MESSINA. Le spallette del Viale Annunziata risultano svuotate ben al di sotto delle fondazioni, l’alveo del torrente è ostruito da blocchi che vanno tolti immediatamente, vanno capite le tempistiche di esecuzione dei lavori, i prevedibili ritardi, le azioni di messa in sicurezza dopo lo stop ai lavori per il rifacimento dell’alveo, e il crollo della pista di cantiere di qualche giorno fa: è l’interrogazione che il consigliere comunale del Pd Alessandro Russo rivolge all’amministrazione e anche al Commissario di Governo per il dissesto idrogeologico della Regione Siciliana, per capire come fare a minimizzare rischi e inconvenienti. Di seguito la sua nota.
“Al di là dei detriti e delle macerie edilizie e dei grossi blocchi di cemento che facevano parte della pista di cantiere di accesso all’alveo che sono stati travolti dalle piene del torrente delle scorse settimane e che di fatto ostruiscono oggi il regolare deflusso delle acque, talché in caso di forti piogge, il rischio idraulico per la zona è evidentissimo e della massima urgenza, emerge come la spalletta posta sulla sinistra idraulica del Torrente è poggiata sul vuoto, senza più alcuna base di fondazione al di sotto. Le fotografie drammaticamente testimoniano ciò che viene denunciato: l’intero tratto della Via del Fante interessato, appare appoggiato su spallette di sponda gravemente ammalorate, sgretolate e, come detto, pericolosamente scavate ben al di sotto delle fondazioni, al cui posto sono invece emersi dei vuoti molto ampi che si estendono in profondità.
La richiamata situazione di pericolo riveste, a parere dello scrivente, la massima priorità, poiché va verificato innanzitutto la sicurezza statica della Via del Fante, la generale situazione di compromissione delle fondazioni sottostanti l’intera spalletta di sponda del torrente, sia sulla sinistra idraulica che sulla destra idraulica del corso d’acqua e tempestivamente intervenire per mettere in sicurezza l’intera opera, soprattutto laddove si consideri che sia il Viale Annunziata che la Via del Fante poggiano su un sistema di spallette di sponda coeve, realizzate con le medesime tecniche costruttive e con analoghi materiali: una indagine approfondita e diffusa lungo tutto l’alveo del torrente si rende assolutamente prioritaria.
In secondo luogo, è necessario comprendere cosa accadrà oggi, all’indomani della rescissione del contratto con la ditta aggiudicataria: che sorte avrà questo cantiere? Che tempistiche di riattivazione si avranno? Le risorse che erano state destinate alla realizzazione dell’opera permarranno anche dinanzi all’ovvio prolungarsi dei tempi di esecuzione? E ancora: l’emersione di questo gravissimo vuoto posto al di sotto delle spallette di sponda richiede degli approfondimenti tecnici o delle modifiche progettuali per intervenire ancora più in profondità strutturale? Appare, ancora, evidente, come il Viale Annunziata sia oggi – a differenza di quaranta anni fa – la via di accesso più importante dell’intera zona Nord di Messina. Funge da asse di accesso all’autostrada, via di grande comunicazione non solo per il popolosissimo rione Annunziata – San Licandro – Panoramica – Paradiso ma anche per l’attraversamento della città in direzione Nord; su di esso insistono ben cinque scuole con una sesta in connessione attraverso la Via Fiore di Conca D’Oro, il polo universitario dell’Annunziata, numerosissime attività commerciali e due frequentate parrocchie. In caso di emergenza di protezione civile, il viale costituisce di fatto non solo e non tanto la sola via di fuga per una porzione di città amplissima ma soprattutto la via di accesso per soccorsi e mezzi di protezione civile.
In questo quadro, è evidente come l’attuale dimensionamento della parte viabile del viale sia ben al di sotto delle reali necessità del territorio: durante l’intera giornata, infatti, fatta eccezione qualche breve finestra oraria, il viale è interessato permanentemente da un flusso di automezzi imponente, che lo satura strutturalmente. Troppi i servizi che orbitano su questo importante asse viario, che invece resta ridotto a una sola corsia per entrambi i sensi di marcia. Un vero e proprio innesco di rischio nel caso di emergenze o di calamità naturali. Alla luce di quanto sopra, come ha correttamente fatto emergere nelle scorse settimane l’associazione “Messina in Progresso”, che opera sul territorio interessato, appare necessario che l’Amministrazione non si limiti solo alla sistemazione delle spallette d’alveo e dell’alveo del torrente – interventi pure necessari ma certamente non risolutivi – ma si attivi contestualmente con la massima tempestività per comprendere se le norme costruttive attualmente in vigore consentano una soluzione di copertura o di parziale copertura del tratto libero del torrente, consentendo l’allargamento della sede stradale o, in subordine, degli spazi da destinare a parcheggi di automezzi che attualmente restringono la carreggiata: la stessa amministrazione comunale, qualche tempo fa parlava di “piastre” di copertura parziali che consentissero di alleggerire il carico viabile sull’unica, stretta, strada attualmente disponibile.
Quel che appare ormai improcrastinabile è che il Viale Annunziata, che è di gran lunga il più importante e trafficato asse viario dell’intera zona Nord, oltre a esserne la più essenziale via di fuga e soccorso in caso di emergenze e calamità, possa essere trattato come ordinaria amministrazione. Non lo è: è urgente intervenire oggi per la sua sicurezza interna e delle sponde di argine; è urgente programmare un potenziamento – per il tramite di parziali coperture, piastre o altre soluzioni tecnicamente da individuare – dello spazio destinato alla circolazione stradale, anche e soprattutto in vista di potenziali necessità di protezione civile e di soccorso”.





