MESSINA. Intitolazione a personaggi morti da più di dieci anni, divieto di omonimie, possibilità di presentare proposte previa raccolta di firme, multe per chi non espone il numero civico: il comune di Messina “rivoluziona” la toponomastica cittadina introducendo un nuovo regolamento per mettere ordine nel casino di vie ricorrenti, numeri civici che non ci sono, proposte rivedibili e disallineamento con le banche dati.
Il nuovo regolamento seguirà tre direttrici: le regole per l’intitolazione delle strade, il riassetto delle numerazioni civiche (interne ed esterne), il riallineamento dei dati a scopo di contrasto all’evasione fiscale.
Le nuove regole impongono che le proposte di intitolazione per le nuove vie dovranno rispettare il rigido vincolo dei dieci anni dalla morte del personaggio, così come previsto da una legge nazionale del secolo scorso. Le uniche deroghe ammesse riguardano i caduti in guerra o le persone “benemerite” per servigi alla nazione, e devono comunque essere formalmente autorizzate dal Ministero dell’Interno o dal Prefetto. Inoltre, per evitare il caos logistico e postale, viene introdotto il divieto assoluto di omonimia: non è possibile attribuire lo stesso nome ad aree di circolazione della medesima specie, anche se situate in frazioni o villaggi diversi del territorio messinese, cosa che succede spessissimo, sia con personaggi storici che soprattutto con personaggi religiosi. Per presentare una richiesta dal basso serviranno almeno 50 firme di cittadini che abbiano compiuto 16 anni, e verrà introdotta la possibilità di toponomastica bilingue italiano-greco per tutelare la minoranza linguistica radicata sul territorio.
La richiesta del numero civico esterno (ben visibile, per tutti) diventa un passaggio obbligatorio prima dell’occupazione di qualsiasi immobile, mentre per gli interni (scale e appartamenti) vengono bandite le lettere in favore di identificativi solo numerici. I proprietari avranno trenta giorni di tempo per esporre le targhette ufficiali dal momento dell’assegnazione. Per gli inadempienti arriveranno sanzioni pecuniarie da 25 a 500 euro, con la Polizia Municipale incaricata dei controlli. La stessa sanzione si applica a chi espone targhette non regolamentari o numerazioni abusive e difformi rispetto alle linee guida dell’Ufficio Toponomastica. Gli amministratori di condominio hanno infine l’obbligo di esporre all’ingresso dello stabile una targa stabile con le proprie generalità e i recapiti di emergenza, pena la segnalazione per l’attivazione dei procedimenti sanzionatori.
Su incrocio dati tra anagrafe, catasto e tributi, per ogni singolo indirizzo stradale (via, numero civico, esponente e interno) vi è l’obbligo tassativo di associazione con gli identificativi catastali esatti (foglio, particella e subalterno), per mettere una toppa alle storiche discrepanze tra le superfici reali degli alloggi e quanto effettivamente dichiarato ai fini del pagamento della TARI o dell’IMU, assicurando un costante allineamento idoneo a garantire la certezza del prelievo fiscale. Anche le tempistiche di assegnazione dei civici stringono le maglie del controllo. La richiesta del numero deve essere presentata contestualmente ai titoli abilitativi edilizi (permessi di costruire o SCIA) o all’inizio dei lavori. La Polizia Municipale, in fase di accertamento per le nuove richieste di residenza, verificherà la conformità della numerazione interna ed esterna.



