MESSINA. La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di secondo grado nel processo “Gettonopoli”, che riguardava i gettoni di presenza presi dai consiglieri comunali messinesi durante commissioni “lampo”, rigettando i ricorsi di alcuni dei 15 che erano stati condannati nel processo di Appello.

Si chiude così l’inchiesta nata nel 2015 che ha visto alla sbarra diciassette consiglieri comunali della consiliatura 2013/2018, accusati di aver indebitamente percepito i gettoni di presenza restando in aula per un tempo inferiore ai tre minuti (tempo arbitrariamente fissato in fase d’indagine) per più occasioni.

Alfredo Sicuro, presidente della sezione penale del tribunale di Messina (nel collegio giudicante anche Eugenia Grimaldi e Maria Teresa Arena) a dicembre 2018 aveva condannato, con pena sospesa per tutti,  Carlo Abbate (1 anno e 6 mesi) , Piero Adamo (1 anno e 2 mesi), Pio Amadeo (1 anno e 5 mesi), Angelo Burrascano (1 anno e 4 mesi), Nino Carreri (1 anno e 2 mesi), Andrea Consolo (1 anno e 3 mesi), Nicola Crisafi (1 anno e 7 mesi), Giovanna Crifò (1 anno e 5 mesi), Nicola Cucinotta (1 anno e 3 mesi), Carmelina David (1 anno e 3 mesi), Paolo David (1 anno e 7 mesi), Santi Sorrenti (1 anno e 3 mesi), Fabrizio Sottile (1 anno e 6 mesi), Benedetto Vaccarino (1 anno e 9 mesi) e Santi Daniele Zuccarello (1 anno e 6 mesi). Per tutti la pena è stata ridotta rispetto al primo grado. Assoluzione piena invece per Nora Scuderi e Libero Gioveni. Quest’ultimo, Crifò e Vaccarino sono gli unici due ad essere ancora consiglieri comunali.

La pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici è stata revocata per tutti, e la provvisionale scende a tremila euro ciascuno invece che diecimila come in primo grado

In sostanza, per gli imputati era caduta l’accusa di falso, ed era stata confermata la truffa. La Cassazione, oggi, ha confermato la sentenza e le pene.

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