MESSINA. Folgorati sulla via di Damasco, cavalli di ritorno, vecchie glorie riesumate e tirate a lucido, evergreen, oscuri portatori d’acqua con più partiti girati che atti amministrativi votati in aula: a concorrere al rinnovo del consiglio comunale nella tornata di amministrative di fine maggio ci sono parecchi volti conosciuti nelle liste, lontani dalle aule da anni ma che provano a tornarci. E non poteva essere altrimenti, dati gli ottocento candidati per i miseri 32 posti in aula consiliare di palazzo Zanca. Chi sono?

La maggior parte sono piazzati nelle quindici liste di Sud chiama Nord a sostegno di Federico Basile. In particolare, “Con Federico per Messina” sembra un verbale d’aula di quindici anni fa: da Giovanna Crifò, in consiglio dal 1994, sempre con Alleanza nazionale o germinazioni del partito, fino al 2021, quando decadde in seguito alle conseguenze giudiziarie dell’inchiesta Gettonopoli, ad Angelo Burrascano, una vita in Forza Italia (ma anche nel Megafono di Rosario Crocetta e nel Pd, nel 2018, non eletto) e già vicepresidente del consiglio: i due sono caduti vittima di Gettonopoli, con la prima decaduta da consigliera comunale nel 2021, esattamente come Benedetto Vaccarino, anche lui tornato nell’agone, dopo aver passato il testimone, nella scorsa consiliatura, alla figlia  Federica (Vaccarino si presenterà con la lista Popolari autonomisti-Grande Sicilia, a supporto di Marcello Scurria).

Ai blocchi di partenza anche Piero La Tona, più volte sindaco di Villafranca e consigliere comunale tra il 2018 ed il 2022, sindacatura di Cateno De Luca, nelle file di Sicilia Futura, Sebastiano Tamà, consigliere dalla seconda metà del 2000 con Mpa e Pdl e poi fermo per un paio di turni, e Massimo Rizzo, in aula dal 2018 al 2022 con una lista sorella del Pd, “LiberaMe”. Della partita anche Paolo Saglimbeni, esordi da socialista, poi in consiglio con Nuova Sicilia, Margherita e quindi Pd con l’ultima esperienza da consigliere nel 2013. In “Sud chiama Nord” c’è il ritorno di Nino Carreri, assessore durante l’ultima giunta, che in consiglio comunale si è seduto dal 2008 al 2018, con i Dr e Sicilia Futura.

“Amo Messina” accoglie invece (respiro profondo…) Peppe Chiarella, anche lui più volte consigliere iniziando per il Pdl nel 2008 (e prima era al quartiere), che nel 2018 si presentò con la lista “Leali”, il movimento che sosteneva Emilia Barrile e la sua corsa a sindaca, e che nonostante gli oltre 500 voti presi non riuscì ad entrare in consiglio, e che nel 2022 ha bissato, di nuovo senza successo, nell’Udc. Quindi Vincenzo Ciraolo, dirigente esterno all’avvocatura nominato da Francantonio Genovese nel 2006 (anno in cui è stato anche consigliere comunale col Pd), e candidato alle regionali del 2022 con Fratelli d’Italia, Pippo De Stefano, consigliere comunale consigliere fino al 2008 con il Partito repubblicano, che nel 2018 aveva corso con Articolo Uno, e Paolo Mangano, in aula coi 5 stelle dal 2018 al 2022. Con Messina protagonista c’è invece Arturo Alonci, assessore dal 2005 al 2007 nella giunta di Francantonio Genovese che nel 2008 si è presentato per il consiglio comunale e non è stato eletto, Alessandro La Cava, eletto nel 2005 nelle liste dei Repubblicani, per poi transitare alle elezioni del 2008 nel Mpa, partito con cui è arrivato ai ferri corti, fondando, quasi alla fine dell’esperienza amministrativa 2008-2013, il movimento Articolo Uno, per poi approdare a Sicilia Futura. Alle amministrative del 2013 si è presentato poi col Megafono risultando il primo dei non eletti e subentrando in corsa (con un posto nel cda di Arisme nel 2022), e Donatella Sindoni, eletta in consiglio comunale tra le fila del Partito Democratico, e il successivo passaggio prima al Gruppo misto e poi a Grande Sud, quindi all’Udc per poi decadere perchè ineleggibile. Nino Neri si è candidato nel 2018 con LeAli a supporto di Emilia Barrile ma non è riuscito ad entrare in consiglio per un soffio.

