MESSINA. Dopo aver chiesto il commissariamento della direzione generale del Cas, il deputato regionale di ScN Giuseppe Lombardo interviene sulle modalità con cui si stanno svolgendo le verifiche sulla rete autostradale siciliana e sulle ulteriori prescrizioni che si aggiungono a quelle già previste.
«A lasciare perplessi è soprattutto il fatto che non sia il CAS, attraverso comunicazioni istituzionali chiare e complete, a spiegare quali prescrizioni saranno attivate e con quali conseguenze sulla circolazione. Queste informazioni stanno invece emergendo nel corso di un’ispezione del Ministero che dovrebbe essere finalizzata proprio alla verifica di quanto è stato fatto».
«Dai prossimi giorni – commenta – l’autostrada non sarà più un’autostrada, ma si trasformerà di fatto in una strada urbana, perché i limiti scenderanno per tutti a 60 chilometri orari nei tratti in cui sono presenti le barriere di primo impianto, parliamo dunque di circa 100 km. A questo si aggiungono restringimenti delle carreggiate, chiusure di gallerie, passaggi da una carreggiata all’altra e punti interessati da specifica segnaletica verticale e orizzontale. Il risultato sarà un vero e proprio percorso a ostacoli».
Una situazione che, sottolinea Lombardo, Sud chiama Nord aveva denunciato già un mese fa. «Avevamo lanciato l’allarme in tempi non sospetti, quando ancora nessuno sembrava voler affrontare fino in fondo la gravità della situazione. Avevamo anche chiesto il commissariamento della Direzione generale del CAS e nessuno ci ha risposto. Oggi, a distanza di un mese, ci troviamo davanti a ulteriori prescrizioni e a limitazioni ancora più pesanti».
Lombardo richiama quindi il Governo regionale anche sul tema delle risorse. «Attendiamo ancora di sapere se il Governo abbia effettivamente presentato la richiesta di rimodulazione dei fondi POC, come era stato annunciato dall’assessore Aricò nel corso dell’audizione che avevamo richiesto. Anche su questo servono risposte chiare».
«Rimane poi una domanda fondamentale: perché si interviene soltanto adesso, dopo le prescrizioni di Migliorino, quando era noto da tempo che tanto le barriere quanto le gallerie necessitavano di attenzione? La sicurezza viene prima di tutto e le prescrizioni devono essere attuate, ma non si può arrivare a questo punto e scoprire, durante una visita ispettiva, che da domani le nostre autostrade saranno sottoposte a limitazioni tali da trasformarne radicalmente la percorribilità».
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