Le cattive

(Camila Sosa Vilada; Casa editrice sur; 2021)

Camila Sosa Vilada (1982) è una scrittrice ed un’attrice transgender argentina. Tante immagini scattate al buio. Il buio della notte in cui si muovono le protagoniste del romanzo. La notte del pregiudizio, del margine, dell’ipocrisia, del sesso a pagamento. La notte che rende visibili queste donne che come vampiri si dileguano e smettono di esistere alla luce del sole. Perché per i più quando sorge il sole non sono nemmeno donne.  Nel buio si consuma la storia di Camila e delle altre transgender protagoniste del romanzo che diventano la sua famiglia. La storia di Camila e delle altre ragazze non è facile perché appena riescono ad appropriarsi del proprio corpo sono costrette a venderlo. Ma in una quotidianità fatta di paura, violenza e umiliazione lottano per essere semplicemente se stesse ed è questa la straordinaria bellezza che vince ogni bruttura.

Da leggere per guardare da vicino una realtà che teniamo ancora troppo a distanza.

 


 

Ai wei wei parla

(Hans Ulrich Obrist; Casa editrice: Il saggiatore; 2012)

Nell’aprile 2011, senza alcuna accusa formale, la polizia cinese arresta Ai Weiwei e lo tiene recluso per 81 giorni in una località segreta. Il mondo dell’arte si indigna e organizza mostre, petizioni, coinvolgendo i governi per fare pressione per il suo rilascio. Il nome di Ai Weiwei oltrepassa la cerchia degli appassionati di arte e architettura, l’onda del web lo diffonde su scala mondiale: Ai Weiwei diventa il simbolo della lotta per la libertà di espressione in Cina. In “Ai Weiwei parla”, attraverso una serie di interviste raccolte tra il 2006 e il 2009, l’artista racconta ad Hans Ulrich Obrist l’infanzia segnata dall’esilio del padre, il poeta Ai Qing, accusato di anticomunismo. L’adolescenza, passata a disegnare nelle stazioni ferroviarie; gli anni ottanta a New York, l’incontro con Alien Ginsberg; il ritorno a Pechino nel 1993 e la determinazione a lottare per la libertà nel suo paese. Artista, fotografo, architetto, curatore, con facilità sorprendente Ai Weiwei passa da un medium espressivo all’altro. Scatta fotografie in continuazione e le pubblica su quel blog che conta centomila contatti al giorno. Il suo blog scatena la reazione del governo, che lo chiude nel 2009. Nonostante i bavagli, Ai Weiwei continua a essere attivo su internet. E all’intrusione della polizia nella sua vita risponde con l’ironia del gesto artistico: quattro webcam che lo riprendono ventiquattr’ore su ventiquattro. Sono state messe off-line il giorno dopo.

Da leggere per conoscere un artista contemporaneo che riesce ancora a trasformare l’arte in libertà.

 


 

Eros il dolce amaro

(Ann Carson; Casa editrice: Utopia; 2021)

Dal sito dell’editore: “Quando io ti desidero, una parte di me non c’è più: la voglia di te mi consuma. Quando io ti desidero, una parte di me non c’è più: la tua mancanza è la mia mancanza”. Anne Carson ritorna in libreria con un’originale meditazione sul tema del desiderio, croce e delizia della donna e dell’uomo. In trentaquattro capitoli snelli e seducenti, l’autrice instaura un dialogo con alcuni dei maggiori autori della letteratura classica, a partire da Saffo, proseguendo con i tragici greci e Catullo, per poi passare al romanzo ellenistico e infine a Platone, in un confronto costante con le migliori penne della modernità, da Dante a Virginia Woolf, da Nietzsche a Italo Calvino, passando per Kafka. “L’eros è sempre una storia in cui a interagire sono l’amante, l’amato e la differenza tra i due”, sostiene Carson. Il libro è perciò una metafora sull’amore come esperienza conoscitiva fondamentale nella vita e una riflessione profonda sul desiderio e le relazioni umane.

Da leggere per trasformare i nostri “oggetti del desiderio”.

 


 

Sfacciate

(Sarah Perry; Casa editrice: Neripozza; 2021)

Dal sito dell’editore: In Inghilterra è in uso un’espressione che racchiude tutti i possibili pregiudizi nei confronti delle donne che si sottraggono alle cosiddette norme della rispettabilità sociale: ragazza dell’Essex. Nell’immaginario collettivo una ragazza dell’Essex è una donna pigra e incapace, irrimediabilmente volgare, sessualmente minacciosa, un affronto alla moralità e una minaccia ai valori della sobrietà, dell’industriosità e dell’obbedienza proprie dell’upper class; è, insomma, il ricettacolo delle ansie sociali delle classi dominanti. In quest’agile pamphlet, Sarah Perry fa propria quest’espressione dispregiativa sino al punto da trasformarla in un’aspirazione, dimostrando, attraverso la storia di alcune illustri cittadine, come sia motivo di orgoglio, e non di imbarazzo o di vergogna, essere una ragazza dell’Essex. Ecco dunque dipanarsi, attraverso una brillante prosa, una storia tutta al femminile che celebra il coraggio, la caparbietà e l’audacia delle donne. Dalla martire protestante Rose Allin all’indomita abolizionista Anne Knight, passando per la filosofa e poetessa nera Audre Lorde, la scrittrice Harriet Martineau, l’attivista Emily Hobhouse e la star Kim Kardashian: sono loro il territorio dell’Essex girl; non la carta geografica. Sono loro a incarnare il significato dell’essere poco raccomandabili, irrispettose, disobbedienti; del parlare senza aspettare il proprio turno e alzare troppo la voce e troppo spesso; dell’essere irritabili e irritanti; dell’essere corpi sgradevoli e scomodi, spina nel fianco per le classi al potere, persone totalmente libere, perché chi resiste all’obbligo «di mantenere fresca la vernice della reputazione» è anche capace di opporsi ai soprusi e all’arroganza del potere.

Da leggere perché tutte dovremmo essere più “sfacciate”.

 


 

Vite di alberi straordinari

(Zora del Buono; Casa editrice: Aboca; 2021)

Dal sito dell’editore: Animata da un profondo desiderio di scoperta, unito allo studio della botanica, Zora del Buono ha deciso di viaggiare per un anno intero tra l’Europa e l’America del Nord per visitare gli alberi secolari di quelle zone. Con la sua Rolleiflex analogica in borsa, ha reso omaggio a esemplari straordinari, paragonabili a veri e propri individui dotati di personalità, raccontando aneddoti, suggestioni, storie cresciute insieme e attorno a loro nel corso del tempo. Come quella del tasso di Ankerwycke, un albero alto quasi 15 metri e largo ben 9, sotto al quale si sarebbero svolti gli incontri romantici tra Enrico VIII e Anna Bolena; o dell’Hiroshima Survivor, un bonsai di pino bianco giapponese sopravvissuto alla bomba atomica e che oggi si trova a Washington; o di Dicke Marie, “Maria la grassa”, una quercia di quasi 900 anni che fu ammirata dal giovane Goethe e dai fratelli Humboldt; o di Pando, forse il più antico essere vivente del pianeta, un insieme di 47.000 pioppi tremuli, tutti cloni dell’albero originale, la cui età stimata è di 80.000 anni. 

Da leggere perché tutti dovremmo fare un viaggio come quello di Zora o almeno imparare da esti giganti verdi.

 

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