MESSINA. Nel terzo trimestre del 2020 avevano un lavoro meno di tre donne siciliane su 10: il 28,8% del totale, ovvero uno dei peggiori risultati in assoluto in tutta Europa. Un dato che diventa ancora più allarmante considerando solo le giovani donne di età compresa fra i 18 e i 29 anni: al Sud, nello stesso lasso di tempo, ad essere occupate erano appena 18 su 100 (a fronte del 42,9% del Nord Est). Significa che più di 8 donne su 10 non hanno un’occupazione, malgrado il più delle volte abbiano un livello di istruzione più alto rispetto agli uomini (come accade anche nel resto d’Italia). Insomma, un mondo che va al contrario. A fronte di una disparità che rischia di aggravarsi ulteriormente per le conseguenze della pandemia. E meglio non andava nel 2019, quando il tasso di occupazione femminile era di 12 punti più basso della media italiana, mentre il tasso di disoccupazione era il doppio del corrispondente valore nazionale.

A fare il punto sullo scenario occupazionale in Sicilia e sulle diseguaglianze di genere, nel video il basso, è Claudia, un’economista palermitana che da circa un anno ha dato vita a “La Malafimmina”: un progetto di sensibilizzazione che ha l’obiettivo di rivendicare i diritti, la partecipazione politica e la pari opportunità per tutte le soggettività marginalizzate. La parole chiave è “transfemminismo”: un concetto che va oltre la difesa dell’eguaglianza di genere e tocca da vicino le tematiche dell’attivismo LGBTQ+, con particolare (ma non esclusivo) riferimento alle persone trans.

La sua è la sesta di una serie di testimonianze che Lettera Emme racconterà grazie alla collaborazione di Liberazione Queer Messina, un collettivo che lotta per la liberazione sessuale e la rivendicazione di diritti sacrosanti. L’obiettivo di questa rubrica (che per questa settimana “trasloca” a Palermo) è quello di fornire un contributo utile alla collettività sulla realtà, le esigenze, le problematiche e le istanze del mondo Lgbtq+ attraverso delle testimonianze dirette, raccontate senza alcun filtro.

 

 

LO STIPENDIO? Il 27% IN MENO. «Siamo in presenza di problemi di natura culturale, che si traducono in vere e proprie discriminazioni. Una donna – spiega Claudia – è generalmente considerata meno affidabile e meno capace di un uomo indipendentemente dalle sue effettive competenze e dalla sua preparazione. Considerate che esiste ancora un netto gap salariale fra i generi, che si aggira intorno al 27%». Una situazione che peggiora ulteriormente considerando tutte le persone “che rompono il binarismo di genere” e gli strascichi catastrofici del Covid, che hanno esacerbato le diseguaglianze.

 

 

 

*I numeri a cui si fa riferimento in questo articolo (e li grafici in alto) sono tratti da un report realizzato dal collettivo “Siciliane” e si basano su dati Istat

 

PERCHÈ “LA MALAFIMMINA”. Da una parte un lavoro di ricerca, con interviste e testimonianze di personaggi del panorama femminista siciliano, dall’altra la creazione di uno “spazio sicuro” sui social: un luogo dove poter parlare di sessualità non egemoniche, nel segno della condivisione e della partecipazione. È con questi intenti che nasce “Malafimmina”, che si focalizza inoltre sulle discriminazioni di genere nel mercato di lavoro e sulla “conciliazione” fra il lavoro domestico e il lavoro retribuito.

Quello di Claudia, come detto, è un progetto di “trasfemminismo intersezionale”: un movimento (secondo la definizione della studiosa e attivista intersessuale Emi Koyama) “fatto da e per le donne trans che vedono la loro liberazione come intrinsecamente legata alla liberazione di tutte le donne e oltre”. In Italia, ad oggi, uno dei movimenti femministi e transfemministi più importanti è Non Una Di Meno.

Per saperne di più? A consigliare dei film da vedere, nel prossimo filmato, è la stessa Claudia, che ogni settimana sulla pagina Instagram di “La Malafimmina” propone una rassegna di cinema queer.

 

Qui le puntate precedenti:

The queer diaries, essere LGBTQ+ a Messina: la storia di Oliver (video)

The Queer diaries, essere Lgbtq+ a Messina: la storia di Giorgia e Fabio

The Queer diaries, essere Lgbtq+ a Messina: Luna e Nicola

The Queer Diaries, essere Lgbtq+ a Messina: la storia di Giovanna

The Queer Diaries, essere Lgbtq+ a Messina: la storia di Davide

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