MESSINA. Cinquantanovesima in Europa, 104esima nel mondo, quarta in Italia: Messina è una città in cui il traffico è praticamente insostenibile. Lo certifica il Tom Tom Traffic Index 2019, che certifica l’incidenza del tempo trascorso in auto sulla qualità della vita. La buona notizie è che Messina “perde” una posizione, passando dal terzo posto che aveva ottenuto nel 2016, 2017 e 2018, al quarto nella graduatoria italiana. Quella brutta è che… è pur sempre quarta, dietro Roma, Palermo e Napoli, e subito prima di Milano, staccando Genova, Catania, Bari e Reggio Calabria.

Cosa comporta il poco invidiabile record? Che, per esempio, su un percorso di trenta minuti, durante l’orario da “bollino nero” mattutino si impiegano 15 minuti in più (il 50% in più del tempo necessario per percorrere l’intero tragitto), e di pomeriggio, nel percorso inverso per guadagnare il divano di casa dopo il lavoro, altri 14 minuti.

Mezz’ora al giorno buttata via a sacramentare in auto, che nell’arco di un anno fa l’incredibile cifra di quattro giorni e diciannove ore: quasi cinque giorni all’anno intrappolati in automobile.

Posto che ovviamente gli orari più congestionati sono quelli nella fascia oraria dalle otto alle nove, il momento da evitare come la peste è il martedi alle 8, porzione di tempo in cui il traffico si impenna del 56%. Giorno strano, il martedi: anche di notte, tra mezzanotte e le due, fa segnare più traffico di sabato.

Curiosamente, ma nemmeno molto, considerando le abitudini di guida e di vita dei messinesi, in pressoché tutta la mattina, dalle otto a mezzogiorno, il traffico si mantiene su livelli da delirio, ma non mercoledi e giovedi, giorni in cui tutto sommato la situazione viaria non è catastrofica. Al contrario, il pomeriggio dalle 17 alle 20 di tutti i giorni lavorativi bisogna mettersi il cuore in pace, stare in fila, strombazzare come i pazzi e incazzarsi per tutte le doppie file che si incontrano sul percorso.

Come si risolve? Con le “partenze intelligenti”, spiegano i dati di Tom Tom: mettersi in auto prima delle otto di mattina, per esempio, farebbe risparmiare quattro ore all’anno, calcolando un tragitto di mezz’ora al giorno.

Giusto per far capire quanto tempo della vita una persona perde a causa del traffico, Tom Tom confronta il tempo perso in un anno, 115 ore, con quello che si sarebbe potuto fare altrimenti: guardare 101 puntate di della serie tv culto Game of thrones, guardare 66 partite di calcio, piantare ben 115 alberi, cucinare oltre 5500 biscotti.

Per curiosità, la giornata più incasinata dell’anno, secondo i dati dei dispositivi gps dell’azienda, è stata il 19 dicembre: un giovedi in cui non è successo nulla di particolarmente eclatante, solo un giorno come tanti a ridosso della frenesia pre-natalizia (al contrario del giorno successivo, venerdi 20 dicembre, con gli automobilisti inferociti per la chiusura della via Garibaldi per la parata della Brigata Aosta).

Un’oasi di pace, invece, il 24 febbraio: secondo Tom Tom, il giorno più tranquillo dell’anno. Era una sonnacchiosa domenica.

 

 

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marco
marco
1 Febbraio 2020 10:46

Credo che la situazione sia di gran lunga peggiore. I dati sono raccolti e processati su una base di aggeggi tomtom usati alla guida, infatti le aree coperte dal servizio sono maggiormente le autostrade, cio’ indica l’utilizzo di tomtom prevalente in automezzi di “passaggio” a Messina, come per esempio TIR o vacanzieri. Chi non usa il tomtom per andare a Ganzirri da pizza Cairoli, non e’ rilevato