Ada brucia

(Effequ editore; Anja Trevisan, 2020)

 

 

C’è una bellissima illustrazione sulla copertina di questo libro che evoca alla mente un’altra cover book iconica: quella di Lolita di Nabokov pubblicata dal 1970 per Mondadori. Riferimento ambizioso verrebbe da pensare e invece man mano che le pagine scorrono quella copertina lì diventa un riferimento luminoso. Luminoso per la delicatezza con cui si scoprono le psicologie dei personaggi, si racconta la nudità dei loro sentimenti e l’amore germoglia riempendo le pagine nonostante il suo seme sia caduto sul terreno più sbagliato. La storia di Ada brucia è una storia difficile: è una storia che parla di pedofilia, di rapimento, di mancanze, di negazione, di solitudine, di assenze. L’eccezionalità di questo libro è quella di una scrittura polifonica perché la storia viene raccontata da molteplici punti di vista. L’autrice, nonostante la sua giovane età, con estrema abilità riesce a mantenere a un’imparzialità disarmante anche quando si tratta di indagare i sentimenti del “mostro” a cui generalmente non viene data voce perché chi compie delle cose orribili va punito, rinchiuso, eliminato. Ed invece è proprio quel punto di vista che fa venire i brividi poiché è proprio da quella fragilità che sembra tuonare una domanda: chi ama può mai compiere qualcosa di sbagliato?

Da leggere per riflettere sui nostri pregiudizi, sul nostro modo di decidere cosa è giusto e cosa è sbagliato e perché a volte l’amore può non essere la scelta giusta.

 


 

Prudenti come serpenti

(66thand2nd; Lola Shoneyin, 2021)

 

 

Dal sito dell’editore: «Baba Segi è un facoltoso poligamo di mezza età, grassoccio e vanitoso, con un insaziabile appetito per il cibo, le donne e il sesso. Da due anni ha sposato la bella Bolanle, intelligente, istruita e di vent’anni più giovane. La coppia però non ha ancora avuto figli e, disperato, Baba Segi decide di abbandonare stregoni e ciarlatani per rivolgersi alla medicina ufficiale, convinto che la sua bella laureata sia sterile. Ma la decisione scatena un putiferio in casa perché le indagini potrebbero portare alla luce un terribile segreto, gelosamente custodito dalle altre mogli. Se il capofamiglia scoprisse la verità sarebbe la fine per quelle intriganti e la loro numerosa prole. L’unica cosa da fare è passare alle maniere forti e liberarsi dell’odiata Bolanle. Giocando con eleganza tra verità camuffate e oscure trame domestiche, Shoneyin scrive un romanzo ironico e dissacrante».

Da leggere per avere un punto di vista differente sull’emancipazione femminile.

 


 

Storia della conchiglia pellegrina

(Add editore; Lauraunt Chauvaud, 2021)

 

 

Dal sito dell’editore:«Della conchiglia di San Giacomo parla Aristotele, è il logo della compagnia Shell, è la conchiglia della Venere del Botticelli. Nel medioevo era molto diffusa in Bretagna e Galizia dove si trova il santuario di Compostela, i pellegrini ne prendevano una da mettere al collo o da appendere al bastone. Il libro di Chauvaud, biologo marino con il talento per il racconto, è la storia di una ricerca scientifica innescata dalla bellezza della natura, rilanciata dal caso, impreziosita dalla curiosità. Al centro c’è la conchiglia di San Giacomo, con i segreti della sua biologia e della sua chimica, il suo canto impercettibile. Nei suoi solchi un calendario biologico in cui il rosso vermiglio corrisponde agli inverni più freddi e l’amaranto a quelli più miti. Come ha imparato ad archiviare le informazioni sommerse nelle profondità del mare e del tempo, diventando la sentinella del nostro pianeta e dell’oceano? Questo libro è un viaggio di esplorazione in fondo al mare e il racconto di come il caso possa portare a scoperte inattese».

Da leggere perché a volte è ascoltando una conchiglia che possiamo riconoscere il fragore dell’oceano

 


 

Fat shame

(Tlon; Amy Erdman Farrel, 2021)

 

 

Dal sito dell’editore: «Il nostro corpo dovrebbe essere un territorio di libertà, scoperta e autodeterminazione, ma la società in cui viviamo stabilisce canoni e misure che portano a considerarlo semplicemente “giusto” e “normale” oppure no. Se il nostro è un corpo non conforme, la società ci fa capire che abbiamo qualcosa che non va, qualcosa di cui dovremmo vergognarci e cercare di cambiare a tutti i costi. Fat shame è il primo saggio sulla grassofobia a uscire in Italia, e ha quindi il compito di aprire una riflessione, spiegando l’origine di questa cultura, mostrando quanto siano profondi i pregiudizi nei confronti delle persone grasse e spingendo a cambiare finalmente lo sguardo sul proprio corpo e su quello degli altri.»

Consigliato a chi teme la prova costume: è arrivato il momento di fregarsene!

 


 

Mani anarchiche, mani nostalgiche, manicuore

La sfida d’inizio Novecento fra il corpo integro e le sue parti

(Quodlibet; Beatrice Talamo, 2021)

 

 

 

Dal sito dell’editore: «Come simbolo della “parte” che sostituisce l’armoniosa integrità, è stata scelta la mano che compare in modo vistoso in alcune opere di Leo Perutz, autore trascurato ma molto significativo di Vienna e di Praga, il già citato Rilke e, facendo una necessaria incursione – a mio giudizio imprescindibile – nell’ambito delle arti, i due allievi di Klimt: Kokoschka e Schiele, che, non casualmente, porranno in primo piano proprio “mani parlanti”, raccontando con il segno e il colore la fine della figura tradizionale e lo stravolgimento di un corpo “smascherato”. In ognuno di questi autori ed artisti, la mano, autonoma, ribelle, a volte però pervasa da un’insopprimibile nostalgia dell’intero, sembra esprimere, quasi “gridare”, la frattura dolorosa dell’epoca: la fine del “tutto” e la deflagrazione delle parti – immagine non a caso evocata anche per la fine dell’Impero austro-ungarico e quindi per lo scoppio delle guerre mondiali».

Da leggere tenendosi per mano.

 

 

 

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