Troppo lavoro al tribunale di Barcellona che è in grave sottorganico. Per questo motivo Renata Ronco attende dal 2013 che le venga riconosciuta la disabilità totale: “Le visite dei consulenti del tribunale sono state a luglio e sono state depositate solo a febbraio. Adesso c’è da aspettare che il giudice se ne occupi ma io il ricorso l’avevo fatto nel 2014, nel frattempo ho dovuto lasciare la Sicilia perché non avevo assistenza e trasferirmi da mia figlia”.

Una lunga trafila quella di Ronco, milanese, arrivata in Sicilia, a Furnari per l’esattezza, su consiglio del medico, per potere godere, visto il suo stato di salute di un clima più mite. Da quando aveva appena nove mesi, infatti, è stata colpita da poliomielite agli arti inferiori. Una disabilità parziale ma negli anni altre patologie si sono aggiunte: tendinite, diabete. Fino al fibroma all’utero per il quale è stata operata nel 2012 e che le ha provocato continue emorragie, tanto da restare con calcio e ferro ai minimi termini: una debolezza che le richiedeva assistenza continua. Per questo s’è rivolta all’Inps che fino al 2010 non le ha riconosciuto la richiesta di aggravamento per tendinite e diabete. Dopo il fibroma la sua disabilità è stata, invece, finalmente riconosciuta al 100 per cento ma senza diritto all’accompagnamento e senza sussidio ordinario di invalidità: “Nel frattempo ero stata anche licenziata dall’Istituto di credito in cui lavoravo a Barcellona e mio marito è deceduto a novembre”. Da qui il ricorso nel 2014 al tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto e il ritorno a Milano, dalla figlia, in un clima che però non le fa bene. In attesa del tribunale barcellonese.

Ma a denunciare la situazione è per primo lo stesso presidente del tribunale Giovanni De Marco, che lo spiega sciorinando dettagliatissimi numeri, regalando nitidamente l’incredibile situazone in cui versa il palazzo di giustizia e di conseguenza il territorio di Barcellona: “Siamo in gravissimo sottorganico e per questo motivo mi sono rivolto ufficialmente più volte al ministero di Grazia e Giustizia. Tuttavia mi tocca aggiungere che in particolare il settore che riguarda la vicenda della signora è quello che ha meno difficoltà. La situazione è comunque di grande difficoltà”.

E continua, De Marco, entrando nei dettagli: “Il Tribunale di Barcellona ha un solo giudice destinato al settore lavoro e previdenza che si trova a gestire, oltre il volume delle pendenze (4400 cause a inizio 2016, ridotte a 3543 a fine 2016) un flusso di sopravvenienze (nuove cause, ndr) spaventoso, a maggior ragione se gravante su un unico giudice: ben 1.523 nel 2016, cui si aggiungono gli accertamenti tecnici in materia previdenziale. L’intero settore civile a Barcellona può contare su soli sei giudici in pianta organica. Di questi, però, oggi sono presenti soltanto 3 giudici. I quali si ripartiscono, assieme al giudice del lavoro, una mole immensa di arretrato (14.180 cause a inizio 2016, ridottesi a 12.900 a fine 2016) ed un flusso di sopravvenienze pari a 4.590 nuove cause per anno”.

Una situazione drammatica che costringe il tribunale a un super lavoro: “Malgrado l’assoluta carenza di risorse, ci tengo a rivendicare i piccoli successi conseguiti nel corso di ques’ultimo anno – continua De Marco – rigorosamente documentati. Il prospetto statistico (denominato movimenti civile 2016) rappresenta il quadro delle pendenze civili ad inizio e fine 2016. Si evidenzia, a proposito del settore lavoro e previdenza, che le pendenze, per questo anno, si sono ridotte addirittura del 19%; del 22% si sono ridotte le pendenze per i procedimenti speciali e sommari, nel cui ambito si collocano le procedure di accertamento tecnico preventivo relative alla materia previdenziale”.

Non va meglio per il penale, la cui mole di lavoro si riversa su tre giudici soltanto: “Nel 2016, per la prima volta, è stata ridotta la pendenza dei procedimenti collegiali (ridottisi da 115 a 95). Non altrettanto con le pendenze penali con rito monocratico, che sono cresciute da 3.164 a 3.217 (rispetto agli anni passati la crescita è stata minore, ma non si è arrestata). In pianta organica il Tribunale di Barcellona prevede quattro giudici al settore penale
dibattimentale, che dovrebbero gestire le oltre 3.300 pendenze, con una sopravvenienza annua di oltre 1.450 procedimenti”.
Una situazione che visti i numeri ha dell’incredibile: “Il risultato del 2016 è frutto di enormi sacrifici. La situazione però resta molto critica. È come nuotare costantemente in apnea”, conclude De Marco.

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