MESSINA. Sono state ammesse tutte le liste presentate a Palazzo Zanca per le prossime elezioni amministrative, comprese le 15 di Sud Chiama Nord. Il che vuol dire che la commissione elettorale ha dato il via libera ai nuovi simboli del partito del candidato a sindaco Federico Basile, modificati dopo le “questioni di confodibilità” sollevate dalla Regione Siciliana (qui l’articolo). Decisione che non è andata a genio al candidato a sindaco del centrodestra Marcello Scurria, che paventa un ricorso a elezioni concluse, alludendo a una «campagna elettorale inutile perché, chiunque diventerà sindaco, lo sarà per pochi mesi».
Perché? Al centro di tutto c’è un parere della Regione Siciliana che è “secretato”: secondo Scurria perché in contrasto con un vecchio parere, secondo Cateno De Luca, leader di Sud Chiama Nord, perché lo prevede la legge. Un botta e risposta a distanza iniziato con comunicati stampa e proseguito via social, a colpi di reel e minacce di querele: da un lato Scurria e la deputata alla Camera Matilde Siracusano (la prima a menzionare l’esistenza del parere, che inizialmente De Luca negava) e dall’altra De Luca, sostenendo che il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani debba procedere nei confronti di Scurria per diffamazione.
«La Commissione elettorale chiamata a verificare la regolarità della documentazione per la presentazione delle liste e dei candidati sindaco per le elezioni comunali di Messina, con il via libera alle 15 liste riconducibili a Sud chiama Nord, si assume una responsabilità senza precedenti – scriveva la Siracusano – Le elezioni così vengono falsate, con l’assurda logica seguita da De Luca, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Pd, e tutti gli altri partiti presenti all’Ars avrebbero potuto presentare decine e decine di liste collegate. Altro che mille candidati… Non lo abbiamo fatto per una semplice ragione, perché non si può fare! Dal punto di vista normativo, è ormai assodato che esista un parere dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Siciliana secondo cui non è possibile presentare liste senza la regolare raccolta delle firme. Un movimento politico rappresentato all’Assemblea regionale siciliana può beneficiare dell’esenzione per una sola lista, non per una molteplicità di liste che riproducono al loro interno il medesimo simbolo di riferimento. Quanto avvenuto rappresenta un precedente gravissimo, destinato a generare confusione non solo a livello locale ma anche nazionale. Da oggi, qualsiasi partito o movimento presente nelle assemblee legislative potrebbe ritenersi autorizzato a presentare un numero indefinito di liste collegate, eludendo di fatto le regole sulla raccolta delle firme. Si tratta di un’operazione inaccettabile, un vero e proprio azzardo, che rischia di produrre effetti pesanti sulla regolarità del voto. I cittadini messinesi potrebbero trovarsi a votare tra poche settimane in un quadro viziato da evidenti anomalie, con il concreto pericolo che le elezioni vengano successivamente invalidate a seguito di scontati ricorsi».
A queste affermazioni rispondeva De Luca: «Le dichiarazioni dell’onorevole Matilde Siracusano sono di una gravità inaudita. Afferma infatti l’esistenza di un presunto parere dell’ufficio legale della Regione Siciliana che impedirebbe l’ammissione delle liste di Sud Chiama Nord per assenza di firme. Un’affermazione che, se non supportata da atti ufficiali, rappresenta un tentativo evidente di condizionare e inquinare il procedimento elettorale. Non siamo davanti a una semplice opinione politica, ma a parole che rischiano di incidere su un procedimento amministrativo delicato e regolato da norme precise. Per questo motivo – prosegue De Luca – procederemo immediatamente con esposti all’autorità giudiziaria per verificare eventuali responsabilità legate al tentativo di alterare il corretto svolgimento della competizione elettorale. Denunceremo inoltre le pressioni illecite che sarebbero state esercitate da Scurria e dai suoi sodali, elementi che meritano di essere approfonditi nelle sedi competenti. In parallelo – aggiunge – sarà formalizzata una querela nei confronti della sottosegretaria Siracusano per le affermazioni rese, che riteniamo gravemente lesive e potenzialmente idonee a creare disinformazione e turbativa. Arrivati a questo punto – conclude De Luca – è necessario che l’autorità giudiziaria acquisisca tutti gli atti e faccia piena luce su quanto accaduto. Chi ha tentato di giocare sporco in questa fase dovrà risponderne fino in fondo».
Poi l’intervento di Scurria giovedì sera, aprendo il dibattito su Facebook: «Il parere esiste. A proposito di presunto o, peggio, inesistente parere rilasciato dall’Ufficio legislativo e legale della Regione su richiesta del Dipartimento regionale delle Autonomie locali. Chiunque può verificare che è l’ultimo parere rilasciato cliccando sul link nel primo commento. Il parere, purtroppo, è stato sottratto all’accesso (secretato). Qualcuno, ignorante, si chiede e chiede come lo sapessi. Bastava un click». Inoltre, Scurria ha precisato che «Nessuno potrà fare ricorso al Tar perché questo è possibile, entro tre giorni, solo in caso di esclusione, ma chiunque potrà farlo dopo le elezioni. L’amarezza è che sarà una campagna elettorale inutile perché, chiunque diventerà sindaco, lo sarà per pochi mesi. E chi ha fatto questo azzardo ha condannato la città ad essere commissariata. Io però continuerò la mia campagna così come l’ho fatta finora, con lo stesso impegno. Sono ormai consapevole che i messinesi, stanchi e delusi, vogliono cambiare».
A queste dichiarazioni, corredate di foto, è seguito un reel: «Vi è piaciuta la furbata? Complimenti, vi faccio anche l’applauso. Ora avete le liste ammesse, ma stai tranquillo che i messinesi hanno capito bene. Ora i messinesi sanno che il parere esiste. Il parere dell’ufficio legislativo e legale. Che è stato secretato perché in contrasto con un precedente parere, quello di marzo, quello che la commissione ha usato per ammettere le liste “basiluca”. La furbizia di “basiluca”, quella di presentare 15 liste per drogare la campagna elettorale, perché lo so che avete paura, ma noi e i messinesi vi batteremo il 24 e il 25 maggio, perché non ne possiamo più. I messinesi non ne possono più del sistema “basiluca”. Dici che ami Messina, ma ami Messina per servirtene, come hai dimostrato nel corso di questi anni, dimettendoti nel 2022, facendo dimettere Basile nel 2026. Anche in quest’occasione continuate ad anteporre l’interesse del vostro partito all’interesse generale, a quello dei cittadini, a quello dei messinesi. È da otto anni che tieni Messina sotto scacco, e per questo i messinesi vi cacceranno definitivamente».

E al reel di Scurria, De Luca ha risposto con un reel: «Ciao Marcello! I nostri penalisti ti ringraziano perché con il tuo ultimo reel non hai fatto atto di aggravare la tua posizione. Hai insinuato che i funzionari e i dirigenti della Regione hanno commesso un grave reato di omissione e ho proceduto a mandare ora un audio al Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani il quale, come rappresentante legale, deve procedere nei tuoi confronti per diffamazione. E quel foglio che hai pubblicato conferma che c’è una legge che disciplina che alcuni atti sono secretati non perché sono di contenuto contrario ai precedenti pareri, come sostieni tu, ma semplicemente perché c’è una legge e la legge vale anche per te. Comunque, i nostri penalisti ti ringraziano perché con questo ulteriore reel hai dimostrato di essere reo confesso. Ti saluto Marcello, continua a spalare merda, noi continuiamo a fare campagna elettorale».


