Municipio, Palazzo Zanca

Quanto guadagnano i dirigenti del comune di Messina

Dal più ricco al più povero (ehm...), gli stipendi dei venti dirigenti a capo dei dipartimenti di Palazzo Zanca, spesso nel mirino del sindaco Cateno De luca, che ha annunciato più volte di volerne ridurre drasticamente il numero: il grafico interattivo con la classifica degli emolumenti, come vengono calcolati, e come vengono guadagnati

 

MESSINA. Durante il comizio di Capodanno, sono stati tra i bersagli preferiti del sindaco Cateno De Luca, che non ha certo lesinato in bastonate, e li ha più volte additati: l’aria, per i dirigenti del comune di Messina, si è fatta pesante, dal palco di piazza Duomo.

Accusati pubblicamente (e più volte) di mettere i bastoni tra le ruote all’azione amministrativa, e di percepire un lauto stipendio, la ventina di dirigenti di Palazzo Zanca si sono trovati sulla lista nera del sindaco sin dal suo insediamento, che non ha mai fatto mistero (anzi, ha più volte sbandierato fragorosamente ai quattro venti) l’intenzione di ridurne pesantemente il numero: per la prima volta il 2 luglio, a qualche giorno dall’insediamento, con la pubblicazione del primo organigramma, e per l’ultima qualche giorno fa, al comizio, dichiarando che “Io più di undici non ne voglio, i dipartimenti scendono a otto”.

Ma quello che più fa imbufalire De luca, quando da un palco parla dei dirigenti, è lo stipendio. Mentre li addita di essere immeritatamente dei “paperoni”, il sindaco parla di “centomila euro”. E’ vero? Si. Pur arrotondando (in un paio di casi per difetto), Cateno De Luca riporta una cifra esatta.

La forbice tra gli stipendi lordi percepiti nel 2017 (gli ultimi dati disponibili) dal più ricco al più povero (meglio, al meno ricco) dei dirigenti è di 37mila euro: dai poco meno di 83mila di Carmelo Giardina (Servizi alle imprese) agli oltre 119mila del vicesegretario generale Giovanni Bruno, recentemente andato in pensione, con la stragrande maggioranza che porta a casa 94.235 euro.

Come maturano gli stipendi dei dirigenti? Si tratta di retribuzioni lorde risultanti da contratti individuali, che si compongono di tre voci: lo stipendio tabellare che per tutti è di qualche spicciolo in meno di quarantamila euro, e da due voci di supplementari: la parte fissa, per tutti di 11.550 euro (con minime variazioni di quattro o cinque euro, in più o in meno), e la parte variabile, distribuita in tre scaglioni da 25mila (un solo dirigente) 35mila (praticamente tutti) e 45mila (solo due casi). Per ultima c’è la voce “altro”, che è quella che in sostanza determina le differenze di stipendio. Si riferisce a tutto ciò che non è ricompreso nelle tre voci: dalla tredicesima all’acconto del nuovo contratto, dalla retribuzione individuale di anzianità ad eventuali indennità aggiuntive. La somma delle quattro voci dà il totale dello stipendio dei dirigenti.

A nessuno, in questo momento, spetta l’indennità di risultato, che andrà composta dal nucleo di valutazione in un secondo tempo. Sono però arrivate, per qualcuno, gli arretrati delle indennità di risultato da 2005 al 2009. Per Romolo Dell’Acqua, dirigente all’Ambiente e sanità, per esempio, Palazzo Zanca ha staccato un assegno aggiuntivo, rispetto allo stipendio, da quasi 29mila euro, che diventano 26.300 per Domenico Manna (Cimiteri e verde pubblico), 27.608 per il regioniere generale Giovanni Di Leo, ventimila e qualcosa per Salvatore De Francesco (Cultura), oltre venticinquemila per il comandante della Polizia municipale Calogero Ferlisi e Natale Castronovo (Servizi al Cittadino), i diciottomila di Giovanni Bruno, o anche i soli 3770 dell’ex ragioniere generale Antonino Cama.

 

(per conoscere l’importo, posizionare il cursore o toccare la stringa corrispondente allo stipendio da visualizzare)

 

 

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