Neu import music

 

Era il 10 ottobre del 1983 quando si alzarono per la prima volta le saracinesche di “Neu import music”, un piccolo ma fornitissimo negozio di dischi in pieno centro che nel giro di breve tempo divenne il punto di riferimento cittadino per tutti gli amanti del rock, della new wave e della scena indipendente.

I più giovani stenteranno a crederci, ma all’epoca, decenni prima dell’avvento di Napster, degli Mp3 e di YouTube, l’approccio alla musica era del tutto analogico: un’esperienza sinestetica tattile e visiva scandita da precisi rituali. Si entrava nel negozio come si entra in un museo e con calma ci si metteva a spulciare fra le pile di vinili (o di cd e musicassette), lasciandosi sedurre da copertine concepite come dipinti o dai nomi di band sconosciute. “Chissà che suono si nasconderà fra i solchi di quei monoliti neri?”, ci si chiedeva, osservando quegli oggetti come delle misteriose reliquie sacre. E normalmente si usciva dopo qualche ora, perché a parlare di musica si trovava sempre qualcuno: avete presente l’atmosfera del Championship Vinyl del romanzo Alta fedeltà di Nick Hornby? Ecco. Uguale.

A guidare gli avventori, con suggerimenti e aneddoti, era il messinese Enzo Russo (adesso dj), che aveva deciso di chiamare il suo negozio come una band di culto della scena tedesca (i “Neu”, pronuncia “Noi”) e di scegliere come immagine dello store la copertina di un album uscito da appena qualche mese: “War” degli U2. 

Prima dell’avvento di ticket one e circuiti simili, “Neu” fu l’unico punto vendita dei biglietti per i concerti nel sud Italia, nonché l’unico informatizzato e collegato online con la “Nielsen”, azienda rilevatrice delle vendite per la compilazione delle classifiche di vendita nazionali. Chiuse i battenti, insieme ad un bel modo di vivere la musica, il 10 gennaio del 2000. 

 

 

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Cettina
Cettina
14 Aprile 2018 0:46

Ce levo ho tutte, sono vecchissima….hot dog completo di Rugantino alle 10.00 del mattino…gli ingredienti della salsa tonnata nessuno li ha mai scoperti

emmeaics
emmeaics
27 Aprile 2018 10:15

Li conosco tutti, ma ho frequentato soprattutto Neu e la Cassaforte del Vecchio Papero, per la limonata al sale preferivo il chiosco di Allegra, quello antico lato monte, lui se era in vena faceva ridere da morire, anche la Macina ma meno, la pizza comunque non era male, invece non ho mai amato hot dog e similari, preferivo il panino dal mitico Triglia in via dei Mille.

Ezio
Ezio
30 Aprile 2018 22:59
Reply to  emmeaics

Grande Triglia, sarebbe giusto inserirlo in una terza puntata …
Insieme alla Pizzeria del Capitano, esattamente di fronte, in via dei Mille e accanto a Melluso … Va beh …

Alessandro la torre
Alessandro la torre
6 Maggio 2018 4:38

Prima de mitico Pk c’era l’inferno dei polli…il primo a fare panino con wurstel con tabasco…

Francesco De Joannon
Francesco De Joannon
16 Novembre 2019 14:25

Li conosco tutti. Nel mio cuore peri’ c’ e’ la cassaforte del Vecchio Papero, che da collezionista di fumetti ho sempre frequentato, divertendosi a mercanteggiare con Nuccio Di Blasi, vera icona e sensei dei fumettari messinesi. Per i prossimi appuntamenti suggerisco la sala giochi F40 di via Giordano Bruno e la mitica sala biliardi Le Mans di via Legnano.