MESSINA. Si è svolto ieri 13 novembre 2021, Chiesa di Santa Maria Alemanna a Messina, il secondo incontro di “Spazi di Confronto”, il percorso nato dall’iniziativa di +Europa, Articolo Uno Messina, Cambiamo Messina dal Basso, Idea Messina, MessinAccomuna, Movimento 5 Stelle, Partito Democratico, Rete 34+, Rete degli Studenti Medi, Unione degli Universitari e Volt, “per riflettere e confrontarsi sull’alternativa possibile”, si legge in una nota. Nessun accenno a possibili alleanze per le prossime amministrative, nè al sindaco Cateno De Luca, del quale le associazioni ed i partiti che hanno animato la giornata rappresentano di fatto l’opposizione.

Si è invece parlato di politiche “oltre” i generi, la città dei senza potere, diritto alla salute, all’istruzione e alla partecipazione . L’inizio dei lavori è stato preceduto dal commosso ricordo di Olga Cancellieri, recentemente scomparsa.

L’incontro si è dunque articolato in quattro blocchi, con focus sulle differenti tematiche: “Politica oltre i generi richiama il concetto di parità di genere, che è un valore cardine di qualsivoglia progressismo. Occorre includere le differenze con azioni positive, puntando sull’inclusione e sulla valorizzazione delle differenze”- ha evidenziato Carmen Currò (Cedav). Dello stesso avviso Marcella Magistro (CGIL Messina), che nel suo intervento si è soffermata sul tema delle diseguaglianze di genere con riferimento alle gravidanze a rischio e alla retribuzione: “Nei casi di gravidanze a rischio spesso assistiamo ad un furto del salario, dal momento che alle lavoratrici viene decurtato il 20% dello stipendio. Anche questa è violenza di genere”. “Dobbiamo puntare sulla formazione e non dobbiamo arrenderci. Il problema culturale è alla base di tutto”- ha aggiunto Alda Ludicelli (UIL Messina).

Per il tema “La città dei “senza potere” Enrico Pistorino (Caritas Diocesi di Messina) ha posto l’accento sulle nuove povertà e sul disagio minorile, con particolare riguardo alla povertà educativa e ai diritti negati: “nel nostro territorio c’è urgenza di creare opportunità di crescita, i nostri quartieri gridano aiuto per rispondere con politiche concrete ad un’emergenza che è economica, sociale ed educativa. Le istituzioni hanno il dovere di affrontare queste questioni, occorre rinnovare il patto sociale tra cittadini e soggetti politici. Servono azioni che portino al cambiamento”. Di “città a misura di bambino” si è invece occupato Sergio Conti Nibali (pediatra), che, con riferimento ai primi mille giorni di vita, ha sottolineato l’importanza delle politiche del reddito e delle politiche sanitarie: “A Messina una grande percentuale di bambini vive al di sotto della soglia di povertà. La nostra città deve diventare a misura di bambino e per farlo bisogna investire in politiche di qualità, migliorando i servizi pubblici, dai consultori agli asili”. Di invisibili e di inclusione ne ha discusso Patrizia Maiorana (Circolo Arci Thomas Sankara), che ha dichiarato: “Nella nostra città esistono tanti buchi neri e falle, di cui molti non ne hanno conoscenza. La burocrazia spesso diventa, soprattutto per gli ultimi e le persone migranti, strumento di esclusione. ”

Per “Cittadinanza e partecipazione” Renato Coletta (consigliere IV Circoscrizione di Messina) si è soffermato sul rapporto della democrazia partecipata, con specifico riferimento al rapporto tra cittadini, servizi e amministratori locali: “Nella nostra città i servizi non vengono garantiti in maniera omogenea. Il nostro territorio è troppo vasto e le esigenze dei cittadini variano da quartiere a quartiere. Dovremmo ricordare che non esistono cittadini di serie A e di serie B”.
Damiano Di Giovanni (Udu Messina) ha rilanciato il punto di vista dei giovani rispetto alla partecipazione alla politica ribadendo che è fondamentale che “i giovani facciano sentire la propria voce e si impegnino concretamente sulle questioni che gli riguardano”. Giusy Furnari (Università di Messina) ha sottolineato l’importanza di immettere “in una società anziana” nuovi elementi di partecipazione: “I cittadini devono riconoscersi nella comunità. Occorre agire localmente e pensare globalmente. La partecipazione deve spingerci ad uscire dal nostro ego per unirci all’altro, lavorando sui contenuti e sulle scelte politiche per il nostro futuro”. Per Francesco Saija (Parliament Watch) il monitoraggio civico e il governo aperto (coinvolgimento delle pubbliche amministrazioni) sono le precondizioni per la partecipazione democratica: “Serve partire dalla trasparenza e sfruttare le opportunità della digitalizzazione”.

Sui diritti alla salute significativa la testimonianza di Antonio Pollicino (medico pediatra), secondo cui per garantire il diritto alla salute di tutti deve essere potenziata la rete sanitaria. Nino Labate (medico di base) ha approfondito il tema dei diritti alla salute richiamando le difficoltà del sistema sanitario durante l’emergenza covid. Graziella Arena (Associazione Il Volo) si è soffermata invece sui disturbi dello spettro autistico e sul percorso riabilitativo che offre la città di Messina: “A Messina le strutture convenzionate sono assolutamente insufficienti e, quelle che ci sono, si perdono. Mi riferisco al progetto Autismo 0-90 del Policlinico: una grandissima perdita per la città. Serve riabilitare le strutture residenziali e i centri per il dopo di noi. Serve il piano individuale di vita, che parta dalla scuola dell’infanzia e arrivi all’inserimento nel mondo del lavoro ”. Filippo Frisenda (Castanea Basket) ha infine posto l’accento sull’importanza dello sport, specie durante l’infanzia: “nonostante i nostri sforzi, purtroppo nella nostra città riscontriamo tantissime difficoltà, specie per la gestione degli impianti sportivi, ad esempio quello di Ritiro”.

 

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