MESSINA. “…eh, però Reggio Calabria…”. “…ma perchè, Catania?…”. Il derby tra Messina e le cugine è lungo quanto il mondo stesso, e ad ogni cambio di amministrazione si rinnova, immutato negli anni. E non si risolve. A meno che non si prenda in considerazione quella che è considerata la “bibbia” delle graduatorie di vivibilità: la guida annuale de Il Sole 24 Ore sulla qualità della vita. Una classifica che, negli ultimi undici anni (dal 2006 all’ultima, quella del 2016), ha visto Messina, e la sua provincia, “trionfare” per otto volte. Ovviamente, c’è da intendersi sul significato di trionfare. Si tratta comunque di posizioni di classifica vergognosamente basse: il piazzamento migliore mai ottenuto negli ultimi dieci anni dalle tre province è stato un 81mo posto (su 103) conquistato da Messina nel 2007.

Messina, rispetto alle avversarie, ha avuto le posizioni migliori ad anni “combinati” 2006-2007-2008, 2010-2011, 2013-2014, oltre al 2016, mentre è stata la peggiore solo in un’occasione, nel 2012, quando si è piazzata al 94mo posto. Ma ha fatto molto peggio, per esempio, nel 2015: 104mo posto, e “salvata” solo dal 110mo posto (su 110) di Reggio Calabria.

Reggio è stata la peggiore delle tre nell’ultimo quadriennio, Catania ha ottenuto lo stesso discutibile primato nei quattro anni che vanno dal 2006 al 2009, risultando ultima in Italia nel 2006. Posizione che Messina ha ottenuto solo nel lontano 2003. Il risultato migliore? Nel 1995: settantaseiesima su 95, quando due anni prima, nel 1993, era stata novantatreesima (su 95 anche stavolta).

Quanto contano le amministrazioni in questa graduatoria? Anche ammettendo he comunque i capoluoghi siano trainanti (l’analisi del Sole 24 Ore è su base provinciale), non troppo. Messina ha ottenuto i migliori risultati nel triennio 2006-2008, quindi con dati riferiti agli anni dal 2005 al 2007: in quegli anni, è saltata dal commissariamento di Bruno Sbordone alla sindacatura di Francantonio Genovese all’altro commissariamento di Gaspare Sinatra. E le sua posizione peggiore l’ha ottenuta con Renato Accorinti sindaco.

Discorso diametralmente opposto per Catania: la città etnea ha ottenuto i risultati peggiori, con gli ultimi posti nel “derby a tre”, dal 2006 al 2009: quattro anni in cui il governo è stato saldamente in mano ad Umberto Scapagnini (per due mandati, dal 2000 al 2008) tranne per l’ultimo anno: dimessosi a febbraio 2008, il comune etneo è andato prima alla vicesindaca Elita Schillaci, poi al commissario prefettizio Vittorio Emanuele e infine, per qualche mese, al nuovo sindaco Raffaele Stancanelli. E Reggio? Ottiene i risultati peggiori delle tre dal 2014 al 2016: in quel periodo, fino a ottobre 2012 (e da maggio 2011) è amministrata da Demetrio Arena, poi il comune viene sciolto per mafia: si insedia una commissione straordinaria composta da Gaetano Chiusolo, Giuseppe Castaldo, e Carmelo La Paglia, ai quali subentra, nel 2014, l’attuale sindaco Giuseppe Falcomatà.

 

(in basso, la mappa con le classifiche degli anni dal 2006 al 2016: la migliore posizione in graduatoria corrisponde alla banda più bassa nel grafico, da cliccare per avere il risultato a livello nazionale. Fonte Il Sole 24 Ore)

 

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