MESSINA. Sono stati circa 2000 ad aver firmato la petizione, promossa dal comitato Noponte Capo Peloro e sostenuta da varie forze sociali e politiche, per chiedere le dimissioni del Consiglio d’amministrazione della Stretto di Messina spa e l’amministrazione giudiziaria della società dopo l’apertura dell’inchiesta sul presunto tentativo di corruzione per condizionare il parere della Corte dei conti sul progetto definitivo del ponte sullo Stretto.
“La gravità di quanto è oggetto d’indagine da parte della Procura della Repubblica di Roma e ciò che continua ad emergere da indiscrezioni di stampa, visto che si parla del tentativo di coinvolgere un ente di rilievo costituzionale mentre un indagato era ai tempi dei fatti d’indagine nel cda della Stretto di Messina, ha destato preoccupazione e sdegno da parte della cittadinanza e l’immediata reazione del comitato Noponte Capo Peloro che ha promosso la petizione indirizzata alla Procura della Repubblica di Roma, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed ai soci della Stretto di Messina spa ovvero il Ministrero dell’economia e finanze, Anas, la Regione siciliana, la Regione Calabria ed RFI”, spiega una nota del comitato Capo Peloro..
Hanno aderito alla raccolta firme, che prosegue on line su change.org: comitato “Titengostretto” di Villa San Giovanni, ANPI circolo Aldo Natoli, AVS Sicilia e Calabria, CGIL Messina, Italia nostra Sicilia, Legambiente Messina, M5S Messina, PD Messina e circolo di Villa San Giovanni, UDU e UISP Messina.




