MESSINA. «Ieri, in una delle consuete dirette social il sindaco De Luca ha preso di mira la parlamentare dei 5 Stelle diffondendo un video nel quale la rende protagonista di un “goliardico” equivoco verbale con annesse allusioni ad organi sessuali maschili. Se a diffondere il video è il primo cittadino, colui che dovrebbe rappresentare un esempio, soprattutto per i giovani, la gravità del fatto è evidente». Così interviene la conferenza delle Democratiche di Messina dopo la vicenda che ha visto coinvolta la senatrice Angela Raffa (anche se il primo cittadino ha poi risposto ritenendo di non averla insultato).

«Esprimiamo quindi solidarietà ad Angela Raffa e stigmatizziamo l’episodio come l’ennesima caduta di stile di chi ogni giorno ormai testimonia con metodi, atteggiamenti e parole un  imbarazzante impoverimento di valori e principi. Il linguaggio ha un ruolo fondamentale in una società, testimonia come una società si racconta e come esprima la propria cultura – conclude – Quello usato dal Sindaco si chiama  “hate speach” ed affonda le sue radici in una sub cultura che va combattuta in ogni sede perché testimonia di una deriva comunicativa che è un problema politico, oltre che sociologico, ancora più grave se riferibile alla cultura di genere».

Ad intervenire, anche gli esponenti di Articolo Uno Maria Flavia Timbro e Domenico Siracusano, che in riferimento alle affermazioni del sindaco Cateno De Luca dichiarano che «si confermano, come già accaduto in passato, volgari ed offensive».

«Esprimiamo vicinanza e solidarietà ad Angela Raffa per i contenuti apertamente sessisti che De Luca ha utilizzato nel commentare un intervento della parlamentare messinese. È inaccettabile che la massima autorità cittadina utilizzi un linguaggio zeppo di allusioni e volgari giochi di parole – scrivono su Facebook – Tutto ciò nulla ha a che vedere con le opinioni che possono concordare o divergere, ma è esemplificativo di un modo di un atteggiamento complessivo rispetto alle questioni di genere».

«De Luca ci faccia una cortesia non dica che stava scherzando, perché su queste cose non c’è nulla da scherzare specie in relazione ai ruoli ricoperti, e soprattutto eviti di chiedere scusa, perché le sue scuse sono davvero poco credibili – concludono – Lo stile e il tono delle dichiarazioni sono sostanza politica e istituzionale, per questo abbiamo più volte denunciato una emergenza democratica che va bel al di là e ben oltre gli elementi folkloristici di questa esperienza amministrativa. Messina merita di più e meglio».
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