L’imperatrice

(Liliana Nechita; Fvə edizioni, 2021)

 

Liliana Nechita è nata nel 1968 in Romania e vive in Italia da più di 15 anni. Nel 2013 le viene conferito il Premio Donna dell’anno per la promozione e la difesa dei diritti delle donne. L’imperatrice è un libro che racconta la storia di una donna, Olga, che grazie alla sua laboriosità, alla sua tempra ed alla sua risolutezza riesce ad autodeterminarsi e ad affermarsi ottenendo la stima ed il rispetto di un’intera famiglia allargata. Olga è una contadina che vive in campagna nei dintorni di Bucarest ma ha la tempra di un’imperatrice: grazie alla sua intelligenza ed alla sua tenacia supera le avversità di una vita difficile. La contadina è certa che se avesse avuto le possibilità di studiare imperatrice lo sarebbe diventata davvero. Questo libro ha i colori della terra, e con la luce mutevole delle stagioni illumina e da forma ad un’umanità umile che normalmente rimane in ombra. I giorni scorrono semplici badando alla terra e imbiancando di calce le pareti della casa per rendere sempre più decoroso lo spazio dell’indipendenza fortemente conquistato e difeso.

Consigliato a chi combatte per la libertà anche con le piccole cose.

 


 

I monologhi della vagina

(Eve Ensler; Il saggiatore, 2021)

Dal sito dell’editore: «A vent’anni dalla prima pubblicazione, il Saggiatore presenta la nuova edizione dei Monologhi della vagina, con una nuova introduzione, nuovi contributi e testi inediti. Con humour trasgressivo, la vagina prende la parola per raccontare e raccontarsi attraverso la sua voce, che sa essere seria, divertita, fantasiosa o drammatica. Un manifesto contro la violenza che non cessa di essere il punto di riferimento fondamentale nella lotta quotidiana di tutte le donne del mondo».

Un grande classico sempre attuale: da leggere per combattere gli stereotipi ed i tabù sul corpo delle donne.

 


 

Raccontare la fine del mondo

Casa editrice: il saggiatore

(Marco Malvestio; Il Saggiatore, 2021)

Dal sito dell’editore: «Viviamo in tempi fantascientifici: questo è vero non solo perché intorno a noi accadono cose stupefacenti, ma anche perché il nostro tempo è cronologicamente quello in cui i classici della fantascienza ambientavano la loro immaginazione del futuro. Nel progressivo disgregarsi di prospettive utopiche e nella parallela speculazione distopica e post-apocalittica si apre così lo spazio per una riflessione sulle diverse fini del mondo ma anche sulla possibilità di coesistenza in un pianeta vivente dove animali e piante chiedono un nuovo riconoscimento. La letteratura e il cinema, sostiene infatti Marco Malvestio, sono “in grado non solo di parlare del mondo, ma anche di parlare al mondo e di informarlo col proprio discorso”; in questo modo ci permettono di comprendere e ripensare “cose che le altre discipline (quelle scientifiche come quelle filosofiche) non necessariamente riescono a rendere manifeste con altrettanta chiarezza”. “Raccontare la fine del mondo” è un’originale ricerca sulla fantascienza distopica in cui Margaret Atwood e James Ballard incontrano Donna Haraway e Timothy Morton, per immaginare un nuovo futuro possibile nell’era della globalizzazione e del cambiamento climatico».

Da leggere perché per immaginare un futuro diverso serve uno sguardo a 360 gradi.

 


 

Frida in America

(Celia Stahr; Neripozza, 2021)

Dal sito dell’editore: «Quando, a ventitré anni, giunse negli Stati Uniti insieme al marito, il muralista Diego Rivera, la giovane Frida Kahlo era una pittrice alle prime armi, da tutti considerata null’altro che la “piccola moglie messicana” di un artista all’apice della fama.. Le incognite erano tante: com’era davvero quella terra straniera? Sarebbe stata in grado di comunicare, vista la sua scarsa padronanza dell’inglese? Ma, soprattutto, avrebbe trovato ispirazione per la propria arte? Frida era una figlia della rivoluzione messicana, come amava dire, una paladina appassionata dei diseredati e degli ultimi della terra. Eppure le ci volle la permanenza negli Stati Uniti perché le fondamenta su cui poggiava la sua idea di casa e di paese natale vacillassero, costringendola a vedere una realtà diversa. In questa terra straniera lottò e incespicò, talora maledicendola, tal’altra accettandola, raffigurandola tuttavia sempre con occhio attento all’umorismo che ribolliva sotto la superficie della sofferenza. Nessun autore ha prima  esplorato in profondità il corpus di opere creato dall’artista durante la sua permanenza negli Stati Uniti. Concentrarsi su questi anni cruciali della sua evoluzione consente di capire più a fondo questa donna e artista geniale. Schiude una porta su molti dei temi, degli atteggiamenti e delle norme con cui Frida si scontrò in questo periodo significativo della sua vita, che gettò le basi della sua identità, della sua immagine pubblica e del suo maturo stile artistico a venire».

Da leggere perché nonostante il mito modaiolo a volte sembra addirittura infastidire Frida è un artista che ha ancora molto da svelare.

 


 

Resistenza verde

(Ferrini, Del Vecchio; Elliot, 2021)

Dopo la “La Terra salvata dagli alberi”, Francesco Ferrini e Ludovico Del Vecchio propongono di passare dalle parole ai fatti, sporcandoci letteralmente le mani di terra per sanare quanto più possibile i mali provocati dall’inquinamento. La soluzione più efficace è piantare alberi; dunque gli autori ci guidano con indicazioni semplici e concrete (quali alberi scegliere, dove sistemarli, come procedere), abbinate a una riflessione sulla sostenibilità delle azioni quotidiane. Un volume pratico, ricco di informazioni utili; un libro appassionato che ci fa capire come ognuno di noi possa fare la propria parte, adottando un approccio diverso alla vita nella natura e nei futuri centri urbani. Un manuale di resistenza botanica tenace e inarrestabile per agire secondo regole sempre più ecologiche e intelligenti.

Il Natale si avvicina e sarebbe bello se quest’anno l’albero venisse piantato!

 

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