MESSINA. Erano state promesse dalla dirigenza dell’Fc Messina, e sono arrivate. Più o meno. Cinquecentomila mascherine per 300mila euro, al prezzo di sessanta centesimi ciascuna, che sarebbero dovute essere consegnate  il 10 aprile, e che per quasi un mese e mezzo, per problemi burocratici e di enorme domanda, nessuno ha visto (in parte saranno distribuite oggi).

E’ l’acquisto che il comune di Messina, tramite il servizio di Protezione civile, ha proceduto ad effettuare il 7 aprile “al fine di contrastare, contenere e gestire l’emergenza epidemiologica da COVID-19 nel territorio comunale”, aggiudicandolo alla società del patron dell’Fc Messina Rocco Arena, Toro srl, che, “pur in presenza di una diffusa carenza di disponibilità sul mercato di mascherina protettive, ne ha offerto all’amministrazione – come da allegato preventivo n. 35 acquisito al prot. n. 85584 del 07.04.2020 – la disponibilità entro il 10 aprile di 500.000 pezzi, e ciò ad un prezzo unitario di euro 0,60 in linea con i costi proposti dagli altri fornitori alla data odierna”, si legge nella determina firmata dal dirigente Francesco Ajello.

Nella stessa delibera (del 7 aprile) si afferma che “al momento non sussiste sul Mepa convenzione alcuna per la fornitura di detti prodotti”. Questo nonostante sul sito del Mercato Elettronico della Pubblica Amministrazione (al quale tutti gli enti pubblici devono rivolgersi per i loro acquisti, e procedere a trattative in autonomia solo dopo essersi sincerati che il prodotto non sia disponibile sulla piattaforma), il 28 febbraio fosse pubblicato l’avviso con cui “si invitano tutte le imprese italiane e straniere produttrici e/o distributrici di mascherine chirurgiche, mascherine FFP2 e FFP3 ad abilitarsi”. Lo stesso Comune di Messina, per una fornitura di mascherine per la Polizia municipale, il 22 aprile si avvarrà del Mepa.

 

Poi comincia la “negoziazione” sui pagamenti. Secondo la delibera, “a fronte dell’iniziale richiesta della Toro srl di pagamento integrale della fornitura all’ordine, quindi per un importo di euro 300.000 oltre IVA da corrispondere all’ordine – si è per le vie brevi concordato con la stessa, ed è in corso di formalizzazione con la controproposta che si allega, l’articolazione della fornitura, e quindi della spesa, in più lotti e con pagamento anticipato del 65 %, così da diminuire l’esposizione del Comune che diversamente sarebbe molto elevata in assenza di garanzie la cui richiesta informale è stata rigettata dal fornitore”.

Procedura, quella messa in campo dal comune di Messina, che il dirigente Ajello giustifica come dettata dall’urgenza: “si tratta di una fornitura il cui costo supera la soglia comunitaria, con conseguente obbligo di tempi minimi di ricezione e di pubblicità, molto onerosi ed incompatibili con l’urgenza di approvvigionare il Comune, e quindi i cittadini, dei beni in questione”, scrive, spiegando che il Comune si avvale, nella procedura, della facoltà concessa dalla legge “di affidare tramite procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara forniture qualora i tempi per le procedure di gara non siano compatibili con l’urgenza”.

All’atto del pagamento c’è lo “spacchettamento” della fornitura in più lotti, per cui si procede a un primo pagamento da 39mila euro, solo mille euro in meno rispetto alla soglia in cui scatta l’obbligatorietà di gara o di procedura negoziata (senza possibilità quindi di procedere ad affidamento diretto). “E’ necessario – per ineludibili ed urgenti motivi di ordine sanitario – affidare alla ditta Toro srl la fornitura ( quale 1° lotto) di 65.000 mascherine protettive di tipo chirurgico, autorizzando conseguentemente al relativo ordine”, con pagamento 65 % all’ordine e 35 % alla consegna.

Due settimane dopo, lo stesso Francesco Ajello si rende conto che c’è qualcosa che non va: le mascherine per problemi burocratici non arrivano, e in più, scrive il dirigente, “a seguito della verifica effettuata presso l’Agenzia Entrate Riscossioni, la ditta Toro Scrl è risultata soggetto inadempiente. Per quanto sopra si ritiene di dover provvedere alla liquidazione in favore dell’erario dell’IVA di cui alla Fattura n. 722 del 14/04/2020″, si legge nella determina. Praticamente, ai 47.580 euro compresa l’Iva al 22%, il Comune ha pagato 5577 euro di Iva e “trattenuto” 25.350 euro, “a seguito delle risultanze presso l’Agenzia Entrate Riscossione”. Rocco Arena, patron dell’Fc Messina, si è difeso dal rilievo di inadempienza, spiegando al sito messinanelpallone.it che “la vicenda è “ampiamente “ regolata dal combinato disposto degli artt. 68 del Decreto Legge n. 18/2020 e 12 del Decreto Legislativo n. 159/2015, fino al 31 maggio 2020 e dall’art 153 Decreto-legge recante misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19”, e annunciando che “è già partita adeguata azione a tutela della Toro srl”.

“In ogni caso la ditta affidataria è da ritenersi obbligata a dare corso alla fornitura in argomento, come da condizioni pattuite e riportate nella Determina di affidamento n. 3218 del 07/04/2020″, sottolinea Ajello: di questa “procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara”, dei suoi dettagli (non allegati nemmeno nella delibera pubblicata all’albo pretorio), e del successivo affidamento, sembra essere scomparsa ogni traccia.

 

Inserendo il cig (il codice identificativo di gara) all’interno del motore di ricerca del Comune per la voce “bandi di gara e contratti”, nella sezione “Amministrazione trasparente”, non appare nulla, così come non appare nulla sulla Banca Dati Nazionale Contratti Pubblici dell’Anac, e nemmeno in una generica ricerca su Google.

 

 

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[…] Come ha evidenziato Lettera Emme, ha fatto discutere poi l’irreperibilità degli incartamenti tramite Cig (il Codice Identificativo Gara, ndc), così come la mancanza degli allegati della procedura, che dovrebbero indicare il contenuto delle ricerche di mercato citate nella delibera e quindi i nomi degli altri soggetti contattati e i prezzi da loro proposti. “Purtroppo anche il preventivo è secretato. Tutti gli atti in questione fanno parte del protocollo riservato del gabinetto del sindaco e non è possibile prenderne visione. Ecco perché a maggior ragione chiediamo chiarezza in merito”, conclude Russo. […]

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[…] speciale, temporaneo proprio nell’attimo in cui si richiedono maggiori tutele e garanzie (clicca qui per il caso delle mascherine acquistate dal comune di Messina con procedura negoziata senza […]