MESSINA. “Potevo comprare quindici, venti defibrillatori, non volevo solo mettere soldi, mi sarebbe venuto molto facile. Invece ho parlato con l’ordine dei medici, degli ingegneri, dei farmacisti, col 118, con l’Irccs e l’ospedale Papardo. Ho parlato col responsabile nazionale e regionale della Philips. Sono venuti a Messina e abbiamo parlato di costi, sono entusiasti dell’iniziativa“.

Renato Accorinti torna a parlare in pubblico per la prima volta dopo le elezioni di giugno, e spiega che fine hanno fatto i centomila euro, la quota del suo stipendio da sindaco, eccedente quello da professore, che aveva nel 2013 deciso di devolvere, appena arrivato a Palazzo Zanca, e che immediatamente prima delle elezioni aveva spiegato essere destinati a giochi per bambini, attrezzature mediche e sportive, borse di studio “per gli ultimi”.

Accorinti si è soffermato solo sui defibrillatori che aveva annunciato di voler comprare e destinare ad alcune strutture sportive che ne sono sprovviste: dodici per tutti i quartieri nei campi sportivi con venticinquemila euro, aveva spiegato a giugno.

“I soggetti con cui ho parlato sono quelli che hanno voci in capitolo. L’ordine dei medici mi ha dato disponibilità dei locali per un incontro, probabilmente venerdi, per condividere con loro il percorso con chi lavora nella sanità“.

Nessun altro riferimento è stato fatto ad attrezzature sportive, giochi e borse di studio.

 

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Maria
Maria
11 Ottobre 2018 22:58

Memoria corta mano lunga.Vergognati”sindaco”del nulla come i soldi spariti

Nino Principato
Nino Principato
11 Ottobre 2018 23:31

I conti non tornano. Lo stipendio da sindaco è di € 7.282,74 lordi che x 60 mesi (5 anni) fanno € 436.964,40. Ammettiamo che lo stipendio da professore sia di €2.500,00 lordi, per 60 mesi fanno € 150.000,00. La differenza, perciò, è di € 286.964,40 che doveva restituire, altro che 100.000 €!!