MESSINA. Buche, rattoppi, asfalto crepato e restrizioni di carreggiata, e la concreta possibilità che lungo tutta la tratta sia istituito il limite di 60 km orari. E’ l’autostrada A18 Messina-Catania (e non è che la sorella A20 Messina-Palermo sia in condizioni migliori, anzi…), nastro d’asfalto che è stato oggetto di verifiche da parte del ministero delle Infrastrutture che potrebbero determinare l’imposizione di pesanti limiti di velocità per tutta la lunghezza della tratta: ipotesi che il Cas smentisce (almeno fino all’arrivo dei verbali delle ispezioni ministeriali), ma aggiunge subito dopo che per limitazioni si intende quella “aggiuntiva ed ulteriore rispetto a quelle già in vigore e oggetto di pubblicità legale (e di segnaletica in loco) nelle forme di legge”. Altri limiti rispetto a quelli già esistenti, in pratica.
Il problema è che buche, rattoppi, restringimenti, verifiche, limiti di velocità e tutto il resto, almeno per quanto riguarda l’A18, sono tutti problemi di un’autostrada che è stata completamente riasfaltata meno di sei anni fa. E in sei anni è ridotta a un campo di battaglia tale che se ne ipotizza il dimezzamento della velocità di percorrenza. Come fa un’autostrada a distruggersi in cinque anni?
Ad aprile del 2020 c’è stato un appalto da poco meno di 14 milioni di euro (ribasso del 24,9% sulla base d’asta da poco meno di 24 milioni e mezzo) per la riasfaltatura integrale delle tratte Messina-Giardini e Giardini-.Giarre: la consegna dei lavori avviene a marzo 2022, successivamente, a settembre 2022 arriva un ulteriore finanziamento di 5,3 milioni, accordato dalla regione Siciliana come perizia di variante e suppletiva. Nel frattempo, però, le cose tra Cas e impresa non vanno bene, fino ad arrivare, nell’estate del 2022, allo stop dei lavori all’altezza di Roccalumera a causa del mancato pagamento, da parte del consorzio di diversi stati d’avanzamento lavori. Tra una cosa e l’altra spunta anche un pignoramento effettuato dall’impresa esecutrice dei lavori a fine 2025, con situazione risolta davanti al prefetto di Messina Cosima Di Stani con un accordo transattivo. Nel frattempo, i lavori si erano conclusi.
Oggi, a meno di due anni dalla loro fine, è tutto da rifare.




