MESSINA. Pidioti, sciacalli, vigliacchi, politicamente idioti al cubo, “non voglio dire uomini senza palle per non offendere le palle”. Dopo il duro botta e risposta delle scorse ore, Cateno De Luca replica nuovamente al Partito Democratico in un video postato su Facebook, annunciando querela per un comunicato. A fare andare su tutte le furie il sindaco, in particolare, è un riferimento alle “indagini non autorizzate della Polizia Municipale” e all’accusa di “di utilizzare risorse umane e mezzi del Comune come se appartenessero alla propria impresa privata”.

«Strumentalizzano l’uso che io faccio della polizia municipale per fare le indagini. Ma come? Io massima autorità sanitaria locale non posso disporre di verificare se ci sono persone che hanno violato la legge, e se lo hanno fatto trasmettere tutto alla Procura, come abbiamo fatto?», commenta il primo cittadino, che parla degli insulti alla Ministra Lamorgese, del controverso caso della Renault 4 e della recente condanna all’ispettore della Polizia Municipale, ricostruendo la sua versione del caso sciatori che tanto ha fatto discutere nel corso del lockdown, adombrando sospetti (“Pare, perché io non ne ho idea, che questa inchiesta sia andata a finire a Reggio Calabria. Se è così è perché è scattata qualche incompatibilità ambientale a Messina”; “Ci saranno sicuramente ambienti vicini al Pd”).

De Luca, che parla di accusa di peculato nei suoi confronti, interviene anche sulla richiesta di un confronto democratico: «Ricordo a tutti che il presidente del consiglio comunale è un pidiota. Vi siete pisciati addosso l’anno scorso e non avete voluto il confronto sulla relazione sul secondo mandato di attività del sindaco», sbotta, prima di intervenire su bilanci, partecipate e rifiuti: «Ora la città è pulita? No. È meno sporca? Sì», commenta, mettendo a confronto le percentuali di raccolta differenziata in città con quelle di Catania e Palermo. «Se Dio vorrà non è detto che porti Messina al Governo della Sicilia», annuncia.

A finire nel mirino del sindaco anche l’ex assessore al Bilancio Guido Signorino sul caso Dexia, annunciando anche in questo caso una querela (“Accetto tutte le critiche, ma le accuse di reato no”, è il sunto),  e Nino Bartolotta del Pd (“Perché non ti fai il confronto con Carlotta Previti? Perché ti squarta in 14mila pezzi?).

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