MESSINA. Sei associazioni ambientaliste sottoporranno al sindaco federico Basile un regolamento partecipativo per la gestione, la cura e il rilancio del verde in città: il documento è stato prtedisposto da Legambiente dei Peloritani, Lipu, ISDE – Medici per l’Ambiente, Articolo 9, WWF e Comitato Non Sono Indifferente, ed è stato organizzato in tre paragrafi, che riguardano le norme generali e le finalità, una serie di norme per le potature, e la collaborazione tra privati cittadini, aziende, associazioni e Amministrazione, con finalità “la tutela paesaggistica, ornamentale, biologica e fitosanitaria del verde, quale bene fondamentale della comunità, disciplinandone la formazione, la gestione, la manutenzione e l’uso”.

“Ricordiamo che gli alberi sono patrimonio di tutta la comunità e servono a evitare frane e dissesti idrogeologici, ci danno l’aria che respiriamo, in estate diminuiscono di almeno10 gradi la temperatura, sono sicuramente un bene paesaggistico da preservare, assorbono gli inquinanti e sono l’habitat naturale per uccelli ed altri animali. Pertanto la loro difesa equivale alla difesa della salute pubblica”, spiegano gli ambientalisti, motivando il documento.

Nel documento consegnato a Basile si parla del fatto che “l’abbattimento di alberi ad alto fusto è illegittimo in assenza di un pericolo concreto e documentato per l’incolumità pubblica. Non bastano valutazioni superficiali o generiche, serve una perizia tecnica puntuale per ogni albero che dimostri, anche tramite verifiche strumentali, l’effettivo rischio sanitario o di stabilità e quando necessario di trazione eseguita da un perito abilitato. Il parere tecnico deve attestare l’irreversibilità delle condizioni fitosanitarie e si devono rispettare eventuali vincoli paesaggistici, le aree protette e i criteri ambientali minimi. Nel caso si renda indispensabile l’abbattimento di un albero si avrà la ripiantumazione nello stesso luogo o nelle vicinanze entro 90 giorni. Per ogni bambino nato nell’ambito del territorio comunale verrà disposta la messa a dimora di un albero”. In particolare le associazioni hanno proposto la creazione di zone verdi nelle aree incolte tra la via Consolare Valeria e via Taormina.

E’ sulla cura del verde che le associazioni spingono a tavoletta sull’acceleratore: si parla per esempio di “divieto assoluto di capitozzatura”, degli alberi che “equivale, se riescono a sopravvivere, a deformarli e snaturarli”. E poi “ogni nuova piantumazione sarà progettata considerando lo sviluppo futuro dell’albero e garantendo un adeguato volume di suolo permeabile, areato e sufficientemente ampio per consentire il naturale sviluppo dell’apparato radicale e la stabilità della pianta. Dovranno essere evitate aiuole di dimensioni insufficienti e successive cementificazioni o impermeabilizzazioni del terreno che possano limitare l’ossigenazione e l’apporto idrico alle radici, favorendo l’affioramento dell’apparato radicale e l’indebolimento e l’instabilità degli alberi”. Per quanto riguarda le potature, “dovranno essere svolte nell’ottica della preservazione degli esemplari arborei”, e “saranno eseguite solo da ottobre a febbraio, durante il periodo di riposo vegetativo dell’albero”. Infine un avvertimento: “Le potature drastiche o le capitozzature non consentite verranno perseguite quali danni biologici alla vegetazione protetta”.

L’ultimo capitolo riguarda le collaborazioni con associazioni e privati: “Le convenzioni dovranno indicare l’oggetto dell’affidamento, gli interventi consentiti, gli obblighi di manutenzione e irrigazione, le specie vegetali utilizzabili, le modalità dei controlli comunali, le responsabilità dei soggetti coinvolti, l’obbligo di sostituzione delle piante non attecchite, e la garanzia della piena e gratuita fruizione pubblica dello spazio”. Per l’attuazione delle finalità relative agli orti urbani e sociali, l’Amministrazione Comunale promuove la ricognizione delle aree potenzialmente idonee e la raccolta di proposte da parte di cittadini, scuole, associazioni ed enti del Terzo settore, anche per l’avvio di progetti pilota. “Per gli orti, la fruizione pubblica è organizzata secondo modalità e orari compatibili con la tutela delle coltivazioni e la sicurezza, distinguendo gli spazi comuni dalle parcelle eventualmente assegnate. Sono previste occasioni gratuite di apertura alla cittadinanza e attività sociali o educative, secondo quanto stabilito dalle convenzioni”.

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