Messina, il sindaco Cateno De Luca rinuncia a metà delle sue deleghe

Passeranno di mano rapporti con università e istituzioni religiose, risorse umane e riorganizzazione dei servizi municipali, ma anche le competenze su materie che non esistono, tipo ponte sullo Stretto e casinò municipale. A chi andranno le deleghe lasciate vacanti dal primo cittadino, e perchè

 

MESSINA. Accentratore sì, ma c’è un limite a tutto. Il sindaco di Messina Cateno De Luca si spoglia di alcune deleghe (non delle più essenziali, diciamo) e le assegna ai suoi assessori “di fiducia”, “per meglio armonizzarle con le funzioni d’istituto del Comune e l’organizzazione degli uffici e dei servizi”, è la motivazione che si legge nel decreto di modifica della distribuzione delle competenze.

Se fino al 26 giugno De Luca era titolare delle deleghe a risorse umane e polizia municipale, finanze, patrimonio, partecipate e programmazione economica, riorganizzazione e assetto amministrativo dei servizi municipali, ponte sullo Stretto di Messina, casinò del Mediterraneo, rapporti con le istituzioni religiose, rapporti con l’università, rapporti con il governo e le istituzioni, con un decreto sindacale si è spogliato della maggior parte di esse, rimanendo titolare di finanze, patrimonio, partecipate e programmazione, e rapporti con i governi nazionale, regionale e col consiglio comunale.

A chi andranno le deleghe che ha mollato? Al vicesindaco Salvatore Modello toccherà quella al ponte sullo Stretto, sulla quale non si capisce bene che poteri abbia un sindaco o un assessore, Dafne Musolino prenderà in carico il casinò del Mediterraneo, (improbabile progetto perchè la legge che lo permetterebbe è ferma in discussione al senato da un anni, che secondo il programma elettorale dovrebbe prendere il posto del comune a Palazzo Zanca ) e il municipio sarebbe spostato o a Gravitelli alta all’ex Città del ragazzo o all’ex mattatoio di Maregrosso.

All’attuale assessore all’Ambiente andranno anche la riorganizzazione e assetto amministrativo dei servizi municipali, ma soprattutto le risorse umane e la Polizia municipale. A Carlotta Previti invece i rapporti con le Università, e ad Alessandra Calafiore i rapporti con le istituzioni religiose.

 

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