“In fondo al viale”, Gens

 


Quando, a fine ottobre del 2014, Salvatore Trimarchi muore, Messina perde un pezzo importante di se stessa. Perché “In fondo al viale”, canzone scritta da Trimarchi (insieme a Cesare Gigli, su musiche di Gianni Marchetti) nel 1968 e interpretata in giro per l’Italia dai Gens, per Messina è più o meno quello che l’inno di Mameli è per l’Italia. 

In fondo al viale… in quel caffè… dove va gente, che non sa cosa fare…”, è davvero una polaroid della messinesità, delle “vasche” di una città di provincia, pigra e indolente, che il sabato si mette in vetrina passeggiando avanti e indietro per il viale San Martino, con solo una lontana e indifferente eco dei cambiamenti che il mondo in quel periodo stava affrontando. Lui, l’autore, accompagnato dalla fida dodici corde, la cantò letteralmente fino a pochi giorni prima di morire, e solo qualche anno prima sciolse il mistero: il bar della canzone, che si trova proprio in fondo al viale, è il Bar Progresso.

 La canzone, che vinse il terzo Torneo EuroDavoli e fu suonata al Cantagiro 1969, ispirò anche un libro, inevitabilmente chiamato “In fondo al viale – sui passi di un cantautore siciliano: Salvatore Trimarchi” , e fu inserita nella colonna sonora del film Plagio. Il lato b del 45 giri che seguì il film, e che conteneva la canzone, è il brano Laura dei giorni andati,  scritta per loro da Roberto Vecchioni. Che di Messina si sarebbe ricordato qualche anno dopo…

 

 

guest
5 Commenti
meno recente
più recente più votato
Inline Feedbacks
View all comments
Giuseppe
Giuseppe
17 Marzo 2017 18:29

Manca la più famosa…”Giulietta” di Mango in cui si parla di una “Giulietta messinese”.

Leandro Diana
12 Dicembre 2017 9:10

Vi segnalo la più recente “Lights of Taormina” dal disco “Tracker” del grande Mark Knopfler, nella quale c’è spazio per celebrare “i suoi baci dolci, come il vino rosso che portano da Messina”.
Un picco gioiellino, forse un esercizio di stile, in cui il vero punto è celebrare il fascino senza tempo di quel nostro angolo di terra e di paradiso, ahimè così mal custodito.

Salvo
Salvo
12 Dicembre 2017 21:56

E c’è anche Silvestri con Monetine: “Una monetina per la Cina, una per il ponte sullo stretto di Messina, sperando che il calore della terra siciliana possa sciogliere la nebbia fissa in Val Padana”

Nino Carreri
Nino Carreri
9 Febbraio 2020 8:24

Per me il bar era il Correnti e la Lei Mafalda Correnti che se non mi ricordo male c’entrava con qualcuno dei componenti della band

Fabi
Fabi
10 Febbraio 2020 12:30

Ma i Kunsertu? Il cui autore fra cui Mokarta é messinese?