MESSINA. Pietro Leone e Alessandro Panarello si sono recati stamattina alla caserma di Tremestieri per i primi interrogatori riguardo al crollo della palazzina di Pistunina. Pasquale D’Alì, invece, verrà ascoltato nei prossimi giorni in quanto oggi ha subìto un intervento chirurgico al Policlinico (era fra quelli che è riuscito a scappare prima che lo stabile crollasse). Sono i tre indagati dalla Procura per la tragedia che lo scorso 30 luglio si è verificata nella zona Sud di Messina.

Le ipotesi di reato su cui la Procura indaga sono di “omicidio colposo” plurimo”, “rimozione e omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro”, e “delitti colposi di danno”. Le indagini intendono verificare l’eventuale sussistenza di un nesso con alcuni lavori in corso nello stabile.

Per quanto riguarda Pietro Leone, ingegnere e progettista (parente della famiglia Leone, proprietaria dello stabile, a cui appartenevano due delle vittime finora ritrovate), il suo avvocato, Sebastiano Campanella, ha informato che il suo assistito si è avvalso della facoltà di non rispondere. Nei giorni scorsi Leoni aveva smentito di aver coordinato lavori in corso al piano terra, come si ipotizza: «A quanto pare sarei indagato perché sarei coordinatore di questi lavori, ma proprio no, assolutamente no».

Alessandro Panarello, il titolare dell’azienda che aveva in affitto l’intero piano terra in cui sarebbe dovuta sorgere una struttura di grande distribuzione alimentare, invece, ha fornito la sua versione dei fatti questa mattina, dichiarandosi estraneo alla vicenda, chiarendo anche il suo rapporto con Pietro Leone. Panarello era all’interno della struttura quando stava crollando, ed è riuscito a scappare insieme a Pasquale D’Alì, titolare dell’impresa che stava eseguendo i lavori nei locali al piano terra.

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