MESSINA. Venerdi 31 luglio, i dipendenti del comune di Messina incroceranno le braccia per tutta la giornata: quattro sigle sindacali, Cgil, Uil, Csa e Silpol, hanno proclamato l’astensione dal lavoro “nel rispetto delle norme di garanzia dei servizi pubblici essenziali, delle prestazioni indispensabili”. A firmare la nota Antonino Trino, segretario generale della FP Cgil, Pietro Fotia, coordinatore provinciale del Csa Regioni Autonomie Locali, Livio Andronico, segretario generale della Uil Fpl e Giuseppe Gemellaro, segretario generale del Silpol.

Perchè lo sciopero? A causa della “modifica unilaterale del contratto collettivo decentrato integrativo 2024 da parte del segretario generale e direttore generale dell’ente Rossana Carruba”,  e ritardo nel pagamento del salario accessorio 2025, “solo parzialmente saldato a parte del personale dipendente dopo una diffide e proclamazione dello stato di agitazione”. A questo i sindacati aggiungono, tra i motivi, “nessun intervento da parte del sindaco Federico Basile per tentare la conciliazione tra le parti, stante la considerazione che non si tratta di un caso politico”, ed infine uno stato di tensione creatosi tra i dipendenti, che non hanno certezza su quando sarà liquidato il salario accessorio 2025 e 2026″.

Lo sciopero si svolgerà dalla mezzanotte di venerdi 31 luglio e fino alle 24. “Il personale turnista sarà in sciopero sino alla fine del turno, anche se supererà le 24”, puntualizzano i sindacati. “Saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali previsti dagli accordi collettivi nazionali vigenti nei contingenti stabiliti nel contratto“, si specifica: “in caso di mancata quantificazione dei contingenti si procederà in ogni caso il garantire lo svolgimento”, avvertono le quattro sigle.

Allo sciopero non si è arrivati all’improvviso: il 23 maggio era stato inviata a sindaco e prefettura la proclamazione dello stato di agitazione, con attivazione della procedura conciliativa. Secondo quanto ricostruiscono i sindacalisti, “non è stata convocata la seduta conciliativa presso la competente prefettura di Messina, e si era avvertito che passati infruttuosamente i termini previsti, si sarebbe proceduto ad ulteriori azioni di lotta tra cui lo sciopero. Il 15 luglio 2026, si è tenuta un’assemblea del personale del Comune di Messina, i lavoratori all’unanimità hanno chiesto lo sciopero”, concludono

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