MESSINA. Percorrere la tratta autostradale da Tremestieri a Taormina, in entrambi i sensi dell’A18 Messina-Catania, è diventato uno sport estremo: buche, rattoppi, asfalto crepato e restrizioni di carreggiata sono all’ordine del giorno, al punto che il Cas, consorzio autostrade siciliane che gestisce la tratta, fino al 29 maggio ha previsto “lavori di manutenzione ordinaria finalizzati al ripristino della pavimentazione ammalorata”, relativamente a tratti saltuari.
Il problema è che l’autostrada A18 è stata oggetto di ammodernamento meno di sei anni fa, con un investimento da poco meno di 24 milioni e mezzo nelle tratte Messina-Giardini e Giardini-.Giarre: l’appalto è stato vinto ad aprile 2020 con un ribasso de 24,9% sull’importo a base d’asta (quindi 13.912.669 euro), con consegna dei lavori a marzo 2022. Successivamente, a settembre 2022 arriva un ulteriore finanziamento di 5,3 milioni, accordato dalla regione Siciliana come perizia di variante e suppletiva. Nel frattempo, però, le cose tra Cas e impresa non vanno bene, fino ad arrivare, nell’estate del 2022, allo stop dei lavori all’altezza di Roccalumera a causa del mancato pagamento, da parte del consorzio di diversi stati d’avanzamento lavori. Tra una cosa e l’altra spunta anche un pignoramento effettuato dall’impresa esecutrice dei lavori a fine 2025, con situazione risolta davanti al prefetto di Messina Cosima Di Stani con un accordo transattivo. Nel frattempo, i lavori si erano conclusi.
Oggi la tratta è devastata: specie nel primo tratto, da Messina a Scaletta, è più simile a un campo da motocross che a un’autostrada, con buche che si sono formate praticamente senza soluzione di continuità lungo tutta la tratta, e parzializzazioni della carreggiata (in cui nessuno sta lavorando) proprio per la pericolosità di transitare lungo numerosi tratti. L’inverno appena trascorso, piovosissimo, ha contributo a distruggere un asfalto che già presentava numerose crepe, che sotto l’azione della pioggia si sono allargate e sbriciolate, dando luogo a buche enormi, soprattutto all’ingresso e all’uscita delle gallerie, in cui l’azione costante dell’acqua gocciolante ha eroso l’asfalto. E il Cas tenta di metterci una pezza. Dopo aver rimodernato l’intera tratta cinque anni fa.


