MESSINA. C’è il rischio che Messina debba tornare alle urne. Il motivo? La mancata raccolta delle firme da parte di Sud Chiama Nord per la presentazione delle cinque liste a Barcellona e delle 15 a Messina, una deroga concessa dalla Regione Siciliana per la presenza nelle liste del simbolo Sud Chiama Nord (partito presente all’Ars), ma su cui il Tar si pronuncerà a ottobre. Il nodo cruciale è uno: solo una lista era esentata, o tutte? E ad aprile, dopo i pareri positivi, la fonte più autorevole a pronunciarsi era stato proprio l’Ufficio legislativo, con un parere secretato dal quale, riporta la Gazzetta del Sud, emerge che “Sud chiama Nord avrebbe dovuto raccogliere le firme, ma se il parere fosse stato reso pubblico in quella fase, avrebbe creato danno a chi, nel non raccoglierle, si era affidato ad un primo orientamento di senso opposto, messo per iscritto dallo stesso dipartimento regionale Autonomie locali”.
A sollevare per primo la questione, a maggio, era stato il candidato a sindaco del centrodestra Marcello Scurria (oggi consigliere comunale in quanto il primo dei non eletti a sindaco), alludendo a una «campagna elettorale inutile perché, chiunque diventerà sindaco, lo sarà per pochi mesi» (qui tutta la vicenda). A Scurria rispondeva Cateno De Luca, con un accesso agli atti (qui l’articolo).
E alla notizia circolata stamattina, invece, risponde il sindaco Federico Basile: “Apprendiamo da notizie di stampa che l’Ufficio legislativo della Regione avrebbe reso noto a taluni il contenuto del parere sul tema della raccolta firme delle Liste di Sud Chiama Nord e che lo stesso avrebbe confermato “il sostanziale nulla osta del dipartimento” nell’autorizzare l’esenzione per le 15 liste presentate, pur ritenendo che tale soluzione non trovi condivisione nel firmatario del nuovo parere. Il nostro movimento, come lo stesso parere sembra dare atto, si è dunque sempre orientato nell’agire con trasparenza e affidamento negli organi regionali competenti, le cui indicazioni sono state confermate e diramate dalla Prefettura e successivamente dai provvedimenti costitutivi delle Commissioni elettorali ed ampiamente premiate da un risultato elettorale che democraticamente ha espresso la volontà popolare dei cittadini”.
“Proprio con la forza ed il sostegno di tale ampio consenso popolare, nelle more degli approfondimenti riservati alla naturale sede giudiziale del contenzioso in essere, continueremo a lavorare per la città proseguendo il percorso tracciato dal 2018. Certo, non possiamo non chiederci perché questa indiscrezione emerge proprio adesso – chiosa Basile – La Commissione elettorale avrebbe potuto concedere 48 ore per raccogliere le firme, ma ha invece concesso quel termine esclusivamente per modificare i simboli. E noi eravamo già pronti: 15 liste chiuse, con 1010 candidati, 100 autenticatori pronti e 100 sedi di raccolta firme dislocate in tutta la città. Quale difficoltà avremmo avuto a raccogliere le 12 mila firme necessarie? Si trattava di 15 firme a candidato! È anche alla luce di questi fatti che va letta la domanda di oggi: perché questa indiscrezione viene fuori soltanto adesso? Forse il nostro leader Cateno De Luca sta “spaventando” troppe lobby e troppi vecchi santuari della politica regionale e nazionale. Andiamo avanti come abbiamo sempre fatto senza farci intimidire.”, conclude Basile.




