra la S.V. e la CISL FP, né interferire con le prerogative istituzionali, ma esclusivamente evidenziare che non appare coerente condividere il medesimo tavolo di discussione su una materia, quale lo sciopero, con soggetti che non lo hanno proclamato”, conclude la nota.

La Cisl, che si è tirata fuori dallo sciopero, commenta la sentenza del tribunale di Messina per bocca di Gioivanna Bicchieri, segretaria generale della funzione pubblica Cisl: “atto del decreto emesso dal Tribunale di Messina sul ricorso promosso ai sensi dell’art. 28 dello Statuto dei Lavoratori in materia di progressioni economiche orizzontali del Comune di Messina.
Pur nel pieno rispetto della decisione dell’Autorità Giudiziaria, la CISL Funzione Pubblica Messina ritiene che permangano rilevanti questioni giuridiche e contrattuali che saranno sottoposte all’ulteriore vaglio del Giudice attraverso l’opposizione prevista dalla legge.
La nostra iniziativa non è mai stata finalizzata alla tutela di interessi individuali, ma alla difesa delle prerogative sindacali, della contrattazione collettiva e del rispetto degli accordi sottoscritti tra le parti. Riteniamo che il sistema delle relazioni sindacali costituisca un presidio irrinunciabile di legalità, partecipazione e trasparenza e che non possa essere svuotato da decisioni unilaterali dell’Amministrazione.
Per queste ragioni proseguiremo il nostro percorso nelle sedi giudiziarie competenti, convinti della fondatezza delle nostre ragioni e della necessità di ottenere un definitivo chiarimento su principi fondamentali per tutto il pubblico impiego: il valore della contrattazione collettiva, il rispetto degli accordi sottoscritti e la tutela delle prerogative delle organizzazioni sindacali.

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