

Su 21 comuni che compongono la provincia di Siracusa, il sistema idrico presenta una dispersione che mediamente supera il 60%, con punte oltre il 65% in alcuni centri urbani e nel capoluogo, e un dato puntuale calcolato sull’intero ambito del 65,7%. La rete provinciale si estende per circa 2.500 chilometri e presenta uno stato di conservazione critico: il 44% delle condotte di distribuzione risale a prima del 1970 con materiali quali cemento amianto e ghisa grigia, e circa 150 km di condotte sono considerate prioritarie, nei progetti di rifacimento, per l’alto tasso di rottura.
Il sistema idrico è suddiviso in sottosistemi territoriali supportati da 83 serbatoi di compenso principali, come censiti nella Tabella 16 del Piano. La ricognizione indica che il 30% di queste strutture presenta infiltrazioni o lesioni strutturali che ne limitano la capacità reale. Nel sottosistema Sud (Pachino e Portopalo), si registra l’assenza di misuratori per circa 13.000 utenze, condizione che impedisce la contabilizzazione reale dei flussi e determina turnazioni di erogazione che, nei periodi di massimo prelievo, limitano il servizio a 2-6 ore giornaliere. In vaste aree di Siracusa e Augusta, le pressioni di consegna inferiori a 0,5 bar rendono il servizio intermittente nei piani elevati e nelle zone di fine rete durante i picchi di consumo mattutini e pomeridiani.
L’attuale scenario gestionale è caratterizzato da una frammentazione in 24 diversi soggetti, tra uffici comunali, società private e gestioni miste. Questa parcellizzazione ha storicamente impedito una pianificazione industriale omogenea.
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