In “Liberi e Forti” ci sono invece l’ex candidato sindaco con Reset nel 2013 Alessandro Tinaglia, a turno esperto di numerosi sindaci e commissari, ed Emilio Fragale, direttore generale di Francantonio Genovese e capo di gabinetto di Federico Basile.

Per il centrodestra, la lista Marcello Scurria Sindaco – Partecipazione è imbottita di ex di ritorno: ci sono sia Pippo Capurro, consigliere comunale di lunghissimo corso (la sua prima volta è stata nel 1994, l’ultima nel 2013 con una candidatura non premiata dal seggio nel 2022), sempre con Forza Italia o comunque con una delle incarnazioni del partito (tranne per una breve infatuazione per il Pd), che Mimmo Guerrera, anch’egli in consiglio per molto tempo don l’Udc e tra i più attivi durante la sindacatura di Peppino Buzzanca. Guerrera è stato anche consigliere d’amministrazione della partecipata Patrimonio Spa nel 2019, sotto la sindacatura di Cateno De Luca, per poi dimettersi nel 2021. Poi c’è Pippo Isgrò, i cui natali politici si perdono nella Dc della prima repubblica, e terminano con una candidatura non premiata dal posto in consiglio nella lista a sostegno di Dino Bramanti nel 2018, con in mezzo un’esperienza di assessore nella giunta Buzzanca nel 2022, sindacatura durante la quale ha esordito in aula Simona Contestabile, all’epoca nel Pd, consigliera per due volte, assessora designata da Dino Bramanti nel 2018 e candidata nella stessa tornata con la lista Peloro 2023: nonostante il gran numero di voti individuali non riuscì a entrare in consiglio. Capolista in Forza Italia c’è Alessandro De Leo: nel 2018 era entrato in consiglio comunale col Pdr-Sicilia Futura, era stato riconfermato con Sud chiama Nord, quindi è diventato deputato regionale nel 2022 sempre con Sud chiama Nord per uscirne dopo qualche mese e approdare in Forza Italia.

Si sono visti scambiarsi note e consigli durante la presentazione delle liste Pippo Previti (Dc) e Marcello Greco (Noi Moderati) il primo politico di lunghissimo corso e presidente del consiglio durante la sindacatura di Giuseppe Buzzanca, con l’Mpa e l’Udc, il secondo con una lunga trafila da socialista a Udc in consiglio fino al 2012, poi un passaggio all’Ars e quindi con nuovo tentativo non riuscito al consiglio comunale con Autonomisti e popolari nel 2018. Con Fratelli d’Italia si ripresenta Salvatore Serra, eletto per la prima volta nel 2005 con Nuova Sicilia, riconfermato nel 2008 con Risorgimento messinese, facendo la spola tra Sicilia futura e Diventerà Bellissima con ultima esperienza in consiglio nel 2022.

Sindrome che non ha colpito il centrosinistra, ma solo perchè le liste schierate a sostegno di Antonella Russo sono solo due. Dopo una pausa di due consiliature, torna Mariella Perrone, consigliera Udc ed ex assessora alla Provincia, che stavolta si schiera (e dà voti e sostanza) col Pd. E torna anche, più per spirito di servizio che altro, Tani Isaja, democratico di lungo corso, consigliere e assessore di Francantonio Genovese . Nella seconda lista, condivisa a metà tra M5s e Controcorrente, ci sono Cristina Cannistrà (m5s) consigliera dal 2018 al 2022, e Maurizio Rella, oggi Controcorrente che le sigle di sinistra le ha girate un po’ tutte, dai Ds a Sinistra Italiana (con una puntata in Italia dei Valori, movimento dell’ex pm di Mani Pulite Antonio Di Pietro da candidato alle regionali), e che in consiglio comunale c’è stato due volte da subentrato, la prima nel lontano 2006.

 

 

 

guest

0 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments