Effetti speciali, miraggi e prodigi pittorici: l’eterno “film” proiettato sullo Stretto

Dalle prime luci dell'alba al tramonto, cinque ritratti di uno scenario in perenne movimento, che cambia continuamente aspetto in infinite e infinitesimali varianti

 

Al chiaror di luna

 

L’ultima parte del film è bella da guardare sdraiati sulla spiaggia, in una calda sera d’estate. La bellezza in questo caso si compie per sottrazione: il mare è ora un’immensa distesa blu e nera, solcata dalle luci colorate delle barche dei pescatori. Anche il cielo è avvolto dalle tenebre, che perdono intensità a ridosso delle coste, illuminate dai bagliori notturni delle città e dai fari delle macchine in movimento.

 

 

Protagonista assoluta sulla scena è la Luna, che è al contempo l’attore principale, lo sceneggiatore e il direttore delle luci. Che sia alta nel cielo, nascosta dietro ai monti o in parte velata dalle nuvole, come un grande direttore d’orchestra impone il suo ritmo alla notte, lasciando la propria impronta sulla superficie piatta del mare, “ancora non paga di riandare i sempiterni calli”.

Il musicista: Fryderyk Franciszek Chopin

 

 

(grazie ad Alessandra Timmoneri per le foto)

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