MESSINA. “Quanto sta accadendo in queste ore nel nostro comune fa pensare che Messina non faccia più parte della Repubblica Italiana e si stia trasformando in una Signoria indipendente in cui l’omino forte dello Stretto pretende di dettare legge contro tutto e contro tutti”. È la riflessione del gruppo politico Cambiamo Messina dal basso, che commenta così l’ordinanza sindacale del sindaco Cateno De Luca, emanata con qualche errore (ammesso anche dal sindaco) e revocata ieri sera in diretta Facebook.

“Ci riferiamo alla confusione determinatasi dalle vicende legate all’ordinanza sindacale n.5 del 10 gennaio scorso, in vigore da lunedì 11 e poi revocata in diretta fb, che oltre ad essere in evidente contrasto in più parti con l’ordinanza regionale ed i dpcm vigenti, rischiava di aggravare senza motivo la situazione economica e sociale cittadina senza alcun vantaggio per la tutela della salute dei cittadini che ipocritamente dichiarava di volere tutelare“, scrivono in una nota i componenti di Cmdb.

“Le spiegazioni del Sindaco via facebook e l’annuncio del ritiro dell’ordinanza sindacale durante l’ultima diretta fb, hanno ulteriormente aggravato la confusione e confermato che la genesi di tale ordinanza è il clima di continuo contrasto che il sindaco ha alimentato in questi mesi con la Regione, l’Asp, il consiglio comunale e contro chiunque manifesti dissenso“, evidenziano.

“Tanto si è detto sull’assurda chiusura di tutte le attività essenziali del noto allegato 23 del dpcm del 3 dicembre, determinando anche la grottesca situazione per cui da venerdì 15  gennaio Messina  sarebbe l’unica città al mondo in cui non sarebbe possibile neanche effettuare acquisti via Internet – ricordano – Ma è singolare che né il dpcm del 3 dicembre e seguenti né l’Ordinanza regionale dell’8 gennaio prevedano espressamente la chiusura di barbieri, parrucchieri, mercati alimentari, mentre nella diretta fb dal Coc ieri il sindaco De Luca e l’Assessora Musolino dichiaravano che barbieri, parrucchieri e mercati sono stati chiusi per volere della Regione”.

“A conferma di quanto sopra basta leggere l’art.3 del dpcm del 3 dicembre 2020”, continua sul documento Cmdb, riportando l’articolo: “h) sono sospese le attività inerenti  servizi  alla  persona, diverse da quelle individuate nell’allegato 24”.

“Nell’allegato 24 sono elencati i servizi per la persona che devono rimanere aperti – proseguono –

  • Lavanderia e pulitura di articoli tessili e pelliccia
  • Attività delle lavanderie industriali
  • Altre lavanderie, tintorie
  • Servizi di pompe funebri e attivita` connesse
  • Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere”.

“L’ordinanza regionale n.7 del 9 gennaio 2021 non dice nulla al riguardo ed anzi all’art. 1 si legge – continua il gruppo politico – 2. Per quanto non espressamente disciplinato  si  applicano le disposizioni di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre2020”.

“A tutto ciò si aggiungono le recenti dichiarazioni del dottore Ferdinando Croce, capo della Segreteria Tecnica dell’Assessore per la Salute della Regione Siciliana, che smentiscono le dichiarazioni dell’Amministrazione comunale in merito a presunti chiarimenti con la Regione riguardo ad alcuni contenuti dell’ordinanza regionale”, proseguono.

“L’annuncio da parte del sindaco del ritiro dell’ordinanza sindacale in diretta fb con dichiarazioni rancorose ed ostili nei confronti di tutte e tutti, con addirittura il rifiuto per ripicca di assumere il servizio di raccolta rifiuti covid in sostituzione all’Asp, conferma lo stato confusionale in cui si trova l’Amministrazione comunale che aggrava la già difficile situazione sanitaria cittadina determinata, è bene ricordarlo, da un’assurda gestione della pandemia da parte degli organi sanitari e politici competenti, locali e regionali”, sottolineano.

“Per questo sollecitiamo un intervento della Prefetta e del Governo nazionale affinchè  ci si adoperi per ripristinare l’ordinamento giuridico della Repubblica Italiana nella nostra città e si tuteli la salute dei cittadini”, concludono.

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